martedì, 31 marzo 2009

evidentemente no

flippando flip

dimmi che vuoi

se la volizione

è lungi da noi

 

dimmi che fai

flittando flit

il giorno del poi

il mese del mai

 

l'anno del quando

futuro lontano

instabile e vano

flitflip flifliptando

 

le calende greche

si son ribellate

si sono stancate

di essere eretiche

 

ma flittando flip

la confusione

dell'inazione

finisce così

 

(distruggere l'arte

basta la pratica

ma non era automatica

la rivoluzione?)

Carlo Oliva, Versi per il capodanno del 2000, Pubblicazione non in commercio.

La trovo bellissima.

postato da: labuccia alle ore marzo 31, 2009 09:32 | Permalink | commenti (6)
categoria:poesia, carlo oliva, evidentemente no
lunedì, 30 marzo 2009

MA CHE PAURA!

Ricevo e pubblico. Perplessa, s'intende.

Roma, 30 mar. (Adnkronos) - Romanzi, saggi, racconti digitalizzati on line da Google e 'saccheggiati' da chiunque? A quanto apprende l'ADNKRONOS, ora anche gli scrittori italiani possono scendere in campo e difendere le proprie opere partecipando alla 'class action' intentata negli Stati Uniti da autori ed editori nei confronti del colosso dei motori di ricerca per violazione di copyright. Lo ha comunicato in una lettera inviata ai suoi soci la Siae, riferendo che le parti in causa americane hanno proposto una transazione alla quale possono partecipare gli autori e gli editori di tutto il mondo. 'L'Amministratore della Transazione' ha chiesto alle Societa' di tutto il mondo che amministrano i diritti d'autore e quindi anche alla Siae, di divulgare la notizia affinche' gli scrittori e gli editori che potrebbero essere coinvolti nella transazione abbiano concreti elementi conoscitivi e di valutazione per poter decidere personalmente se aderire o meno.

Gli interessati alla class action, che devono aderire individualmente, hanno tempo fino al 5 maggio per firmare l'accordo transattivo che prevede tra l'altro un diritto d'autore a forfait di 60 dollari per ogni titolo digitalizzato. Anche la Siae ha accettato "volentieri" di aderire all'iniziativa di divulgazione, nello spirito di offrire "un utile servizio agli autori e agli editori con i quali e' in contatto". Il primo motore di ricerca del mondo infatti ha digitalizzato, per il servizio 'Book Search', migliaia di volumi di editori della Penisola presi tra quelli disponibili nelle biblioteche americane, compresi vari best-seller nostrani.

Tra quelli che sono stati gia' digitalizzati e resi disponibili su Google compaiono il politologo Angelo Panebianco, lo storico Ernesto Galli Della Loggia, il sociologo Francesco Alberoni, il linguista Tullio De Mauro, il filosofo Gianni Vattimo, lo scrittore Tiziano Terzani e il giurista Stefano Rodota'. Numerosi anche i giornalisti, tra questi Indro Montanelli, Sergio Romano e Giorgio Bocca. Sono in rete anche numerosi esponenti del mondo politico italiano tra cui Romano Prodi, Giuliano Urbani, Giuliano Amato, Arturo Parisi, Giulio Andreotti e Giovanni Spadolini. Tra i libri digitalizzati di Google figura anche il vocabolario della lingua italiana Zingarelli.

Alla lettera inviata ai suoi associati, la Siae ha anche allegato le regole da seguire concretamente per aderire alla transazione. La Siae spiega che "la transazione, se approvata dal Tribunale, autorizzera' Google ad eseguire la scansione di libri e contenuti di libri protetti da copyright negli Stati Uniti e a gestire un database elettronico di libri. Tramite un registro dei diritti dei libri ('Registro'), stabilito dalla transazione, Google paghera' ai possessori dei diritti il 63% di tutti i guadagni provenienti da tali usi".

Il motore di ricerca inoltre, prosegue la Siae, "paghera' 34,5 milioni di dollari per costruire e finanziare le operazioni iniziali del 'Registro' e per i costi di amministrazione della notifica e della transazione nonche' un minimo di 45 milioni di dollari per i pagamenti in contanti agli aventi diritto dei libri e dei contenuti che Google sottopone a scansione prima della scadenza dell'eventuale rinuncia alla transazione". La Classe di Transazione include tutte le persone, in tutto il mondo, che possiedono un interesse di copyright Usa su qualsiasi libro o contenuto. I libri non incudono periodici, scritti personali, spartiti e opere di pubblico dominio i governative.

Gli editori e gli scrittori interessati, come scrive la Siae, hanno a disposizione quattro possibilita': possono restare nell'ambito della transazione e quindi vincolati dalle regole stabilite dal tribunale, opporsi alla transazione o commentarla (entro il 5 maggio 2009), rinunciare alla transazione e mantenere cosi' il diritto di citare in giudizio Google individualmente (rinuncia che deve essere formulata per iscritto entro il 5 maggio 2009), presentare una rivendicazione per un pagamento in contanti (entro il 5 gennaio 2010).

postato da: labuccia alle ore marzo 30, 2009 18:31 | Permalink | commenti (1)
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sabato, 28 marzo 2009

IL RIGORE FORMALE DI LEBLANC

Continua la mostra di Walter Leblanc. Qui testo e immagini.

postato da: labuccia alle ore marzo 28, 2009 11:22 | Permalink | commenti (1)
categoria:arte, walter leblanc, studio gariboldi
giovedì, 26 marzo 2009

La giornalista Carla Casazza, sul suo blog. Grazie ;o)


Cosa dire di nuovo e originale su Femmina de Luxe che non sia già stato scritto nelle tante positive recensioni uscite negli ultimi mesi? Difficile non essere catalogata come ripetitiva dai fans della Bucciarelli che seguono con attenzione ciò che viene pubblicato sulla scrittrice milanese. Perciò mi limiterò a raccontare cosa ci ho letto io, al di là della coinvolgente vicenda noir che già sarebbe sufficiente a renderlo un bel romanzo, ben scritto, che offre al lettore immagini così nitide da dare l'idea di essere di fronte ad un film.

Ci ho letto il senso di inadeguatezza che colpisce noi donne, sia che siamo belle e perfette, sia che siamo non allineate agli standard estetici comunemente accettati. La necessità dell'approvazione altrui, ad ogni costo. La fatica di raggiungere un equilibrio che basta un niente per mandare in frantumi. Ho letto in Olga l'ingenuità e la dolcezza, la fame di un amore alla cui mancanza supplisce con la fame di frappè e patate fritte, ma anche la capacità di andare oltre l'apparenza, di sapere cogliere l'umanità un po' distorta di chi è ai margini. Ho letto nell'Ispettore Maria Dolores Vergani la dualità di una professionista sicura di sè, che nella vita privata riesce a mortificarsi come solo noi donne siamo capaci di fare, imponendosi rinunce che lasciano il tempo che trovano in nome di un sentimento forse troppo idealizzato. Ho letto in Marta il disperato bisogno di attenzioni indirizzato verso una ricerca della perfezione fisica che non si ferma nemmeno di fronte ai limiti strutturali del proprio corpo, che è capace di sopportare un dolore indicibile e di venirne soppraffatta. Ma ho letto anche la grande passione di Olga per la vita, di Maria Dolores per il suo lavoro, di Elisabetta Bucciarelli per la scrittura. Tanto che non si limita a raccontare una storia, a scavare negli animi dei personaggi ma si sofferma a condividere coi lettori profumi, immagini, istanti rubati sedendo ad un caffè di lusso come il Florian o addentando un panzerotto di rosticceria.

Annotato da verbavolant2008.
postato da: labuccia alle ore marzo 26, 2009 09:45 | Permalink | commenti (1)
categoria:recensioni, elisabetta bucciarelli, femmina de luxe, carla casazza, cartaecalamaio
martedì, 24 marzo 2009

NOI SIAMO I FIGLI

E allora ti accorgi che quando si tratta di figli non ci sono vittime o carnefici, siamo stati tutti bambini traumatizzati da una Storia che non ci appartiene e che non abbiamo scelto. E ho scoperto una cosa crudele: che i figli portano sulle spalle le colpe dei genitori, e prima o poi con queste colpe devono misurarsi".

Anna Negri, Con un piede impigliato nella storia, Feltrinelli

Su questo tema un mio racconto qui. E qui la seconda parte.

postato da: labuccia alle ore marzo 24, 2009 11:49 | Permalink | commenti (9)
categoria:figli, padri, anna negri, elisabetta bucciarelli, con un piede impigliato nella st
lunedì, 23 marzo 2009

Vampiri vintage

Leggo e ripropongo questa interessante cosa qui, scritta da Danilo Arona, su un libro che sto leggendo in questi giorni ma che c'è da molto, molto tempo. Altro che moda moderna dei vampiri! Sono del tutto vintage.

postato da: labuccia alle ore marzo 23, 2009 14:30 | Permalink | commenti
categoria:vampiri, carmilla, danilo arona
lunedì, 23 marzo 2009

ALLE SIGNORE.

Potete leggerlo qui.

Sono quattordici, legate in questo libro da un denominatore comune: il noir. Scrittura di genere con varianti di stile e di punto di vista, ma sempre diretta a raccontare un tema comune, la madre cattiva. L'antologia Alle signore piace il nero (Sperling&Kupfer, pagg. 298, 18.90 euro), raggruppa racconti di Barbara Garlaschelli e Nicoletta Vallorani (curatrici) e di altre scrittrici italiane la cui estrazione non è necessariamente legata al genere, come Carmen Covito, Grazia Verasani, Nicoletta Sipos, Donatella Diamanti, Cinzia Tani. Tra le altre firme - Licia Giacquinto, Adele Marini, Daniela Piegai, Daniela Losini, Claudia Salvatori e Diana Lama - anche Elisabetta Bucciarelli, che in questa raccolta porta come sempre l'ispettore di polizia Maria Dolores Vergani, protagonista seriale del suo scrivere, ma finora vista quasi esclusivamente nella forma estesa del romanzo. 
In che modo Maria Dolores Vergani si racconta nella dimensione di un racconto?
Dal 1995 scrivo solo storie con protagonista lei, Maria Dolores Vergani. E' una donna e di lavoro fa l'ispettore di Polizia. Ne racconto sia la vita personale che quella pubblica e come le due cose riescano a produrre cambiamenti e rivoluzioni. Così mi pare accada nella vita di tutti, a meno che il lavoro non sia solo una fonte di guadagno. Le storie da poche pagine mi permettono di mettere a fuoco dei particolari della sua esistenza. Di dare al lettore che la conosce una tesserina in più da inserire tra un romanzo e l'altro. A chi invece non sa nulla di lei, la possibilità di avvicinarla a piccole dosi. In Primo pelo, il mio racconto, la Vergani osserva una madre e una figlia, alle prese con l'invidia e la cattiveria.
Secondo te il racconto noir in questo momento funziona, e a che tipo di lettore si rivolge?
Non so rispondere a questa domanda. Non so se funzioni o meno. Io leggo i racconti, indipendentemente dal genere, per capire il passo narrativo di un autore. Come se fossero un aperitivo. Il Noir in generale, funziona perchè siamo immersi nel nero. Parla di noi, come i format televisivi, ma con il respiro della scrittura. E abbiamo un gran bisogno di parlare di noi, mi pare. Per chi scrive ha un vantaggio, possiede delle regole. Per esempio non è cronaca nera, non è semplicemente un'atmosfera cupa, non dovrebbe essere solo una trama di indagine. Mostra un morto e chi ha commesso il fatto e cerca di capire il perchè. Psicologia, sociologia e sensibilità sono le caratteristiche che dovrebbe possedere. E lasciare un sapore, alla fine. Che non è solo il disgusto per il Male ma anche il fascino oscuro che lo rende continuamente perseguito da molti.
Dove troveremo prossimamente la Vergani?
Maria Dolores sta cercando risposte. Alla cattiveria, alla falsità, al dolore. Agli uomini che non sanno amare o che non vogliono farlo, alle madri cattive, a chi sporca e brutalizza il candore dell'infanzia. S'interroga sul perdono, cerca di capire se davvero alla fine, può rendere liberi. E intanto indaga, sul mondo e su se stessa. Mi ha fatto male scrivere questo libro ma credo che ne sia valsa la pena. Io ti perdono è il titolo, Colorado Noir/Kowalski l'editore e il 7 maggio sarà in libreria.
postato da: labuccia alle ore marzo 23, 2009 10:36 | Permalink | commenti (1)
categoria:alle signore piace il nero, io ti perdono
domenica, 22 marzo 2009

ONOFRIO: ma che bravo che sei!!!

Per sapere di più, leggere qui. 

E questo è il suo regno.

 

postato da: labuccia alle ore marzo 22, 2009 11:39 | Permalink | commenti
categoria:onofrio catacchio
sabato, 21 marzo 2009

LA REPUBBLICA, su Femmina.

Femmina de luxe, di Elisabetta Bucciarelli (Perdisa editore) è un avvincente racconto che mette in scena un ricco habitué dei ristoranti, degli alberghi alla moda; una giovane e bella fisioterapista che scompare dopo un intervento di liposuzione; una grassa e golosa guardarobiera della Scala che sembra essere l'unica a volersi sottrarre  alla tirannia della taglia 40 e al modello del corpo “perfetto”. L'indignazione morale da cui germina il racconto è proprio nei confronti di quel miserabile mondo della ricchezza modaiola per il quale la donna è solo un bell'oggetto da scovare, plasmare e possedere. Così il corpo femminile viene costretto nelle forme asettiche delle top models fino al punto di non avere più nulla a che fare con l'individualità di ciascuna donna. Alessandro Castellari.

Grazie.

Ho voglia di leggere: questo. Questo e ho quasi finito questo.

Oggi è primavera. Sì. Ripenso alla primavera scorsa. No. E' meglio questa :o)

postato da: labuccia alle ore marzo 21, 2009 14:20 | Permalink | commenti (4)
categoria:recensione, , corpo, mercury rev, top model, femmina de luxe
venerdì, 20 marzo 2009

SUL GENERE (parte prima)

Altrettanto falsa, oggettivamente falsa, è la conclusione di Todorov: <nella nostra società non c'è una sola norma estetica, ce ne sono due; non si può misurare con le stesse misure l'arte "grande" e l'arte "popolare">. Intanto è vero, cioè verificato storicamente, che la compresenza di due estetiche sia solo della nostra età? Chiacchiere; cioè assenza del controllo che ogni studioso dovrebbe esercitare su se stesso; ogni volta che si pensa di essere arrivati a una conclusione è necessario fermarsi e domandarsi se non ci siano fatti che smentiscono quella nostra conclusione. Ecco perchè ho affermato (...) che la conoscenza della storia della critica è indispensabile a fare critica, non chiacchiere.

Il "genere" letterario, (...), è un "concetto" di natura puramente classificiatoria e tassonomica. Nel genere "romanzo storico" I promessi sposi o Rouge et noir sono a un livello che, almeno a lettori più colti e più educati a certi valori estetici, appare superiore a quello di tanti altri, ma non per questo cessano di essere "romanzi storici".

Giuseppe Petronio, Sulle tracce del giallo, Gamberetti Editrice.

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categoria:noir, giallo, genere, giuseppe petronio
martedì, 17 marzo 2009

I SOGNI DI STANOTTE

Frasi sparse, citazioni forse, non so. Sogni di parole. Sono talmente rari che li appunto. Oggi qui. Perchè hanno un senso con quello che sto facendo e vivendo. Se qualcuno riconosce il padre o la madre delle citazioni mi avvisa?

Cambiamento di scala e rimpicciolimento degli orizzonti.

Uccidere non è anche lasciar morire? Siamo tutti terroristi potenziali.

Il crimine è la cosa meglio distribuita nel tempo (questo è Derrida lo riconosco!).

Esistere significa soprattutto scusarsi.

E' nei luoghi che l'esperienza umana si forma.

Grazie per questa articolata cosa qui.

postato da: labuccia alle ore marzo 17, 2009 11:01 | Permalink | commenti (2)
categoria:citazioni, sogni, recensione, femmina de luxe, io ti perdono, elisabetta bicciarelli
lunedì, 16 marzo 2009

EURIDICE (suggestioni da Io ti perdono)

Euridice, ninfa bellissima, era la sposa di Orfeo, capace con le parole e la musica di rallentare i torrenti. Di far muovere i boschi. Di impedire il volo degli uccelli. Cadevano a terra dalla commozione. Si amavano i due, fino al giorno in cui Aristeo decise di conquistare la fanciulla. Lei si negò e lui cercò di prenderla con la forza. Lei, scappando, pose il piede su una serpe velenosa che la uccise. Orfeo non riuscì a darsi pace e scese nell’Ade a cercarla. Impresa vana quella di riportarla con sé anche dopo averla trovata. Contro la morte non si può nulla.

Morte reale e figurata. Morte delle emozioni. Delle passioni. Delle speranze. Delle attese. Perchè qualcuno si girò e avrebbe potuto non farlo. Perchè si girò? Questo ve lo racconto un'altra volta.

Da sbirciare una bibliografia/discografia erotica. QUI.

Da sentire. QUI.

postato da: labuccia alle ore marzo 16, 2009 12:33 | Permalink | commenti (3)
categoria:erotismo, euridice, massive attack, elisabetta bucciarelli, io ti perdono, colorado noir/kowalski
domenica, 15 marzo 2009

GRAZIE MARINA (scusate, ma devo rigraziare, devo proprio tutti, micetto meraviglioso compreso...)




Femmina de luxe, Elisabetta Bucciarelli, Perdisa

Un gioiellino. Un concentrato di bella scrittura ed  emozioni  in 120 pagine di un librino anche graficamente molto accattivante.
Bellezze e bruttezze quotidiane, che ci passano accanto tutti i giorni.
Olga la cicciona, Laio il pazzo, Olmo il viscido, Marta la fragile.
Milano, l'opulenza e lo squallore.
Da rifletterci sopra.
p 40 :
La telefonata finisce presto e senza dare altre comunicazioni. Le attese generano mostri. Quelle emotive guai seri.

Il post di Marina è sul suo blog. Lei fa foto bellissime...

postato da: labuccia alle ore marzo 15, 2009 12:17 | Permalink | commenti (8)
categoria:recensione, femmina de luxe
venerdì, 13 marzo 2009

FEMMINA su CONTAMINARSI.

Le femmine de Luxe di Elisabetta Bucciarelli sono senza dubbio un campione rappresentativo di ciò che oggi è l’evoluzione di una certe specie umana, dove il lusso assume connotati diversi, ma forti, marcati e pericolosi.


“Le femmine di lusso pregano Dio perché possa abbeverarle alla coppa del benessere e del piacere e fare di loro il simulacro della vita nuova. Fatte di protesi e di speranze, di aspettative e traguardi. Per gratificare e concedere piacere. “
(pag. 115)


C’è il lusso del cibo che è bisogno di pienezza, necessità insaziabile ma che non scatena disagio bensì l’abilità di scegliere e modificare abiti capaci di esaltare le forme enormi, capaci di far girare i volti per strada, è l’enormità splendente, luccicante.


“Olga non voleva dimagrire. Per lei il suo peso era l’identità. La sua gaudente identità. A dispetto delle mode e delle convenienze. E forse anche della salute.”
(pag.53)


Ma c’è anche il lusso di apparire con un corpo plasmato e proporzionato rispetto ai canoni estetici moderni a dispetto delle effettive conformazioni fisiche, dunque un lusso anelato, disperatamente cercato e che crea disagio in chi non lo raggiunge.


“A prima vista non sembrava proprio aver bisogno di ridurre nulla, ma si sa, è il come ci immaginiamo a valere assai più di come siamo. Aveva fatto tutto quello che poteva.”
(pag. 19)


Poi il lusso della perfezione, di quel tipo di perfezione che oggi è eleganza mescolata con la sapiente arte di valorizzarsi con stile, levigandosi e plasmandosi per un mondo che (forse) esiste solo tra le pieghe di abiti glamour costosissimi e dentro la lingerie griffata e trasparente.

Infine un altro tipo di lusso, più sottile e pieno a sua volta di gradazioni, quello di essere una donna a caccia di colpevoli in una realtà capovolta dove si rincorre un fantasma che ha preso di mira le poche cabine del telefono rimaste ('preso di mira' in senso letterale, con annessa merda coinvolta) e dove la scomparsa di una ragazza, poi divenuta morte, finisce in un angolo, quasi fosse normale, scontato trovarla così, priva di vita e bella, con un recente intervento di liposuzione probabilmente mal riuscito.

L’impressione è che questo romanzo non è un giallo nemmeno un thriller, né lo era nelle intenzioni originali, sembra. C’è così tanta attenzione per il sociale, per realtà di frontiera, borderline in modo diverso, cura quasi maniacale nel presentare e sottolineare dettagli, manie, ossessioni, fissazioni, convinzioni dal sapore amaro del contrario. C’è un preciso odore, tra le pagine, quello dell’osservatore che racconta una storia ma non è del finale che si preoccupa, tanto meno del morto (che comunque c’è, non da subito ma è atteso), l’attenzione è tutta per loro, per questi personaggi presentati con immediatezza, onestà eppure molto meno bizzarri di quanto si possa immaginare.

I personaggi maschili riflettono le nevrosi, le confusioni e la perdita del ruolo certo, di taluni uomini di oggi, perfettamente bilanciati con le controparti in gioco.

Elisabetta Bucciarelli scrive senza fronzoli, asciutta e veloce (a tratti anche troppo) con la preziosa capacità di presentare le storie colpendo il lettore, proseguendo con uno svolgimento sapiente, che non toglie nulla all’attesa e le permette di gestire scenari diversi e incastri sorprendenti. Il linguaggio è scelto con cura e scalpello, volutamente forte, accurato.

La lunghezza e il formato del romanzo sono vincolati alla collana di pubblicazione, è un ‘piccolo’ libro adatto alle borsette, le tasche delle giacche, trasportabile con grande facilità. E in tempi di corse, di fatiche e disagi mi pare una scelta azzeccata, un modo per avvicinare il mondo della letteratura a quello della gente che battaglia con giornate, routine e problemi. Allo stesso tempo non posso ignorare il vago senso di sospensione rimastomi addosso a lettura ultimata. In questa storia la Bucciarelli ha lasciato molte tracce, spunti di riflessioni su questo nostro vivere oggi, sull’essere donna oggi, sull’essere di lusso e sulla mera sopravvivenza. Spunti a mio avviso importanti, sapientemente inseriti ma sviluppati con il grosso vincolo della lunghezza. Una trama come questa, così ben presentata meritava – forse – la possibilità di non doversi preoccupare della fine delle pagine. Forse.


“Era lì Marta. Sdraiata tra i laterizi. Sporca di cemento. Abbandonata. Sola e morta. Nella voragine della ferita purulenta alimentata da ruspe e scavatrici. Uno scempio nello scempio. La Vergani si guardava intorno e non parlava. Era vestita da donna, con le ballerine immerse nel pantano e i capelli ancora umidi. Inadeguata.”
(pag.62)


Femmina de luxe di Elisabetta Bucciarelli
PerdisaPop
collana Babele Suite diretta da Luigi Bernardi
Isbn: 978-88-8372-462-7
Pag.120 - E.9,00

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categoria:recensioni, donne, femmine, contaminarsi, femmina de luxe
giovedì, 12 marzo 2009

MISSFATTI a Milano: qui, l'originale.

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Ida Ferrari, scrittrice, già collaboratrice di questo network, ha presenziato alla prima uscita delle Signore in nero, lunedì a Milano, intervistate da Luca Crovi. Questa la sua (graditissima) cronaca con annesse fotografie:

Alle signore piace il nero


di Ida Ferrari


Doveva chiamarsi MISSFATTI (sì, con due esse), l’antologia noir scritta dalle quattordici autrici unite nel progetto da Barbara Garlaschelli e Nicoletta Vallorani. L’editore ha poi deciso per un titolo… più vendibile. Tralasciando il pensiero di un possibile doppio senso che la fantasia di qualche lettore potrebbe trovarci.

È così che è iniziato l’evento: con un’immediata ilarità del pubblico quando si è parlato di ciò che potrebbe uscire in Internet digitando le quattro parole che compongono il titolo definitivo.

La prima presentazione alla Mondadori multi center di Milano è avvenuta a ridosso della festa della donna, senza riferimenti al giallo delle mimose, paragone che qualcuna di loro ha definito troppo scontato. Tutte comunque avevano appuntato sugli abiti il nastrino bianco simbolo della non violenza alle donne.

Luca Crovi ha condotto l’evento con brevi, provocatorie (al punto giusto) domande dirette a ognuna delle autrici con un intercalare triplo di Barbara Garlaschelli: “Tu da qui non esci vivo”. Giusto per stare nel tema del noir.

Mancavano all’appello Grazia Verasani, Cinzia Tani, Claudia Salvatori e Diana Lama.

Ecco qualche domanda di Crovi con relativa risposta:

A Donatella Diamanti per L’altra metà di Sara che parla di una donna poliziotto e madre:

Si può essere madri e poliziotte insieme?

Sì, ma la mia Sara è una donna un po’ fallita nonostante il ruolo di grande responsabilità. Come sempre le donne fanno fatica ad avere ruoli forti in un ambiente maschile. All’inizio della mia carriera di sceneggiatrice anch’io ho dovuto faticare.


A Adele Marini per La testa altrove che parla di una donna che ha perso la testa nel senso che le è stata decapitata:

Chi perde la testa nel tuo racconto?

Beh… solo la protagonista. La storia parte da un fatto vero avvenuto negli anni sessanta. Pare che la testa di una donna milanese fosse stata trovata in Viale Monza e il corpo a Sesto san Giovanni. Mi sono ispirata a questo fatto diventato quasi una leggenda metropolitana.


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A Nicoletta Sipos per Miss Lilly e il mistero del Big Bull nel quale Miss Lilly è cugina di Sherlock Holmes:

La tua Miss Lilly così antipatica non poteva essere ammazzata da Sherlock Holmes?

Caso mai sarebbe potuto succedere il contrario visto che Miss Lilly è molto più astuta del cugino. Il racconto è un po’ la vittoria dell’intuito e dell’intelligenza femminile su quel maschilista di Holmes.


A Elisabetta Bucciarelli per Primo pelo nel quale la protagonista è una ballerina di lap dance… zoppa nella gamba destra e cieca nell’occhio sinistro.

Non potevi scegliere un personaggio più semplice?

Nella mia storia c’è l’esempio di come una donna con deficit fisici possa avere il suo successo. Nonostante abbia anche una madre cattiva. In fondo le mamme normali possono essere buone, ma anche molto cattive.


A Barbara Garlaschelli per Nina nel quale viene ripreso il ruolo della figlia succube di una madre pazzoide.

La mamma del tuo racconto ne fa di tutti i colori. Spesso nei tuoi scritti ci sono personaggi familiari negativi. Cos’è, un modo per esorcizzare che questo non avvenga nella tua cerchia familiare?

Mia nonna di novant’anni ha letto il racconto e subito mi ha detto: ma la mamma non è così! Certo che non lo è. Ecco, io vivo molto fra le mura domestiche e ho un po’ la fissa della casa e della famiglia. Negli affetti sono stata molto, molto fortunata. Però in altri contesti non è sempre così. Che poi gli scrittori abbiano delle ossessioni, non so. A me è capitato spesso di scrivere di madri cattive.


A Carmen Covito per L’erba del vicino che tratta il tema dei vicini di casa:

Scrivi di una vicina di casa inquietante che si presenta alla porta all’improvviso. Ti sei ispirata a qualcuno?

Chi di noi non ha qualche vicino di casa un po’ strano? Inoltre… non a caso nel titolo c’è la parola erba (riferimento al luogo in cui sono avvenuti i feroci delitti).


A Nicoletta Vallorani per Ali:

Nel tuo racconto parli di violenza sulle donne, di stupratori e di angeli. Come ti è venuto in mente questo racconto in una Milano nerissima?

Ho fatto un passo indietro e ho ripreso la mia scrittura degli inizi. Per la stesura di questo racconto mi è sembrato impossibile ignorare certi fatti di cronaca anche se quando l’ho scritto non era ancora tutto così evidente.


A Licia Giaquinto per La pazzia della rondine, storia di Elena (finta zia) e del suo rancore:

Sei mai stata zia? O hai avuto una zia con la quale non avresti voluto mai e poi mai andare alle giostre?

La mia protagonista non è una zia vera, è zia per modo di dire. Ha vissuto in un ambiente di gente ricchissima essendo figlia di servi senza però rendersene conto. Quando si accorge delle differenze ha forti rancori che sfociano in ossessioni. Il brutto è che in seguito sono successi due fatti di cronaca molto simili a quello che avevo scritto… mi sono spaventata.


A Daniela Piegai per Scambio letale nel quale si parla di messaggi:

Da cosa è scattata l’idea dei messaggi?

Pensando a come sono incapace di mandare messaggi. I miei non arrivano mai al destinatario. Deve esistere un posto nell’etere in cui rimangono quelli mai ricevuti. (nota della blogger: questo mi ricorda qualcosa...)


A Daniela Losini per L’estate del silenzio:

Spiegaci un po’ di questa bambina sparita e poi ritrovata cadavere…

Del mio racconto non parlerò. Credo che ognuna di noi abbia scritto delle storie nel proprio stile personale. Poi le storie si raccontano da sole. Se credete comprate il libro e alla fine potrete decidere se è qualcosa da ricordare nei giorni a venire oppure no.

 

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postato da: labuccia alle ore marzo 12, 2009 08:51 | Permalink | commenti (2)
categoria:elisabetta bucciarelli, alle signore piace il nero, missfatti, langolonero, alessandra buccheri
martedì, 10 marzo 2009

LA POESIA E LO SPIRITO

Recensione a 4 mani di Gaja Cenciarelli&Enrico Gregori. Geniale esperimento. Ringrazio per l'ospitalità il prestigioso blog La poesia e lo spirito, e vi invito a leggere QUI la recensione. Grazie davvero ai due scrittori/recensori. Emozionata. Ancora. Questa Femminuccia non smette di farmi arrossire.

Qui il blog di Enrico Gregori. Qui il blog di Gaja Cenciarelli.

postato da: labuccia alle ore marzo 10, 2009 12:20 | Permalink | commenti (3)
categoria:recensioni, enrico gregori, la poesia e lo spirito, femmina de luxe, gaja cenciarelli
martedì, 10 marzo 2009

tratto da: IL MANIFESTO DELLE VERGINI di Black&White ensemble, Eldorado editore.

Declamare. Osare. Vedere. Perche. Perchi. Sporchi. Animi. Derivati. Sono e son desta. Allertata. Ai muri. Di struscio. Di lato. Sìsìsìsìsì. Belli. Seni. Coperti. Oscurati. Occhi. Sìsìsìsìsìsì. Ai tabloid. Vassalli. Valvassori. Streghe. Denti. Larve. Sola. Struscio. Muri. Confusa. Chiasso. Silenzio. Dentro. Taglio. La lingua. Chisei. Chisono. Assenze. Colpose. Asfissianti. Giochi. Mancanze. Lasciate. Ogni. Speranza. Via. Sola. Seduta. Nel rosso. Lasciata. Da. Sola. Ma. Certo. Notturna. Telefonata. Io. Ti. Perdono. Trasudano. Pizze. Democratiche. Di. Sinistra. Livori. Eterne. Vergini. Una. Per. Laltra. Difficilmente. Boh?

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categoria:black&white, il manifesto delle vergini
lunedì, 09 marzo 2009

DALLA COLONNA SONORA DI Io ti perdono.

 

LORO, dalla televisione e non solo... un'insana virtualità.

LUI, a volte ci si fida delle persone sbagliate, dei Gollum... troppo umani.

LUI, grande, grandissimo, canta d'amore. Anche a me, grazie! Anche a voi.

LEI, una delle mie preferite. Non è facile conquistarla.

postato da: labuccia alle ore marzo 09, 2009 10:54 | Permalink | commenti
categoria:colonna sonora, bob dylan, jamiroquai, amy winehouse, elisabetta bucciarelli, john hiatt, io ti perdono
domenica, 08 marzo 2009

FEMMINA ON AIR SU LIFEGATE

Domani, lunedì 9 marzo, alle 12.00 andrà in onda su Lifegate 105.1 (con replica alle ore 16), un'intervista alla sottoscritta su Femmina de Luxe.
Serata molto bella ieri alla Libreria di Via Volta a Erba, con Severino Colombo e Gianni Biondillo, più gli Anima_li di Monica Galanti.
Una libreria come si deve. Accogliente e ricercata.
Mogli, bambini, amici, lettori, pubblico, presidenti, fotografi, giornalisti, creativi. Domani su Il Giorno (scusa PaPi :o), la foto di gruppo del quartetto, Biondo_Seve_Moni_Buccia. (ps: oltre a Femmina in vetrina ho visto Alle Signore piace il nero e l'ho sfogliato per la prima volta... è sempre un'emozione!)
Da leggere questa intervista a Mariano Sabatini, che dice sempre quello che pensa e per questo mi piace molto!
Da vedere, l'intervista a Colitto che ho fatto qui.
sabato, 07 marzo 2009

invito-def

 

lunedì 9 marzo, ore 18,30
Spazio Eventi, Mondadori Multicenter
Piazza del Duomo 1 - Milano

Questo è da guardare...

postato da: labuccia alle ore marzo 07, 2009 10:13 | Permalink | commenti
categoria:barbara garlaschelli, nicoletta vallorani, elisabetta bucciarelli, licia giacquinto, grazia verasan