domenica, 07 giugno 2009

BIENNALE DI VENEZIA. (iniziamo così).

Il corpo come provocazione

Finti cadaveri in piscina e specchi rotti, bizzarrie oscene e capricci stravaganti tutelati dall’immunità artistica

VENEZIA - Come in un suo settecentesco carnevale, Venezia pullula di bizzarrie anche oscene e di capricci stravaganti tutelati dall’immunità artistica, diciamo dal lodo di essere «opera d’arte». Roba da far invidia a quella Biennale del ’72, quando De Dominicis espose un «portatore di handicap», fu processato e assolto. O a quella in cui si liberarono farfalle dannose per le piante o a quella in cui si espose un lampadario fatto di assorbenti. Ma l’arte riflette la vita, quindi amore, morte, paure. E, come ha dichiarato ieri il sindaco-filosofo Cacciari, «Venezia deve lavorare contro i passatismi; c’è un Futurismo di maniera, un po’ teatrante e uno che guarda al divenire attraverso l’arte, che deve essere rappresentato a Venezia». E, oggi, si guarda al futuro anche «provocando» e, al solito, cercando di scioccare. Partiamo dalla collezione Pinault a Punta della Dogana. «Train, Pig Island» di Paul McCarthy sono maschere in poliuretano in posizione contro natura (una bottiglia dove sarebbe l’organo genitale) che paiono vomitare delle riviste d’arte specializzate. Maurizio Cattelan espone nove finti cadaveri coperti con un telo (il tutto in marmo di Carrara) chiamati «All».

Una riedizione dei quadri di Bosch e di Carpaccio sono le scene con centinaia e centinaia di personaggi e scheletri realizzate dai Chapman intitolate «Fucking Hell»: al posto dei condannati e dei beati ci sono i nazisti, gli ebrei in un campo di concentramento, personaggi impalati, crocifissi e squali con la svastica. Poi si prende una boccata d’aria con «Rat and Bear» di Fischli & Weiss, due pupazzi (un topo e un orso) che si inseguono girando vorticosamente come le pale di un ventilatore. Nell’anteprima della Biennale (che sarà inaugurata sabato dal presidente Napolitano), Michelangelo Pistoletto, primattore dell’arte povera, ha svolto una performance infrangendo con una mazza di legno alta più di un metro degli specchi: «Dagli specchi distrutti si generano un’infinita serie di rimandi». Insomma, un’«opera aperta», anzi, infranta... siamo oltre l’ermeneutica. La performance (con l’altra metà degli specchi) sarà ripetuta domani. Ma è l’esibizione del corpo (o di frammenti e reliquie comunque combinate di corpo umano) che ossessiona l’arte contemporanea nei Padiglioni ai Giardini. Comunque, in una forma (a prima vista) meno potente della Biennale del 1997 quando Marina Abramovic stava seduta su una montagnetta di ossa bovine pulendole con una spazzola, in un’opera di denuncia sui conflitti in corso intitolata «Barocco Balcanico». L’esibizione del corpo, ancora oggi, va dal remoto Uzbekistan (dove Anzor Salidjanov espone un giovane in turbante e mutande al suo matrimonio) fino alle teste nella neve di Evelina Decimane in Lettonia. Ma nulla può superare quanto escogitato dalla Danimarca e dai Paesi del Nord! Il protagonista del padiglione, qui, è Mister B, un collezionista. Si tratterebbe di un corpo di gomma che puoi trovare come morto in piscina o sdraiato sul pavimento. E che cosa colleziona il collezionista? Per esempio, un disegno di due omosessuali che fanno l’amore contro un albero. È un disegno di Tom of Finland. Il titolo? «Senza titolo».

Pierluigi Panza sul Corsera del 4 maggio.

Continua Auroralia, con PaPi e Gaja. Qui.

postato da: labuccia alle ore giugno 07, 2009 10:33 | Permalink | commenti
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giovedì, 18 ottobre 2007

LE PAROLE DI ALDA MERINI

Un'intervista sul Corriere di oggi alla poetessa. nella cronaca di Milano, a pagina 9, chiede Andrea Galli un commento alla laurea honoris causa che Messina le ha regalato (ma c'era necessità di andare fino a Messina?). Sempre acuta e ironica e dolorosamente nei guai. Alla domanda "Paura di volare?", risponde: "Mi sono ricordata di quando questi uccelli d'acciaio bombardavano Milano. Secondo lei, le hostess ci pensano alle cose terribili o meravigliose- una guerra o un viaggio tra le nuvole- che genera una medesima invenzione del genio umano?". Surreale.

 

postato da: labuccia alle ore ottobre 18, 2007 09:04 | Permalink | commenti (2)
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