sabato, 28 novembre 2009
 FEMMINE DA VIDEOGIOCO


Ci sto pensando da un po'. Parole nuove, argomenti nuovi. Parlare una nuova lingua. Cerco da parti diverse. Per esempio nei videogiochi. Lara Croft che conosco bene, è stata per qualche tempo una vera fissazione, ma anche le altre. Quando non sono i finti corpi bombati e siliconati virtuali. Strane femmine d'assalto, eroine asessuate. Protagoniste particolari. Uno strano modo di essere femmine. Diversamente Claire di Resident Evil. Per esempio. Insomma argomento aperto, modelli ibridi. Spazio per riflessioni.

Ne scrivono qui.

Ne scrivono anche qui.



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categoria:videogiochi, femmine, resident evil
venerdì, 27 novembre 2009
 DONNA-MADRE

La donna a un certo momento del suo sviluppo diventa madre (indipendentemente dalla maternità fisica) e lo diventa con tutta se stessa, con il suo fisico e la sua psiche, attenta alle esigenze dei figli veri o adottivi e pronta a prenderne le difese da tutto e da tutti. (...) Le donne-madri hanno sviluppate capacità di relazione e di organizzazione di piccoli gruppi, sanno usare perfettamente il linguaggio non verbale relazionandosi agli infanti, ma anche agli animali e a persone di altre culture.(...) Nel campo dello studio del comportamento animale, la donna-madre ha grandissime potenzialità, in quanto sa utilizzare l'Anello di Re Salomone...

Cercando nuove parole per dire, per parlare di corpo, di corpi, di assenza di carnalità, di presenza, mi sono imbattuta in questo libro. Affascinante punto di vista, che vi propongo, come al solito, senza inquinare con i miei commenti. 

Vilma Baricalla, Animali ed ecologia in una rilettura del mondo al femminile, Oasi Alberto Perdisa.

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categoria:madre, donna, femminile, anello di re salomone, vilma baricalla
giovedì, 26 novembre 2009
 QUESTIONE DI RADICI (continua)

Credo che oggi siano indispensabili utopie laiche e aperte alla molteplicità. Nella ricerca storica per restituirle all'attualità è prezioso anche l'apporto del pensiero religioso di vario orientamento, ma esso richiede una riformulazione per adeguarlo alle esigenze attuali. 

Luisa Passerini
Sogno Di Europa
Rosemberg & Sellier

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categoria:donne, radici, sogno d'europa, luisa passerini
mercoledì, 25 novembre 2009
 AGGRESSIONI VERBALI e FISICHE
(non ne posso proprio più)

Si
conclude oggi con due eventi la rassegna di Intervita dedicata alla campagna per i diritti delle donne: quattro scrittrici raccontano il loro impegno contro la violenza e Iskra Menarini dedica all’impegno di Intervita i suoi brani più belli.

Il 25 novembre alle 18.30, Intervita organizza presso lo Spazio Tadini, Via Jommelli 24, Milano, l’incontro dal titolo “Scrittrici contro la violenza sulle donne”, con Alessandra Casella, Silvia Brena, Elisabetta Bucciarelli e Nicoletta Sipos.

Vi aspetto.
(nel frattempo un blog da frequentare, questo.)
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categoria:donne, aggressioni, violenza, bateson, elisabetta bucciarelli, spazio tadini, spazio tadini
lunedì, 23 novembre 2009
 POZZOROMOLO



Martedì 24 novembre 2009, ore 18.30, Caffetteria degli Atellani, Via Moscova 28, Milano. 
Il libro di Luigi Romolo Carrino.
Vi aspetto.


"Io sono la parola che si lascia dire per non restare muta."

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categoria:presentazioni, luigi romolo carrino, elisabetta bucciarelli, pozzoromolo
venerdì, 20 novembre 2009
 

LAMA E TRAMA
che belli i racconti vincitori!



LETTERATURA E CORPO, un dibattito fuori da schemi rigidi e ideologie, (che significa potete dire quelle che pensate... a volte succede :) 
mercoledì, 18 novembre 2009
 SIAMO TUTTI AI PIEDI DELLO STESSO MURO

Ci troviamo così, d'ora in avanti, in una situazione in cui siamo in grado di percepire, davanti a un campo di rovine metafisiche nel quale i fondamentalisti illuminati e gli individualisti alienati continuano a rovistare per assemblare un senso a partire da qualche rottame, che colonizzati e colonizzatori hanno vissuto la stessa storia e che la colonizzazione altro non è stata che la prima tappa della globalizzazione. Siamo tutti quanti ai piedi dello stesso muro.

Marc Augé

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categoria:filosofia, leggere, marc auge
lunedì, 16 novembre 2009
 DAI BLOG (ma direttamente dalla vita :)



Ieri sono stata alla rassegna sulla Microeditoria di Chiari (peccato per chi non c'era, proprio bella!) Un reportage, ossessivo ma efficace QUI.

Una donna intelligente e passionale, che parla di corpi. Le sue riflessioni sono qui. Ma sempre di corpi si parla anche qui. E sempre si continua a parlarne qui.

Si continua a discutere di Io ti perdono, qui. E c'è molto corpo nei commenti al post di Massimo. Corpo vero, non teorico :)





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categoria:corpi, microeditoria, barbara gozzi
sabato, 14 novembre 2009
 

IO TI PERDONO
se ne parla qui.
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categoria:massimo maugeri, letteratitudine, elisabetta bucciarelli, io ti perdono
venerdì, 13 novembre 2009
 MI PARE CHIARO (a voi no?)

(...)
Uno che per vie diritte cammini
uno che in opere giuste s'adopri

uno che conservi un cuore sincero
uno che abbia monde le labbra da inganni

uno che al prossimo male non faccia
uno che al fratello non rechi offesa

uno che all'infame la stima rifiuti
(...)

Salmo 15
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categoria:salmi
giovedì, 12 novembre 2009
 TO MAKE YOU FEEL MY LOVE
 
(...) La versione integrale sul blog di Marta: QUI.

Autrice di questo noir è Elisabetta Bucciarelli. Il tema principale , il perdono , viene abilmente collegato alle indagini della protagonista Maria Dolores Vergani ( indagini che vanno a riguardare i Mali del mondo come lo stupro , la pedofilia e la prostituzione ) , nonchè anche alla vita sentimentale di quest’ultima.
Con le citazioni che riporto ora , spero di invogliare chiunque a comprarlo/leggero.   P.s Spero un giorno riuscirete a scusarmi per questo lessico da persona troppo seria.

“Una storia fatta di parole. Di immagini. Suoni. Distanze. Era iniziata con uno scambio di informazioni. Poi un’azione concordata , Polizia e Guardia di Finanza. Divise diverse ma gli stessi intenti. Lo sguardo alla giustizia. Un credo comune. Telefonate. Mail. E fine settimana silenziosi. Amanti senza esserlo. Clandestini senza toccarsi. Eppure profondamente legati. Seduti fianco a fianco sulle panchine. A parlare. Per mano al massimo. Come due scolaretti.

A lei era già successo di trovarsi coinvolta in sentimenti difficili da nominare. A lui no. Le aveva detto : ‘Adesso capisco che non ho mai davvero tradito mia moglie’. Perchè il sesso non è la stessa cosa di un pensiero fisso che non ti abbandona per tutto il giorno. Il desiderio dei corpi si esaurisce , lentamente magari. Quello delle anime no.”


“La soglia di sopportazione del male. Ognuno ha la sua. L’abitudine a frequentarlo , certo , rafforza. Crudeltà , cattiveria , sadismo , plagio , quante forme esistevano capaci di piegare fino a spezzare il corpo di un uomo? E ognuna doveva fare i conti con le resistenze individuali. Non tutti siamo capaci di attuare le stesse difese. Non siamo permeabili al dolore nello stesso modo. Non abbiamo la stessa consuetudine alla frequentazione del Male.
Maria Dolores Vergani era corazzata. Distanza terapeutica più assuefazioni alle esercitazioni demoniache. Una bella campana di acciaio che si portava dietro come il carapace di una testuggine o l’armatura di un cavaliere medievale. Ma esistono sempre delle impercettibili fessure dove l’acqua , la sabbia e l’aria riescono a infiltrarsi. Scavare lentamente e a fondo. Smuovere e corrompere. Di quelle aveva paura”

“Tanto la Vergani era in grado di comprendere gli altri , sostenerli e svelarli nelle loro malefatte , quanto era totalmente incapace di avvicinarli senza la sua professionale distanza terapeutica. E nelle faccende di cuore , quelle private , era da sempre incapace di utilizzare l’organo preposto. Che non era in mezzo alle gambe , ma al centro del cuore. Alzava barriere , creava labirinti , proponeva difficoltà.
Adesso , scavallando il dosso dei quaranta , si sentiva di rischiare forse in dovere verso se stessa , o forse suo malgrado presa per stanchezza. Su fronti diversi. Con lo stesso comune denominatore. Rimetterci. Soccombere. Era forte , sì. Ma a rinunciare. Non a vivere. Lì si perdeva via.”

“Il cuore si nutre di fantasie , l’anima sembra saziarsi di affinità , ma nessuno spazio di vita reale mette alla prova la resistenza di fronte alla frustrazione e al dolore che qualunque storia affettiva vera porta con sè.”
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mercoledì, 11 novembre 2009
 IL MITO RESISTE!

La letteratura e il persistere dei temi eterni

Ma il mito resiste. 
Nonostante gli attacchi del presente

di Ohannès Choukhadarian«Occidente per principianti è un capolavoro. Lo pensa Tiziano Scarpa, e ne parla con Nicola Lagioia» (su Nazione Indiana, ottobre 2004). È unterminus a quo fra i molti, magari non il più significativo, tuttavia racconta bene uno dei modi con che la narrativa italiana di oggi si racconta. L'autoelogio, ovvero anche la lode del vicino di casa, vi sono praticate alla maniera antica, senza dubbio, ma con quel di più d'impudenza che è forse un tratto della contemporaneità. Siccome non tutti ricorderanno di che consti Occidente per principianti, vale la pena di farlo raccontare allo stesso Scarpa, nel 2004 non ancora vincitore di Premio Strega: «Il protagonista chiama la sua amica-amante Zelda, come la moglie di Scott Fitzgerald… I personaggi si mettono in viaggio per ritrovare il primo amorucolo, ancora in vita, di Rodolfo Valentino… Dunque siamo soltanto riverberi ectoplasmatici di una cultura-spettacolo più grande di noi? Siamo condannati a stare con gli occhi fissi sui vip di ieri e di oggi, e a raccontarli? La vita è un’ininterrotta mitopoiesi dei miti che non ci riguardano e che ci riguardano troppo, essendo noi dei semplici mitòpati?» (grassetto in originale). 

Il nucleo di questa finta domanda, scritta peraltro nell'italiano epilettico di molti narratori italiani maschi attorno ai quarantanni, è nell'aggettivo che la chiude: mitòpati. Dando e non concedendo che la parola esista, inferendo dal suffisso che voglia dire timorosi del mito, essa racconta bene un malanno della letteratura italiana di oggi. Senza conoscere l'intervista in causa, ne spiega bene sintomi e patologia Giuseppe Conte, in un recente contributo (“Nuove utopie e nuove avventure. Così si ritorna mitici”, ne Il giornale, 7 novembre 2009). Sarebbe da citare per esteso, se ne sceglie un passo per tutti: «E quei bravi ragazzi volonterosi che hanno inventato la New Italian Epic, possibile che nessuno gli dica che, chiamandola così, si mostrano poco new, poco epic, e molto italian, cioè italiani provinciali affetti da esterofilia congenita». 

Precisamente. Sono gli eterni giovanotti che lodano John Barth e hanno letto di passaggio Dos Passos, che hanno Houellebecq come interlocutore e magari gli è sfuggito François Mauriac. Soprattutto, sono quelli dei romanzi sdraiati sul presente, in genere promossi quando non recensiti con somma lode da critici coetanei i cui punti di riferimento stanno fra il Gruppo 63 e Nanni Balestrini. Dice ancora Conte: «Quelli credono ancora al meta-romanzo, sono pronti a idolatrare, che so, Pizzuto e a infierire contro Eco, che a suo modo ha tentato una fusione tra genere alto e basso non estranea a una componente mitica. Ma nonostante i suoi nemici, il mito resiste». 

Il mito resiste e costringe a parlare di temi eterni. Non già l'assoluto che il pur bravo Giuseppe Genna nomina a ogni piè sospinto (in Le teste, sua ultima uscita per Mondadori, il lemma ricorre con frequenza imbarazzante), sì piuttosto questioni come la colpa, il male, il dolore – e anche l'eros, ci mancherebbe, caro a Conte, al di lui nume D. H. Lawrence e a quanti altri ancora. E intanto, qualcuno che prova a raccontare anche in chiave mitica c'è. Alcune sono donne, più o meno giovani, e usano strumenti in apparenza inadatti (il noir, il thriller) per parlare d'altro. La più navigata, l'unica che scriva davvero per mestiere oltre che per vocazione, è l'Elisabetta Bucciarelli, soprattutto col dichiarativo Io ti perdono (Milano, Kowalski, 2009). Questo è davvero un catalogo di oggetti mitologici mascherati, beninteso, al presente: non facevano d'altronde anche così gli dèi greci? Qui, e in ispecie nella possente figura dell'ispettore di polizia Dolores Vergani, soffia forte lo spirito di Ermes.
CONTINUA...

ON AIR. Io ti perdono, oggi alle 16.35 è qui. Si ascolta anche on line.

 
 
 
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categoria:recensione, mito, radio città fujiko, io ti perdono, CHOUKHADARIAN
martedì, 10 novembre 2009
 SMETTIAMO DI SORPRENDERCI (e rimanerci male)

"Smettiamo di sorprenderci che la Provvidenza ne ricompensi generosamente la duttilità, e che dalla loro abiezione conseguano onori, ricchezza e stima da parte degli Stati bene amministrati."

Chi ha orecchie e occhi per intendere :) chi ha voglia di saperne di più si rivolga, ancora una volta, al Saggio sull'arte di strisciare ad uso dei Cortigiani, del solito d'Holbach ;)
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categoria:leccare, cortigiani, d'Holbach
lunedì, 09 novembre 2009
 LA NOSTRA FEDE

Nel corredo della normalità d'ordinanza è dato, irrinunciabile, il fatto che siamo cattolici - credenti e cattolici. In realtà quella è l'anomalia, la pazzia con cui ribaltiamo il teorema della nostra semplicità, ma a noi pare tutto molto ordinario, regolamentare. Si crede, e non sembra esserci un'altra possibilità. Ciò nondimeno, si crede con ferocia, e fame, non di una fede tranquilla, ma di una passione incontrollata, come un bisogno fisico, un'urgenza. E' il seme di una qualche follia - l'addensarsi evidente di un temporale all'orizzonte.

(Andate avanti a leggere.)

Alessandro Baricco, Emmaus, Feltrinelli.
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categoria:leggere, fede, credere, alessandro baricco, emmaus
domenica, 08 novembre 2009
 STRISCIARE E' UN'ARTE

"Un buon cortigiano non deve mai avere un'opinione personale, ma solamente quella del padrone... Un buon cortigiano non deve mai avere ragione, non è in nessun caso autorizzato ad essere più brillante del suo padrone... deve tenere ben presente che il Sovrano e più in generale l'uomo che sta al comando non ha mai torto."


Paul H.D. d'Holbach, Saggio sull'arte di strisciare ad uso dei cortigiani, il melangolo.

Guardatevi intorno, non ne vedete anche voi di cortigiani tanto bravi da sembrare addirittura altro? Bene, se volete fare pratica e diventare bravi cortigiani, ecco, con un tempismo perfetto, questo sagace saggio è per voi :) 
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categoria:cortigiani, strisciare, paul H.D. d'Holbach, saggio sull'arte di strisciare
sabato, 07 novembre 2009
 
Sfogo di un giovane poeta

Mi arriva Ali, rivista d'arte, letteratura e idee. La leggo sempre, io leggo quasi tutto quello che mi viene mandato, e trovo che contenga moltissimi spunti interessanti per riflettere sulla poesia e sui se-dicenti poeti (ma vale anche per gli scrittori di altro). A fare un poeta non basta un libro di poesie. Ma questo lo sappiamo tutti. Lo sfogo è di Salvatore Della Capa. Argomentato, sincero, appassionato. Lui è nato nel 1982 a Napoli e fa tante cose. Si lamenta, soprattutto, dell'impossibilità di confrontarsi. Di parlare, tra poeti, del proprio lavoro in modo fertile e costruttivo. Lamenta l'assenza di maestri generosi e capaci di indicare una via che non sia quella per il loro personale palcoscenico. Se la trovo in rete la pubblico questa lettera, altrimenti rivolgetevi al direttore Gian Ruggero Manzoni, info@gianruggeromanzoni.it e chiedetegli di girarvela.



"SOLTANTO CHI NON HA APPROFONDITO NULLA PUO' AVERE DELLE CONVINZIONI"

Emil Cioran
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categoria:poesia, scrittura, ali , poeti, emil cioran, gian ruggero manzoni, Salvatore Della Capa, salvatore della capa
venerdì, 06 novembre 2009
SI', NON TU.

Sei comparso un giorno.
Sì, non tu, lo so,
ma l'idea di un altro.

E' una poesia di Carmen Iarrea, (il titolo del post non è il titolo della poesia, che non ha un titolo), si trova in una raccolta appena uscita per Raffaelli Editore, Territorio di libertà. Un libro raffinato, elegante, con stupore tra le parole.
giovedì, 05 novembre 2009
 VOGLIA DI LEGGERE

Baricco a parte, che stimola la curiosità per il tema, stanno uscendo libri che mi attirano molto.
Da comprare, ancora, Suttre di Cormac McCarthy. Che so già, che so già.
Carrino letto, finito e ancora (per chissà quanto) da metabolizzare. Lo presenterò a Milano il 24 Novembre, orario e luogo più avanti. Sarà un'occasione per parlare del libro ma anche di malattia mentale e di emozioni. Di parole per dire e per negare. Di memoria e di attesa. Sono pronti anche i Wu Ming, con Altai che appare dalla quarta, denso e spesso. Con loro mi sembra sempre di andare in ottovolante, quindi spero in un viaggio mitico. Poi c'è Stephen King, che non mi sento ancora di affrontare, credo lo lascerò per le vacanze di Natale. Una sicura compagnia. Sto aspettando recensioni affidabili di suoi estimatori reali prima di lanciarmi, corpo morto, tra le sue pagine. Tra le cose impreviste, Gianluca Mercadante. Il suo Polaroid è arrivato ieri (grazie Gianluca!!!) e inizierò a leggerlo in questo fine settimana. Infine le poesie di Carmen Iarrera. Proprio così. Dal romanzo alla poesia. Ne posterò alcune.


Venerdì sera sarò a Novate Milanese con Io ti perdono, che ha chiuso il suo semestre con una bella notizia. E' in traduzione in Germania presso una grande casa editrice :)
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categoria:baricco, wu ming, stephen king, cormac mccarthy, carrino, mercadante, altai, suttre
mercoledì, 04 novembre 2009
 VAMPIRI
Siamo circondati dai vampiri. Succhiasangue, sanguisughe, parassiti. Tentano con la lusinga di legarci. Tolgono le energie. Vivono del nostro sangue. Sia esso sentimento, ragione o professione. Un interessante scritto, su Carmilla, oggi. E' di Valerio Evangelisti.

"Di tutti i mostri della letteratura fantastica, il vampiro è di gran lunga il più anomalo e affascinante. Intanto non piega le sue vittime per costrizione, quanto piuttosto per seduzione. E poi perché è quello che meglio si presta a un uso metaforico. Succhiare energie, alimentarsi delle forze altrui, fare di esseri viventi dei non-morti. Ognuno può immaginare facili parallelismi o accostamenti temporali più o meno azzardati. Tipo il fatto che il Dracula di Bram Stoker venga scritto tra la prima e la seconda rivoluzione industriale, quando intere comunità umane sono distrutte e rimodellate a fini puramente economici. In fondo il romanzo, trasferendo il nosferatu dalla Transilvania a Londra, fornisce un'involontaria sintesi di quell'evento storico."
continua Qui.

Il sito di Io ti perdono, aggiornato, Qui.



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categoria:dracula
martedì, 03 novembre 2009
 IO CREDO (e il pudore)

Credo, forse domani, che stia per uscire un libro importante. Non l'ha scritto un autore tra quelli che prendo di solito come riferimento. E' di Alessandro Baricco, il titolo: Emmaus, la casa editrice Feltrinelli. Ma i temi che tratta, almeno da quanto si evince dall'articolo di Starnone su Repubblica, ripreso integralmente QUI, mi sembrano molto aderenti alla mia ricerca personale. Sono curiosa di aprire le pagine e leggere, e non mi capita spesso. Credo sia anche arrivato al momento opportuno. Questa, talvolta, è la magia dei libri, se abbandoniamo preconcetti e rigidità di schieramenti. Se abbiamo voglia di entrare nei mondi degli altri, vedere come risolvono, e magari, se ci convincono, portare qualche frammento nel nostro pensiero spesso troppo rigido. Senza arroganza e senza presunzione. Senza offendere. Perché, chi più e chi meno, siamo tutti malati di qualcosa, tossici e dipendenti a nostro modo, tutti abbiamo paura. C'è chi lo ostenta e chi mantiene ancora una forma di pudore. Fa spavento questa parola. E' fuori moda. Datata. (Mi sono stufata di sentir parlare di corpo delle donne da gossip e da spettacolino della domenica. Va di moda, l'avrete capito e mi sa tanto di ennesima strumentalizzazione per mandare tutto in nulla). Pudore. Non è vivere in clausura, non mostrare o giocare a non esserci. E' legato a doppio filo al rispetto, ai toni, ai modi, alla discrezione. A una forma di bellezza e di eleganza che si esercita vivendo, buttandosi nella mischia, rischiando, confrontandosi con il mondo. Priva di aggressività, frustrazione, vendetta, rabbia. Il pudore scappa quando non c'è aderenza tra le nostre aspettative (ci sentiamo delle menti geniali) e il piano di realtà (siamo persone normali). Spariamo alle gambe. Senza pudore. Neanche per la nostra misera maschera. Scomposti. E' un esercizio continuo. Quello di mirare ad alcune cose e non ad altre. Come il pudore, antico e fuori moda, anche nel nostro mostrarci e nel necessario dire. Traguardi troppo elevati, ma che gusto c'è altrimenti? 

Qui, invece, un confronto sul libro di L.R. Carrino, Pozzoromolo, Meridianozero. Sempre a proposito di pudore, un libro che ne contiene più di quanto apparentemente possa sembrare.

Io ti perdono, venerdì 6 Novembre è QUI.

Mentre domenica sarò Qui, a presentare un originale libro (no-noir) targato Perdisa, che parla di Alessandro Manzoni (uno dei più grandi scrittori noir :)