venerdì, 26 giugno 2009

CRUDELTA' 2

Per questo il romanziere deve essere crudele, spietato, senza ritegno. Deve restituire la crudezza del reale, rasentare la verità fino a spellarsi il cuore e le mani. Questo, però, è necessario si realizzi con un'estetica della crudeltà adeguata. Con eleganza e garbo, affinchè venga mantenuto il decoro delle umane miserie. Ecco perchè è ragionevole che le nostre storie contemporanee vengano raccontate attraverso il noir, il giallo e il poliziesco. Il genere, infatti, si presta assai bene a travestire il reale e a renderlo apparentemente inoffensivo.

Chi lo dice?

Un omaggio a Nico Orengo. Qui.

postato da: labuccia alle ore giugno 26, 2009 12:01 | Permalink | commenti (1)
Commenti
#1    26 Giugno 2009 - 22:54
 
“...estetica della crudeltà adeguata... eleganza e garbo... decoro delle umane miserie”
Dissento profondamente. La crudeltà non può avere un’estetica adeguata, né essere elegante o garbata, ancor meno preoccuparsi del decoro delle miserie umane. Neppure è un obbligo ma una precisa scelta dell’autore. L’unico obbligo dell’autore e impegnarsi onestamente per rendere la sua storia capace di tirare dentro il lettore senza spacciare il falso per vero o viceversa.
Vito B.
utente anonimo

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categoria:noir, giallo, reale, genere, poliziesco, crudeltĂ , bookswebtv, nico orengo