FRAGILE E SPAVALDO
Credo dipenda dalla natura della ricerca in corso e dalla specificità dell'oggetto ricercato. L'oggetto è il futuro: il sé futuro, la vocazione e la destinazione, l'intima essenza, il destino scritto nell'anima, il proprio vero desiderio, il progetto scolpito nell'infanzia rinunciataria sottomessa tutta da riscattare. Ecco perchè c'è uno sforzo creativo di particolare intensità, costanza, ostinazione: bisogna davvero creare qualcosa di nuovo. C'è creatività, perchè c'è di mezzo l'eventualità di rifare l'identico, di subire il destino imposto dall'oggetto, di essere risucchiati nel nulla del bisogno dell'altro, di essere quello che non si è.
Identificarsi è facile. Certo. Tutti noi stiamo cercando di non omologarci, di essere quello che davvero siamo, unici e irripetibili. Ma questo non è un libro che parla di tutti. Non parla di noi. Nelle intenzioni solo di loro, gli adolescenti. Invece, purtroppo e per fortuna, riguarda anche gli adulti. Il mio primo di libro di settembre è di Gustavo Pietropolli Charmet, Fragile e spavaldo, ritratto dell'adolescente di oggi. Editori Laterza.
categoria:narciso, adolescenti, fragile e spavaldo, gustavo pietropolli charmet



