mercoledì, 28 ottobre 2009
Silenzio e letture
Per qualche giorno non ci sarò. Devo portare a termine il mio compito di giurato del Lama e Trama. Guarire da questa influ-mutante che mi ha invaso. Cambiare prospettiva. E anche orizzonte. E altro che adesso non mi ricordo.
Intanto segnalo qualche libro e il prossimo appuntamento con Io ti perdono.
Sulla pila dei libri in attesa: Carrino, Pozzoromolo, Meridianozero. So già che lo leggerò senza separarlo dalla simpatia viscerale che mi lega a Luigi. Una di quelle persone che mi viene istintivo abbracciare, senza sbagliarmi, (come mi è successo ultimamente non poche volte).
Alessandro Castellari, Manzoni si diverte, Perdisa. Acuto e arguto. Colto e capace di utilizzare le parole. Lo presento a Milano tra due domeniche. Vi dirò meglio.
John Rawls, Una teoria della giustizia, Feltrinelli.
Renato Ornaghi, Il Cammino di Sant'Agostino, Opificio Monzese delle Pietre Dure. Ne sentirete parlare a lungo dalla sottoscritta :)
Venerdì 6 Novembre alle 21, sarò a Novate Milanese con Io ti perdono. I dati precisi la prossima settimana.
Qualcuno mi ha chiesto come è finito il pugilato letterario di Biella. Allora, serata veramente, ma veramente emozionante. 500 persone sedute davanti e un'ora e 45 minuti di combattimento letterario. L'ho avuta vinta, ho distrutto gli Uomini che odiano le donne. Il libro, non certo la mia sfidante :) tosta e combattiva. Gran bella emozione.
passate un buon fine settimana.
Liz
postato da: labuccia alle ore ottobre 28, 2009 13:59 |
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lunedì, 26 ottobre 2009
IMPOSSIBILE TACERE
Con la febbre, pazienza. Ma il pezzo di Isabella Bossi Fedrigotti sul Corsera di oggi, mi richiama al doveroso senso umano, per l'umano, per l'anima dell'umano. Già questa notizia mi ha abbastanza sconvolto, tanto che ne ho parlato a lungo con amici che si occupano di nera e giudiziaria. Già mi pareva assurdo e strano, disumano, direi. Già non mi sentivo in un paese civile. Ma se anche lei, la Fedrigotti, sente la necessità di esprimersi, allora occorre seguire e dare voce.
Il corpo delle donne è delle donne. Non è che un dato di fatto. Il corpo delle donne è bello, e voi che non lo potete avere semplicemente perché non è vostro, perché il vostro potere non contempla il dominio del corpo altrui, dovete accettarlo. Ha dei confini che non vi comprendono.
<Quella lì si è divertita pure lei>. Stiamo parlando della quindicenne che nel 2007 a Montalto di Castro è stata violentata da otto ragazzi, i quali, pur affidati ai servizi sociali, girano liberi per il paese. Racconta la Fedrigotti che i compaesani dei delinquenti, hanno rincarato la dose di luogo comune e maschilismo becero, anche in televisione. Mi dispiace prendere atto di essere tornata strega, da reprimere appena nata, da sopprimere se cresce troppo, se mantiene i lunghi capelli, se accorcia le gonne, se sorride e appare. Che bella, invece, la "baldanzosa natura cacciatrice dei giovani maschi", al galoppo in cerca di prede (leggete l'ultimo saggio di Marina Valcarenghi), arroganti e presuntuosi, ma pieni di una pochezza senza limiti. Violenze fisiche e violenze morali. Plagio e stupro.
Vergogna. Mi vergogno di queste leggi inconsistenti che impediscono di applicare una giustizia chiara e quasi gridano che lo stupro collettivo non è poi così grave. Una bravata da rieducare sul campo. Vittima e carnefici (loro tanti, lei una sola), nello stesso bar. Nelle stesse strade. Nello stesso cinema.
Vergogna. Che siano mandati al confino di un paese, di una città, di uno stato. Pene esemplari. Fatiche. Lavoro.
Cerchiamo vaccini per l'influenza, curiamo il corpo, lo rendiamo forte e indistruttibile, e permettiamo la corrosione continua e quotidiana dell'anima.
Vergogna.
Ripartiamo dalla base. Dalle cose importanti. Dall'identità. Dal fatto che siamo esseri umani e anche persone. Dalle parole: dignità, rispetto, ascolto, onestà. Senza aver paura di richiamare, una volta tanto, la morale. Un Dio che sappia danzare. O un padre di famiglia che sappia dare l'esempio. Scegliere una donna (possibilmente una per volta se non si riesce una per sempre), amarla, rispettarla (che significa anche non tradirla e non andare a puttane, altrimenti sono chiacchiere e tenetevele per voi) e trattarla bene. I figli vedono questo e questo imparano.
E a noi consiglio di amare un po' di più. Ma non gli uomini, che già li proclamiamo principi e re, ma le donne. Di amarle davvero. Di trasmettere ai nostri figli e ai figli degli amici un amore autentico per le nostre simili. Non solo se sono sfigate, brutte, racchie, vecchie e grasse. Ma anche se hanno il piglio delle Lolite, o sono streghe, o peggio, belle e intelligenti. Se sono brave, capaci, originali. Se hanno le gonne corte e le gambe dritte. Se il sorriso largo e le chiome bionde. L'amore per le donne, che sono belle, senza per forza distruggerle o annientarle o ancora possederle o stritolarle. Non mi viene in mente altro. Se non di tenere la mano alla bambina di Montalto di Castro e di farle coraggio. Tutto passa. Ma fatti portare via da quel posto. Tu meriti rispetto. E amore.
Cercate la Bossi Fedrigotti, a pagina 14 del Corsera.
domenica, 25 ottobre 2009
FEBBRE ALTA
Non so che modello di influenza sia, se la più di moda oppure vintage. Febbre molto alta e mal di testa, comunque.
Ci risentiamo quando starò un po' meglio.
Cercate di non ammalarvi, anche voi.
Liz
mercoledì, 21 ottobre 2009
TUTTO E IL CONTRARIO DI TUTTO
Domani sarà così. A Biella succederà questo. Mi troverò a parlare ancora una volta nello stesso mese, di Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson. E' una strana coincidenza ma colgo l'occasione per dare un senso alla cosa. Se nel primo incontro a Varese, con Jacopo De Michelis, Luca Crovi e Mauro Gervasini, abbiamo fatto una riflessione collettiva sul valore e sul successo del fenomeno Larsson. A Biella mi troverò su un ring simbolico (mica tanto mid dicono), dove sosterrò una tesi scomoda. Uomini che odiano le donne è un libro pieno di difetti, cadute di stile, incostistenze strutturali e via così. Via così saranno solo punti deboli. E' stato un percorso interessante quello che ho intrapreso nell'analisi del testo di Larsson. Costringendomi a guardarlo con occhio molto critico. Lavoro che mi ha portato a mettere a fuoco alcuni meccanismi che hanno decisamente aiutato a favorire "il fenomeno". Meccanismi che non lusingano noi lettori, ma che anzi ci indicano i nostri bisogni profondi, le nostre paure e le nostre difese. Scoperte che già erano intuizioni, ma senza svilire o svalutare il lavoro altrui penso che analizzarlo e utilizzarlo per cercare risposte importanti valga sempre la pena. Non anticiperò nulla perchè la mia sfidante potrebbe sbirciare il mio blog :) ma vada come vada vi terrò informati sul risultato finale, decretato a votazione palese dal pubblico.
Venerdì, invece, sarò a Canale Italia, a parlare dei miei romanzi Io ti perdono e Femmina de luxe. Che bella parola romanzo. Viene in mente qualcosa per cui vale la pena vivere, e leggere. E scrivere.
martedì, 20 ottobre 2009
PASSABILMENTE ONESTI (intellettualmente parlando e scrivendo)
Io sono passabilmente onesto, e ciò nonostante
potrei accusarmi di tali cose, che meglio sarebbe
stato che mia madre non mi avesse posto in luce;
io sono superbissimo, vendicativo, ambizioso, e
non ho colpe al mio comando, ch'io non abbia
pensieri in cui trasfonderle, immaginazione per
dar loro una forma o tempo per metterle in atto.
Amleto, III, I
lunedì, 19 ottobre 2009
FACCE BELLE DI SCRITTURA
La scrittura e la lettura ti fanno bella/bello... o giovane. Credo ci sia un nesso tra processo chirografico e rallentamento del tempo. Anche tra lettura e lentezza. Cercherò i riferimenti neurologici. Vedere queste belle facce di scrittura al corso di Monticello Brianza è una conferma empirica. Ai sani e ai malati scrivere e leggere fa bene. Il post di oggi è questo. E finisce QUI.
venerdì, 16 ottobre 2009
Riflessioni su Abruzzo Cultura
A volte le interviste servono anche per riflettere sul proprio lavoro. Certe domande non le avevo ancora incontrate, e in questa ce ne sono un paio che mi hanno fatto davvero pensare... credo che resterà tra quelle più partecipate che la sottoscritta ha rilasciato fino a questo momento. Grazie a chi me l'ha fatta e a chi la leggerà.
Leggendo il tuo curriculum viene da pensare: una vita nella scrittura. Partiamo da qui, da questa presenza, dal suo “significato”…
“Ogni tanto ci penso anch’io e cerco l’inizio. Ma non c’è un inzio. Esiste invece, da sempre, un grande amore e un profondo rispetto per la parola. Una predisposizone che qualche insegnate illuminato ha intuito fin da subito. Credo che il significato si possa intravedere nel mio disperato tentativo di farmi ascoltare, di essere il più chiara possibile quando dico, e di raccontare storie che conducono, come succedeva a me da piccola, in mondi diversi, dolorosi, ma fertili”.
E sul punto torneremo più avanti. Ora vorrei invece chiederti questo. Sceneggiature, romanzi, saggi, articoli giornalistici: in quale di queste direzioni hai mosso i primi passi?
“Ho inziato con il teatro. A vent’anni sono entrata nel laboratorio di drammaturgia del Piccolo Teatro, ora Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi. Quindi ho lavorato sulla drammaturgia, dialoghi e monologhi e ho scritto i miei primi testi teatrali. Poi sono arrivate le sceneggiature cinematografiche. Era un momento molto effervescente a Milano, prima di tangentopoli e della fuga generale di tutti. Pieno di stimoli e di incontri capaci di cambiarti”.
continua qui.
giovedì, 15 ottobre 2009
APPUNTAMENTI con pugilato...
Mentre mi preparo a un pugilato letterario (sì, proprio così) di cui vi dirò tra pochi giorni, (così potrete ridere alle mie spalle), farò i miei saluti alla femminuccia. Proprio lei, Femmina de luxe è ancora "presentabile" e sarà di nuovo in tour a Piacenza, sabato prossimo, 17 Ottobre. In compagnia di qualche famoso signore e scrittore. Tutto QUI.
mercoledì, 14 ottobre 2009
GIOBBE 3
La sapienza è, quindi, l'arte del vivere nella povertà e nella ricchezza, nella gioia e nella tristezza; nel lavoro e nell'economia. La Sapienza è, quindi, celebrazione dell'intelligenza umana. Una celebrazione che punteggia ogni pagina e ogni aforisma sapienziale. La fisionomia dello <scriba> (descritta con ammirazione e rispetto in Sir 39, 1-11) è quella di un intellettuale che si <applica, medita, indaga, si dedica, conserva, penetra, s'occupa, viaggia, investiga, effonde parole di sapienza, dirige, brilla e sa pregare>.
Gianfranco Ravasi, Giobbe, Borla.
martedì, 13 ottobre 2009
GIOBBE 2
La donna nella via oscura della sofferenza ha fatto la sua scelta, ha rifiutato Dio. La sua figura rientra, quindi, nello schema tradizionale della seduttrice, come Eva, la moglie di Putifarre nei confronti di Giuseppe, Dalila, la moglie di Tobit, le donne di Salomone.
Gianfranco Ravasi, Giobbe, Borla
Sulla figura della moglie di Giobbe, pagine illuminanti nel libro citato. E forse per porsi domande ragionevoli sul corpo delle donne, occorre ripartire da alcune questioni bibliche.
lunedì, 12 ottobre 2009
GIOBBE
Il libro di Giobbe è come una grande città. Ci sono molte vie di accesso, ma ci si può perdere come pellegrini sprovveduti in una moderna metropoli. Vi sono resti antichi, segni del passato e "pezzi" modernissimi. Senza una guida, il visitatore frettoloso rischia di passarvi accanto quasi senza accorgersi...
Gianfranco Ravasi, Giobbe, Borla
Capitano quei momenti in cui si percepisce il dolore del mondo. Non sappiamo perché, ma anche una mano tesa, o una parola carica di un estraneo, ci fanno risuonare la difficoltà dell'esistere. La nostra difficoltà e quella dell'umanità che ci circonda. E' allora che l'istintiva capacità di mantenerci calmi e tranquilli di fronte alle prove dell'esistenza, vacilla. E' allora che ci domandiamo il perché delle cose e le risposte non arrivano. Vediamo chiaramente come sia necessario ostentare certezze, ma non ne troviamo a buon mercato vicino a noi.
Mi è finalmente arrivato questo libro, molto difficile, ma di grande profondità. Che tratta una storia fortemente contemporanea. E ripropone la necessità di avere un'etica salda e precisa in ogni cosa piccola che facciamo. Coerenza e riflessione. Che spesso riusciamo a ridimensionare in nome di una vita liquida, che scorre, che temiamo non lasci traccia.
(Ieri sera, a Varese, ho ri-conosciuto una persona. Non l'avevo mai abbracciata, né frequentata. Ma ho avuto quella sensazione fortissima di conoscerla già. Di sapere cose che non mi aveva detto. Non mi succedeva da 15 anni.)
buona settimana,
sabato sarò a Piacenza, ma vi dirò più avanti.
postato da: labuccia alle ore ottobre 12, 2009 11:10 |
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sabato, 10 ottobre 2009
Il grande Grotowski e l’utopia del teatro
(se potete non perdetelo!)
Roma 26 ottobre - 17 novembre 2009
Istituto Polacco di Roma, Centro Teatro Ateneo – Centro di Ricerca sullo Spettacolo della Sapienza Università di Roma, Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, con la collaborazione del Nuovo Cinema Aquila
Dopo l’apertura il 16 marzo nell’Aula Magna della Sapienza con Il Principe Costante (sonorizzato e restaurato dal Centro Teatro Ateneo), prosegue l’omaggio di Roma a Jerzy Grotowski nell’ambito delle celebrazioni promosse dall’Unesco e dall'Istituto Grotowski di WrocÅ‚aw per i 50 anni del Teatro Laboratorio e a 10 anni dalla scomparsa del suo fondatore. E’ in programma dal 26 ottobre al 17 novembre una nuova serie di eventi curati da Marina Fabbri per l’Istituto Polacco di Roma, e da Ferruccio Marotti e Luisa Tinti per il Centro Teatro Ateneo - Centro di Ricerca sullo Spettacolo della Sapienza Università di Roma, con la collaborazione dell’Accademia di Francia a Roma - Villa Medici e il Nuovo Cinema Aquila, il patrocinio e il sostegno del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali.
Il restauro e sottotitolaggio del film Akropolis (1969) a cura del Centro Teatro Ateneo, proiettato in Aula Magna alla presenza di Maja Komorowska e Jerzy Gurawski, un convegno scientifico alla Sapienza, una mostra al MLAC (diretto da Simonetta Lux) dello scultore Krzysztof M. Bednarski, artista già collaboratore di Grotowski, due incontri a Villa Medici tra film e arte contemporanea, con Jean-Marie Drot, e Germano Celant, Michelangelo Pistoletto, Ludwik Flaszen, una rassegna di cinema inedita per l’Italia realizzata in collaborazione con il Nuovo Cinema Aquila, animeranno le celebrazioni grotowskiane.
PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE
26 ottobre - 20 novembre - MUSEO LABORATORIO D’ARTE CONTEMPORANEA MLAC SAPIENZA UNIVERSITÀ DI ROMA
mostra “Thanatos polacco. Omaggio a Jerzy Grotowski” dello scultore Krzysztof M. Bednarski,
a cura di Jaromir Jedliński e Anna Jagiełło
(inaugurazione 26 ottobre ore 19)
26 ottobre ore 21.00 - AULA MAGNA SAPIENZA UNIVERSITÀ DI ROMA
proiezione del film "Akropolis" (1969) restaurato dal Centro Teatro Ateneo
partecipano: l'interprete Maja Komorowska, lo scenografo Jerzy Gurawski
27-28 ottobre ore 10.00 - 19.00 - ODEION DELLA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA SAPIENZA UNIVERSITÀ DI ROMA
convegno Internazionale di Studi a cura di Luisa Tinti, con la collaborazione di Maia Borelli
27 ottobre ore 21.00 - ACCADEMIA DI FRANCIA A ROMA - VILLA MEDICI
proiezione del film "Grotowski... ou Socrate est-il Polonais?" (1977), partecipa: il regista Jean-Marie Drot
3 - 6 novembre ore 18.00 - 20.00 / 21.30 - 23.00 - NUOVO CINEMA AQUILA
"La pratica dell'utopia - immagini del Laboratorio di Jerzy Grotowski"
rassegna cinematografica a cura di Marina Fabbri, con la collaborazione di Marta Sputowska
17 novembre ore 17.30 - ACCADEMIA DI FRANCIA A ROMA - VILLA MEDICI
tavola rotonda "Arte povera - teatro povero: la rivoluzione etica degli anni '60"
partecipano: Germano Celant, Michelangelo Pistoletto, Ludwik Flaszen, Franco Ruffini, Ferdinando Taviani
modera: Alessandra Mammì
info
ISTITUTO POLACCO DI ROMA: tel. 06 36000721, 06 36004641 - www.istitutopolacco.it
CENTRO TEATRO ATENEO: tel. 06 49914470
ACCADEMIA DI FRANCIA A ROMA – VILLA MEDICI: tel. 06 67 611
postato da: labuccia alle ore ottobre 10, 2009 11:21 |
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giovedì, 08 ottobre 2009
SCEGLIERE LE PAROLE
Il poeta fa luce nell'oscurità profonda,
che questo significhi rendere facile
il difficile, o difficile il facile.
(...)
A volte le parole si offrono spontanee;
a volte sediamo il silenzio,
mordendo il pennello.
Lu Ji, L' arte della scrittura, Guanda.
Il primo libro che ho scritto aveva un titolo che per me rimarrà sempre un monito: Io sono quello che scrivo, la scrittura come atto terapeutico. Uscì per Calderini, uno storico editore di Bologna. Il mio titolo proposto era: Scrivere fa bene. Fu cambiato. E da quel momento non mi sono mai staccata dal pensiero: sto scrivendo per curare qualche ferita o per raccontare una storia?
La stessa domanda la applico ai libri che leggo, a tutto quello che leggo, anche in rete, sui blog di molti scriventi e scrittori. E spesso mi rendo conto, che le storie sono autonarrazioni curative, con destinatari vicini: la moglie, l'amante, la mamma, il papà, l'amico. Missive private, non storie che vogliamo raccontare.
Nella mia prima vita, ho lavorato a lungo con i pazienti psichiatrici. A lungo significa 12 anni. Tre volte alla settimana mi incontravo con loro e li aiutavo a esprimersi attraverso una forma molto istintiva e personale di teatro. Stavo seguendo a mia volta la scuola del Piccolo, ora Civica Paolo Grassi, indirizzo drammaturgia. Ero veramente giovane (anche se adesso non sono veramente vecchia :), ma quel lavoro mi impegnava su molti fronti. Emotivo, intellettuale e psicologico. E' stata una formazione totale e molto intensa, che mi ha spinto piano piano a introdurre la scrittura come strumento di lavoro con gruppi di persone, a vario titolo, in difficoltà. I risultati furono sorprendenti. E lì capii il valore catartico e salvifico della parola scritta. Da quella esperienza nacque un libro e un cortometraggio Amati Matti, che fu selezionato da Gillo Pontecorvo alla Biennale del Cinema di Venezia. E vinse un premio.
Parlo di questa "preistoria" perché domani sera, a Villa Greppi, cercherò di spiegare che la scrittura non è creativa, che non è artistica, è nel suo senso più profondo, un'espressione del Sè. Che si può scrivere per sanare le proprie ferite, perché abbiamo conti in sospeso con la vita, o perché non siamo mai riusciti a dire o a fare. La scrittura è una forma di risarcimento, una carezza e uno psicodramma su carta, ma non ha obblighi nei nostri confronti. Se scriviamo così, senza pensarla come uno strumento, non conosceremo mai la frustrazione, ma solo il piacere della sua compagnia. E i risultati pacificanti di cui è capace. Come scriventi e come lettori.
Cercare le parole, quelle antiche. Assegnare loro un significato, quello vero. E ascoltarle. Quelle degli altri, così differenti dalle nostre.
mercoledì, 07 ottobre 2009
LA PASSIONE CONTINUA...
Tanta gente, sempre. Tanti libri venduti, sempre. Parole, interviste. Radio e tivvù. Scrittori che, nella maggior parte dei casi, non credono di essere delle star. Non fanno i predicatori dal pulpito. Ma stanno in mezzo alla gente. Si parla così, qualcuno lo ha insegnato tanto tempo fa. Si sta in mezzo. Si ascoltano critiche e consigli. Si parla del proprio lavoro. Non tra adepti di una setta, ma tra gente normale. Che usa le parole e le rispetta. Non si crede meglio degli altri. Ma crede profondamente e fermamente nel proprio lavoro. Questo sì. La PaPi, che organizza la Passione, lo ha chiamato in radio (da Crovi), "il festival dei buoni". Una delle parole che mi piacciono di più: buono. Pensateci se conoscete davvero persone buone. Se siete stati buoni sempre. E con chi non lo siete stati. Buono. Io ci tengo a essere buona. E' un traguardo difficile. Molto alto.
Tutto procede nel migliore dei modi.
Potete guardare la photoGallery aggiornata sul sito della Passione, qui.
E ci vediamo venerdì, alle 21, a Villa Greppi.
Per gli amici di Varese, Domenica 11, sarò qui:
Villa Recalcati, piazza Libertà 1, Varese - ore 18.00
Il fenomeno Stieg Larsson
dall’eclatante trilogia letteraria di Millenium al successo del film Uomini che odiano le donne, una riflessione sullo scrittore europeo più letto del mondo.
con Jacopo De Michelis, Luca Crovi, Elisabetta Bucciarelli
conduce Andrea Giacometti
postato da: labuccia alle ore ottobre 07, 2009 09:55 |
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martedì, 06 ottobre 2009
Marilù indaga... su di me.
Un estratto...
Oltre alla scrittura, che è anche la tua professione, quali sono le tue passioni?
Leggere, compulsivamente. Cinema, tutto quello che NON mi fa paura. Teatro. Sempre e per sempre.
Quando hai deciso che saresti diventata scrittrice?
Non ho deciso. Ho scritto. Ho spedito. É successo. Poi ho continuato a farlo.
Quali ostacoli hai incontrato? Hai mai dubitato di farcela?
La mia emotività è l’ostacolo maggiore. Dubito sempre.
Secondo te perché il noir piace tanto?
In realtà piacciono altre cose, che vengono chiamate erroneamente Noir. Di Noir in giro ne vedo pochissimo. Pochi sono in grado di scriverlo.
Continua qui.
Venerdì, 9 Ottobre, 2009, il prossimo insomma, sono a Villa Greppi, alla Passione per il delitto, con una sessione estratta da uno dei miei corsi di scrittura espressiva.
Il corso è aperto a tutti. L'ingresso è gratuito.
lunedì, 05 ottobre 2009
EVVIVA I LIBRAI (pieni di passione!)
Presto, spero, il mio resoconto video da Monticello Brianza, festival La Passione per il delitto. Ma anticipo che è stato molto, molto intenso, emotivo, partecipato e pieno di soddisfazioni. Ho sorriso molto e ascoltato. Ho libri nuovi da leggere e persone nuove che potrebbero avere affinità da scoprire. Lettori, grazie. A chi mi ha chiesto e a chi mi dirà.
Abbraccio virtuale agli amici di rete: Carla Casazza e Aldo Funicelli. E poi a chi è consapevole, e non c'è necessità di chiamare per nome.
Femmina de Luxe ha chiuso il suo ciclo ma non accenna a lasciare la scena. Grande piccolo librino, parla da sola, e tornerà a parlare a Novembre in una libreria di Piacenza.
Io ti perdono ha detto le sue cose, insieme a tre ospiti eccezionali, metterò il link a foto e commenti quando sarà tutto pronto.
Ma da dire c'è che in questi momenti, quando li costruisci con cura e amore, senti intorno il bene. E il dialogo ha un senso. L'ascolto anche. Ti fai domande. Puoi confrontarti. Ma non serve dire troppo. Chi resta ha capito. Chi arriva, ha la possibilità di restare. Chi non c'è ha rinunciato a esserci.
Infine, (ma solo per oggi), viva i librai! Orietta era molto contenta, le vendite di Monticello sono buone, lei dice, anche più di buone. Segno che se sei capace di creare sinergie e movimento i libri diventano davvero una risorsa. E le persone, anche gli scrittori (li ho visti con i miei occhi), li comprano.
Grazie anche a questa libraia, che non conosco di persona , ma che ha scritto questa cosa carina su questo blog:
Altre conferme femminili nel giallo. La francese Dominique Madotti (”Vite Bruciate”, Tropea, euro 16.60) vincitrice del prestigioso premio International Dagger 2008 per la migliore opera tradotta (gli altri finalisti erano Andrea Camilleri, Stieg Larsson, Martin Suter e Fred Vargas): un thriller politico-finanziario con protagonista il mondo dei lavoratori immigrati nella Francia del Nord; Elisabetta Bucciarelli con il suo “Io ti perdono” (Kowalski, euro 14.00) e il suo ispettore, Maria Dolores Vergani, ci regala un noir molto impegnato ed elegante.
sabato, 03 ottobre 2009
Tu e lui
Tu e lui,
null'altro.
Lui:
il Tu senza risposte.
David Maria Turoldo, Tu e lui
Ho litigato con le maiuscole e con le minuscole per scrivere questo post. Sono poche parole ma più volte riscritte e rilette. David Maria Turoldo scrive Tu in maiuscolo e lui in minuscolo. E' uno spunto difficile su cui meditare.