lunedì, 23 giugno 2008

DIRE GRAZIE (utilizzo del mezzo improprio, ma necessario ;o)

Finito un libro, di solito chiedo a qualcuno di leggerlo. A seconda del lavoro cerco la persona che potrebbe mettermi maggiormente in difficoltà. Di solito identifico due interlocutori. Uno emotivo e uno tecnico. Questa volta devo dire due grazie (ma altri ne arriveranno). A  Marta, che è istintiva e ha letto alla velocità del lampo. E a Giovanni. Disinteressato, veloce, preciso (oserei dire chirurgico. Devo ancora riprendermi...).

E grazie anche a te che mi ricordi ogni giorno e ancora una volta, (va bene, la posto questa canzone).

Ultimo grazie (grande, grande però), a un artista/grafico speciale, Onofrio Catacchio. Qui. (Con emozione).