giovedì, 14 maggio 2009

TORINO e PIACENZA

Domani, 15 maggio, sarò alla Fiera del libro di Torino. Al padiglione 2, stand Deastore, Simonetta Agnello Hornby, l'autrice di Vento scomposto (Feltrinelli), presenterà Io ti perdono.

Sarò al Salone fino al 16 sera, poi domenica alle ore 11, mi sposto a Piacenza. Al Gran Caffè Ranuccio, P.zza Cavalli, Palazzo dei Mercanti. BLUES APERITIF - Io ti perdono di Elisabetta Bucciarelli
Conduce l’incontro: Francesca Mazzucato,

Nel pomeriggio, invece, alle 17 ci sarà la presentazione dell'antologia Alle Signore piace il nero, (Sperling&Kupfer). Tra una cosa e l'altra presenterò Dominique Manotti, uno dei miei miti letterari noir.
Tutto il programma di questo bellissimo festival è 
Qui.

Vi aspetto.

lunedì, 23 marzo 2009

ALLE SIGNORE.

Potete leggerlo qui.

Sono quattordici, legate in questo libro da un denominatore comune: il noir. Scrittura di genere con varianti di stile e di punto di vista, ma sempre diretta a raccontare un tema comune, la madre cattiva. L'antologia Alle signore piace il nero (Sperling&Kupfer, pagg. 298, 18.90 euro), raggruppa racconti di Barbara Garlaschelli e Nicoletta Vallorani (curatrici) e di altre scrittrici italiane la cui estrazione non è necessariamente legata al genere, come Carmen Covito, Grazia Verasani, Nicoletta Sipos, Donatella Diamanti, Cinzia Tani. Tra le altre firme - Licia Giacquinto, Adele Marini, Daniela Piegai, Daniela Losini, Claudia Salvatori e Diana Lama - anche Elisabetta Bucciarelli, che in questa raccolta porta come sempre l'ispettore di polizia Maria Dolores Vergani, protagonista seriale del suo scrivere, ma finora vista quasi esclusivamente nella forma estesa del romanzo. 
In che modo Maria Dolores Vergani si racconta nella dimensione di un racconto?
Dal 1995 scrivo solo storie con protagonista lei, Maria Dolores Vergani. E' una donna e di lavoro fa l'ispettore di Polizia. Ne racconto sia la vita personale che quella pubblica e come le due cose riescano a produrre cambiamenti e rivoluzioni. Così mi pare accada nella vita di tutti, a meno che il lavoro non sia solo una fonte di guadagno. Le storie da poche pagine mi permettono di mettere a fuoco dei particolari della sua esistenza. Di dare al lettore che la conosce una tesserina in più da inserire tra un romanzo e l'altro. A chi invece non sa nulla di lei, la possibilità di avvicinarla a piccole dosi. In Primo pelo, il mio racconto, la Vergani osserva una madre e una figlia, alle prese con l'invidia e la cattiveria.
Secondo te il racconto noir in questo momento funziona, e a che tipo di lettore si rivolge?
Non so rispondere a questa domanda. Non so se funzioni o meno. Io leggo i racconti, indipendentemente dal genere, per capire il passo narrativo di un autore. Come se fossero un aperitivo. Il Noir in generale, funziona perchè siamo immersi nel nero. Parla di noi, come i format televisivi, ma con il respiro della scrittura. E abbiamo un gran bisogno di parlare di noi, mi pare. Per chi scrive ha un vantaggio, possiede delle regole. Per esempio non è cronaca nera, non è semplicemente un'atmosfera cupa, non dovrebbe essere solo una trama di indagine. Mostra un morto e chi ha commesso il fatto e cerca di capire il perchè. Psicologia, sociologia e sensibilità sono le caratteristiche che dovrebbe possedere. E lasciare un sapore, alla fine. Che non è solo il disgusto per il Male ma anche il fascino oscuro che lo rende continuamente perseguito da molti.
Dove troveremo prossimamente la Vergani?
Maria Dolores sta cercando risposte. Alla cattiveria, alla falsità, al dolore. Agli uomini che non sanno amare o che non vogliono farlo, alle madri cattive, a chi sporca e brutalizza il candore dell'infanzia. S'interroga sul perdono, cerca di capire se davvero alla fine, può rendere liberi. E intanto indaga, sul mondo e su se stessa. Mi ha fatto male scrivere questo libro ma credo che ne sia valsa la pena. Io ti perdono è il titolo, Colorado Noir/Kowalski l'editore e il 7 maggio sarà in libreria.
postato da: labuccia alle ore marzo 23, 2009 10:36 | Permalink | commenti (1)
categoria:alle signore piace il nero, io ti perdono
giovedì, 12 marzo 2009

MISSFATTI a Milano: qui, l'originale.

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Ida Ferrari, scrittrice, già collaboratrice di questo network, ha presenziato alla prima uscita delle Signore in nero, lunedì a Milano, intervistate da Luca Crovi. Questa la sua (graditissima) cronaca con annesse fotografie:

Alle signore piace il nero


di Ida Ferrari


Doveva chiamarsi MISSFATTI (sì, con due esse), l’antologia noir scritta dalle quattordici autrici unite nel progetto da Barbara Garlaschelli e Nicoletta Vallorani. L’editore ha poi deciso per un titolo… più vendibile. Tralasciando il pensiero di un possibile doppio senso che la fantasia di qualche lettore potrebbe trovarci.

È così che è iniziato l’evento: con un’immediata ilarità del pubblico quando si è parlato di ciò che potrebbe uscire in Internet digitando le quattro parole che compongono il titolo definitivo.

La prima presentazione alla Mondadori multi center di Milano è avvenuta a ridosso della festa della donna, senza riferimenti al giallo delle mimose, paragone che qualcuna di loro ha definito troppo scontato. Tutte comunque avevano appuntato sugli abiti il nastrino bianco simbolo della non violenza alle donne.

Luca Crovi ha condotto l’evento con brevi, provocatorie (al punto giusto) domande dirette a ognuna delle autrici con un intercalare triplo di Barbara Garlaschelli: “Tu da qui non esci vivo”. Giusto per stare nel tema del noir.

Mancavano all’appello Grazia Verasani, Cinzia Tani, Claudia Salvatori e Diana Lama.

Ecco qualche domanda di Crovi con relativa risposta:

A Donatella Diamanti per L’altra metà di Sara che parla di una donna poliziotto e madre:

Si può essere madri e poliziotte insieme?

Sì, ma la mia Sara è una donna un po’ fallita nonostante il ruolo di grande responsabilità. Come sempre le donne fanno fatica ad avere ruoli forti in un ambiente maschile. All’inizio della mia carriera di sceneggiatrice anch’io ho dovuto faticare.


A Adele Marini per La testa altrove che parla di una donna che ha perso la testa nel senso che le è stata decapitata:

Chi perde la testa nel tuo racconto?

Beh… solo la protagonista. La storia parte da un fatto vero avvenuto negli anni sessanta. Pare che la testa di una donna milanese fosse stata trovata in Viale Monza e il corpo a Sesto san Giovanni. Mi sono ispirata a questo fatto diventato quasi una leggenda metropolitana.


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A Nicoletta Sipos per Miss Lilly e il mistero del Big Bull nel quale Miss Lilly è cugina di Sherlock Holmes:

La tua Miss Lilly così antipatica non poteva essere ammazzata da Sherlock Holmes?

Caso mai sarebbe potuto succedere il contrario visto che Miss Lilly è molto più astuta del cugino. Il racconto è un po’ la vittoria dell’intuito e dell’intelligenza femminile su quel maschilista di Holmes.


A Elisabetta Bucciarelli per Primo pelo nel quale la protagonista è una ballerina di lap dance… zoppa nella gamba destra e cieca nell’occhio sinistro.

Non potevi scegliere un personaggio più semplice?

Nella mia storia c’è l’esempio di come una donna con deficit fisici possa avere il suo successo. Nonostante abbia anche una madre cattiva. In fondo le mamme normali possono essere buone, ma anche molto cattive.


A Barbara Garlaschelli per Nina nel quale viene ripreso il ruolo della figlia succube di una madre pazzoide.

La mamma del tuo racconto ne fa di tutti i colori. Spesso nei tuoi scritti ci sono personaggi familiari negativi. Cos’è, un modo per esorcizzare che questo non avvenga nella tua cerchia familiare?

Mia nonna di novant’anni ha letto il racconto e subito mi ha detto: ma la mamma non è così! Certo che non lo è. Ecco, io vivo molto fra le mura domestiche e ho un po’ la fissa della casa e della famiglia. Negli affetti sono stata molto, molto fortunata. Però in altri contesti non è sempre così. Che poi gli scrittori abbiano delle ossessioni, non so. A me è capitato spesso di scrivere di madri cattive.


A Carmen Covito per L’erba del vicino che tratta il tema dei vicini di casa:

Scrivi di una vicina di casa inquietante che si presenta alla porta all’improvviso. Ti sei ispirata a qualcuno?

Chi di noi non ha qualche vicino di casa un po’ strano? Inoltre… non a caso nel titolo c’è la parola erba (riferimento al luogo in cui sono avvenuti i feroci delitti).


A Nicoletta Vallorani per Ali:

Nel tuo racconto parli di violenza sulle donne, di stupratori e di angeli. Come ti è venuto in mente questo racconto in una Milano nerissima?

Ho fatto un passo indietro e ho ripreso la mia scrittura degli inizi. Per la stesura di questo racconto mi è sembrato impossibile ignorare certi fatti di cronaca anche se quando l’ho scritto non era ancora tutto così evidente.


A Licia Giaquinto per La pazzia della rondine, storia di Elena (finta zia) e del suo rancore:

Sei mai stata zia? O hai avuto una zia con la quale non avresti voluto mai e poi mai andare alle giostre?

La mia protagonista non è una zia vera, è zia per modo di dire. Ha vissuto in un ambiente di gente ricchissima essendo figlia di servi senza però rendersene conto. Quando si accorge delle differenze ha forti rancori che sfociano in ossessioni. Il brutto è che in seguito sono successi due fatti di cronaca molto simili a quello che avevo scritto… mi sono spaventata.


A Daniela Piegai per Scambio letale nel quale si parla di messaggi:

Da cosa è scattata l’idea dei messaggi?

Pensando a come sono incapace di mandare messaggi. I miei non arrivano mai al destinatario. Deve esistere un posto nell’etere in cui rimangono quelli mai ricevuti. (nota della blogger: questo mi ricorda qualcosa...)


A Daniela Losini per L’estate del silenzio:

Spiegaci un po’ di questa bambina sparita e poi ritrovata cadavere…

Del mio racconto non parlerò. Credo che ognuna di noi abbia scritto delle storie nel proprio stile personale. Poi le storie si raccontano da sole. Se credete comprate il libro e alla fine potrete decidere se è qualcosa da ricordare nei giorni a venire oppure no.

 

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postato da: labuccia alle ore marzo 12, 2009 08:51 | Permalink | commenti (2)
categoria:elisabetta bucciarelli, alle signore piace il nero, missfatti, langolonero, alessandra buccheri
domenica, 08 marzo 2009

FEMMINA ON AIR SU LIFEGATE

Domani, lunedì 9 marzo, alle 12.00 andrà in onda su Lifegate 105.1 (con replica alle ore 16), un'intervista alla sottoscritta su Femmina de Luxe.
Serata molto bella ieri alla Libreria di Via Volta a Erba, con Severino Colombo e Gianni Biondillo, più gli Anima_li di Monica Galanti.
Una libreria come si deve. Accogliente e ricercata.
Mogli, bambini, amici, lettori, pubblico, presidenti, fotografi, giornalisti, creativi. Domani su Il Giorno (scusa PaPi :o), la foto di gruppo del quartetto, Biondo_Seve_Moni_Buccia. (ps: oltre a Femmina in vetrina ho visto Alle Signore piace il nero e l'ho sfogliato per la prima volta... è sempre un'emozione!)
Da leggere questa intervista a Mariano Sabatini, che dice sempre quello che pensa e per questo mi piace molto!
Da vedere, l'intervista a Colitto che ho fatto qui.
venerdì, 06 marzo 2009

LE SIGNORE A MILANO

Alcune segnalazioni.

Qui. Qui. Qui. Qui. Qui. Qui. Qui. Qui. Qui.

Il nero si addice a questo tempo balordo che non accenna a calmarsi. Vorrei ricordarmi tutta quest'acqua, un giorno.

Visioni: vampiri intorno e credo finiranno nei mie lavori, così per annientarli almeno. C'è una nuova era horror. Letteraria, forse, non mi pongo il problema. C'è. E' un dato. Predicatori in aumento anche. Ho rivisto Pulp fiction per la non so quale ennesima volta. Una novità: mi ha fatto effetto.

continua...

postato da: labuccia alle ore marzo 06, 2009 10:04 | Permalink | commenti (2)
categoria:elisabetta bucciarelli, alle signore piace il nero
giovedì, 05 marzo 2009

APPUNTAMENTI A BREVE

Sabato sera, 7 marzo, sarò a Erba alla Libreria di via Volta, a presentare Gianni Biondillo e Severino Colombo e il loro: Manuale di sopravvivenza del padre contemporaneo. (Diventare Pa3 in poche, oculate mosse), Guanda.

Lunedì 9 marzo, sarò a Milano, alla Mondadori di piazza Duomo, presso lo Spazio eventi. Ore 18.30, cocktail e presentazione del libro: Alle signore piace il nero, Sperling & Kupfer. Condurrà Luca Crovi e saremo presenti in tante: le curatrici e autrici Barbara Garlaschelli e Nicoletta Vallorani, insieme a Carmen Covito, Donatella Diamanti, Licia Giaquinto, Adele Marini, Elisabetta Bucciarelli, Daniela Piegai, Daniela Losini, Diana Lama e  Nicoletta Sipos.

Ho letto molto in questo periodo, libri molto distanti da me ma ugualmente belli. Segnalo un noir senza scampo: Luca Poldelmengo, Odia il prossimo tuo, Kowalski. Prossimamente il resto, su Booksweb.tv.

sabato, 28 febbraio 2009

LA DENSITA' DELLE SIGNORE.

Esce tra pochi giorni un'antologia particolare. La prima, credo, antologia nera (nerissima) scritta solo da donne. Curata da donne e piena di donne efferate, crudeli, cruente ma anche no.

Mi sento a casa in questo libro.

Qui il blog e l'incipit del mio racconto. L'ho scritto subito dopo Dalla Parte del torto, è stato il primo passo verso una costruzione nuova di personaggi e linguaggio. Continua con Primo pelo la mia rinnovata ricerca linguistica che, passando soprattutto per Femmina de luxe, mi ha portato al prossimo libro: Io ti perdono. 

A breve la prima presentazione dell'antologia Alle signore piace il nero (Sperling&Kupfer) a Milano e poi un lungo tour per l'Italia. Per ogni tappa un gruppo di Signore differente ;o)

Le vicende delle Miss-teriose Signore si possono seguire sul blog MissFatti e sul blog di Barbara Garlaschelli.

 

postato da: labuccia alle ore febbraio 28, 2009 16:59 | Permalink | commenti
categoria:alle signore piace il nero
venerdì, 30 gennaio 2009

ETICA and ESTETICA

L'imperativo etico: Agisci sempre in modo da umentare il numero della scelte.

L'imperativo estetico: Se vuoi vedere, impara ad agire.

Gli imperativi estetico ed etico, che Heinz von Foerster propone alla fine del suo intervento pubblicato in La realtà Inventata, a cura di Paul Watzlawick, Feltrinelli. Singolari direi. Da leggere.

E' in uscita il 3 Marzo Alle signore piace il nero. Una bella sfida, davvero. Qui il dietro le quinte di Barbara.

Domani, alle 18, sono a Roma con Femmina de luxe. Alla libreria Bibli, in via dei Fienaroli. Insieme a me Valerio Calzolaio e Mariano Sabatini.