lunedì, 09 novembre 2009
 LA NOSTRA FEDE

Nel corredo della normalità d'ordinanza è dato, irrinunciabile, il fatto che siamo cattolici - credenti e cattolici. In realtà quella è l'anomalia, la pazzia con cui ribaltiamo il teorema della nostra semplicità, ma a noi pare tutto molto ordinario, regolamentare. Si crede, e non sembra esserci un'altra possibilità. Ciò nondimeno, si crede con ferocia, e fame, non di una fede tranquilla, ma di una passione incontrollata, come un bisogno fisico, un'urgenza. E' il seme di una qualche follia - l'addensarsi evidente di un temporale all'orizzonte.

(Andate avanti a leggere.)

Alessandro Baricco, Emmaus, Feltrinelli.
postato da: labuccia alle ore novembre 09, 2009 11:57 | Permalink | commenti (5)
categoria:leggere, fede, credere, alessandro baricco, emmaus
martedì, 03 novembre 2009
 IO CREDO (e il pudore)

Credo, forse domani, che stia per uscire un libro importante. Non l'ha scritto un autore tra quelli che prendo di solito come riferimento. E' di Alessandro Baricco, il titolo: Emmaus, la casa editrice Feltrinelli. Ma i temi che tratta, almeno da quanto si evince dall'articolo di Starnone su Repubblica, ripreso integralmente QUI, mi sembrano molto aderenti alla mia ricerca personale. Sono curiosa di aprire le pagine e leggere, e non mi capita spesso. Credo sia anche arrivato al momento opportuno. Questa, talvolta, è la magia dei libri, se abbandoniamo preconcetti e rigidità di schieramenti. Se abbiamo voglia di entrare nei mondi degli altri, vedere come risolvono, e magari, se ci convincono, portare qualche frammento nel nostro pensiero spesso troppo rigido. Senza arroganza e senza presunzione. Senza offendere. Perché, chi più e chi meno, siamo tutti malati di qualcosa, tossici e dipendenti a nostro modo, tutti abbiamo paura. C'è chi lo ostenta e chi mantiene ancora una forma di pudore. Fa spavento questa parola. E' fuori moda. Datata. (Mi sono stufata di sentir parlare di corpo delle donne da gossip e da spettacolino della domenica. Va di moda, l'avrete capito e mi sa tanto di ennesima strumentalizzazione per mandare tutto in nulla). Pudore. Non è vivere in clausura, non mostrare o giocare a non esserci. E' legato a doppio filo al rispetto, ai toni, ai modi, alla discrezione. A una forma di bellezza e di eleganza che si esercita vivendo, buttandosi nella mischia, rischiando, confrontandosi con il mondo. Priva di aggressività, frustrazione, vendetta, rabbia. Il pudore scappa quando non c'è aderenza tra le nostre aspettative (ci sentiamo delle menti geniali) e il piano di realtà (siamo persone normali). Spariamo alle gambe. Senza pudore. Neanche per la nostra misera maschera. Scomposti. E' un esercizio continuo. Quello di mirare ad alcune cose e non ad altre. Come il pudore, antico e fuori moda, anche nel nostro mostrarci e nel necessario dire. Traguardi troppo elevati, ma che gusto c'è altrimenti? 

Qui, invece, un confronto sul libro di L.R. Carrino, Pozzoromolo, Meridianozero. Sempre a proposito di pudore, un libro che ne contiene più di quanto apparentemente possa sembrare.

Io ti perdono, venerdì 6 Novembre è QUI.

Mentre domenica sarò Qui, a presentare un originale libro (no-noir) targato Perdisa, che parla di Alessandro Manzoni (uno dei più grandi scrittori noir :)