martedì, 02 settembre 2008

FRAGILE E SPAVALDO

Credo dipenda dalla natura della ricerca in corso e dalla specificità dell'oggetto ricercato. L'oggetto è il futuro: il sé futuro, la vocazione e la destinazione, l'intima essenza, il destino scritto nell'anima, il proprio vero desiderio, il progetto scolpito nell'infanzia rinunciataria  sottomessa tutta da riscattare. Ecco perchè c'è uno sforzo creativo di particolare intensità, costanza, ostinazione: bisogna davvero creare qualcosa di nuovo. C'è creatività, perchè c'è di mezzo l'eventualità di rifare l'identico, di subire il destino imposto dall'oggetto, di essere risucchiati nel nulla del bisogno dell'altro, di essere quello che non si è.

Identificarsi è facile. Certo. Tutti noi stiamo cercando di non omologarci, di essere quello che davvero siamo, unici e irripetibili. Ma questo non è un libro che parla di tutti. Non parla di noi. Nelle intenzioni solo di loro, gli adolescenti. Invece, purtroppo e per fortuna, riguarda anche gli adulti. Il mio primo di libro di settembre è di Gustavo Pietropolli Charmet, Fragile e spavaldo, ritratto dell'adolescente di oggi. Editori Laterza.

postato da: labuccia alle ore settembre 02, 2008 21:39 | Permalink | commenti (4)
categoria:narciso, adolescenti, fragile e spavaldo, gustavo pietropolli charmet
venerdì, 02 maggio 2008

Come eravamo

Uno stralcio da una pagina di diario di quasi venti anni fa. La stessa data. io. Adolescenti, sempre tutti uguali?

"La grande acacia nel parco davanti a casa mia è fiorita. Ora che è notte un profumo intenso di miele penetra dalle narici e se ne va bellamente a intimorire il rinencefalo. Poveretto, lui sta così bene nel suo torpore che risvegliarlo è proprio una crudeltà. Tutto in stallo, niente si muove come dovrebbe, ma posso dire che mi sento amata. Sì. Questo sì. Vorrei poter dire anche che so amare. Ma forse c'è tempo per impararlo e quello che devo fare adesso è solo capire. Ho sognato una parola e un'immagine. Lete. Un fiume, una pianura e una collina. Devo andare a vedere cos'è. Aspetto qualche giorno perchè sicuramente mi darà da pensare."

L'ho ripescata dopo aver iniziato il libro di Umberto Galimberti, L'ospite inquietante, il nichilismo e i giovani, Feltrinelli. "Forse un modo per oltrepassare il nichilismo, almeno nelle sue catastrofiche ricadute giovanili, è quello di risvegliare e consentire ai giovani di dischiudere il loro segreto, spesso a loro stessi ignoto. (...) Questa simbolica è custodita e secretata nel loro cuore, ora silenzioso ora tumultuoso, della cui forza, forse, abbiamo privato i nostri giovani, spuntando quelle che il Salmo 127 definisce "frecce": "Come frecce in mano a un eroe sono i figli della giovinezza".

non so...

E poi, se vi va, andate a sentirla.

E infine, mio fratello è qui. Non è un adolescente ma la ricerca non finisce mai. O no?

postato da: labuccia alle ore maggio 02, 2008 20:40 | Permalink | commenti (1)
categoria:adolescenti, umberto galimberti, lospite inquietante