sabato, 31 gennaio 2009

C'era una volta il giallo.

 

E c'è ancora. E' la nuova Scapigliatura, come disse Colaprico in occasione dell'ultima Passione per il delitto. Ne parla anche una storica del giallo. Qui.

Le parole, come le immagini, restano e sono memoria. Foto, scritti e video. Una ricchezza per tutti.

Buon fine settimana.

postato da: labuccia alle ore gennaio 31, 2009 00:24 | Permalink | commenti
categoria:lia volpatti, cera una volta il giallo, olaprico
venerdì, 30 gennaio 2009

ETICA and ESTETICA

L'imperativo etico: Agisci sempre in modo da umentare il numero della scelte.

L'imperativo estetico: Se vuoi vedere, impara ad agire.

Gli imperativi estetico ed etico, che Heinz von Foerster propone alla fine del suo intervento pubblicato in La realtà Inventata, a cura di Paul Watzlawick, Feltrinelli. Singolari direi. Da leggere.

E' in uscita il 3 Marzo Alle signore piace il nero. Una bella sfida, davvero. Qui il dietro le quinte di Barbara.

Domani, alle 18, sono a Roma con Femmina de luxe. Alla libreria Bibli, in via dei Fienaroli. Insieme a me Valerio Calzolaio e Mariano Sabatini.

mercoledì, 28 gennaio 2009

LA MIA POESIA

La mia poesia è storta

come i chiodi

che raddrizzavo a mio padre falegname.

Cruda

come le carote rubate per la fame

con senape di terra.

Dura

come i sassi che sentivo a piedi nudi.

Cucita

con fili di lana

che mia madre nelle notti perse

copriva con un canto "sette bocche".

Giuliano Beretta, Poesie scelte, Edizioni New Press, Como

Da guardare sempre questa. L'intervista a Franz Krauspenhaar: le poesie non si pubblicano a pagamento, piuttosto e con entusiasmo in rete.

Da ascoltare, questa: dedicata ai predicatori. Bravo Cristiano!!!

postato da: labuccia alle ore gennaio 28, 2009 22:50 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesia, franz krauspenhaar, cristiano de andre, giuliano beretta, lady barcollando
mercoledì, 28 gennaio 2009

CHE DIVERTENTE!!! :o)

Oggi sorrido. La Femminuccia ha ricevuto un premio, molto virtuale e molto alcolico. E' questo. Grazie agli esperti (webmaster, storici, scrittori, giornalisti...) che mi hanno votata! Spero che il premio cresca e che l'anno prossimo raccolga ancora più adesioni.

Giuseppe Pastore è la mente virtuale (e reale) che ha proposto il premio.

Grazie per questo (Italian) Bloody Mary Award... (sono astemia ma potrei sempre cambiare idea ;o)

E qui, un'affettuosa intervista al SignorFranz!

 

postato da: labuccia alle ore gennaio 28, 2009 11:00 | Permalink | commenti (2)
categoria:happy hour, elisabetta bucciarelli, femmina de luxe, bloody mary award, thriller cafe, giuseppe pastore
martedì, 27 gennaio 2009

PRESTITI FALLACI

Qui tutto è preso in prestito

la parete e la finestra

le ombre del tetto

la porta ingannevole tra due vuoti

il mio nome e la lacrima della tua lampada.

Lei è la libanese Suzanne Alaywan, pubblicata da Mondadori nell'antologia Non ho peccato abbastanza, (che propone un numero significativo di poetesse arabe contemporanee). Continuo a leggere poesie e continuo a stupirmi e a meravigliarmi. Per la forza nelle parole e nelle vite delle donne che poetano. La naturalezza e la spontaneità. Credo anche l'urgenza. A che serve scrivere se non esiste un'urgenza? L'alternativa è meditare. Anche sulle parole, no? Esporsi significa chiedere un consenso, per una causa, la propria, che si pensa di tutti. O cosa? Penso, come sostiene la psicoanalista Marina Valcarenghi, che in qualche modo siamo ritornati a fasi primordiali della storia umana. Quello che esce dalle scritture pare corrispondere non a "relazioni ricche, articolate e profonde, e certo anche complesse e ardite", che sembrano un lusso insostenibile. Al loro posto gli uomini, più che le donne (a parte quelle che li subiscono), preferiscono rapporti semplificati e protettivi, poveri di intensità emotiva; "non sono più Versailles, né il palazzo dei Normanni, sembrano piuttosto palafitte".

Di questo, in parte e a mio modo, parlerò nel mio prossimo libro. In questi ultimi anni, ne ho viste e sentite cose...

Intanto la piccola Femmina e la sua Ispettrice sono raccontate in questo articolo di Marino Magliani, ospitato QUI.

 

lunedì, 26 gennaio 2009

BOLOGNA

Un bagno in tutti i sensi. Di tutti i sensi. I fatti (quello che si può dire, che non è mai tutto, il resto si vive), dunque i fatti, emotivi e intensi, sono raccontati bene qui. E documentati qui.

C'è musica nelle mie orecchie. Questa. e Questa.

Sabato prossimo sarò a Roma, libreria Bibli, ore 18, con Valerio Calzolaio e Mariano Sabatini. Non vedo l'ora, davvero!

Buona settimana.

ps: il mio voto anche per Colitto, e quello di altri, continua qui.

postato da: labuccia alle ore gennaio 26, 2009 10:42 | Permalink | commenti (6)
categoria:bologna, presentazioni, amy winehouse, elisabetta bucciarelli, femmina de luxe
giovedì, 22 gennaio 2009

 

ARMI

In città tutti avevano un coltello in tasca. Lo sapevo ma non m'era venuto desiderio di averlo pur'io. Ora che stava in tasca, era evidente che doveva starci. Perchè ero uno della città, non perchè ero un uomo. Il passaggio da ragazzo a dopo, lo sapevano gli altri. Per me ero rimasto lo stesso di prima, attorcigliato nei pensieri, apprendista di tutto. "Non lo userai per affettare il pane, pulirti le unghie. Lo userai per difenderti. Quando ti troverai spalle al muro, senza poter indietreggiare pure se ci sarebbe spazio, allora lo impugnerai, tenedolo così, basso, al centro delle gambe."

Erri De Luca, Il giorno prima della felicità, Feltrinelli.

Una rece di Femmina, QUI. E l'intervista di Lidia Gualdoni qui sotto. Grazie.

 

 Lidia - Quando e come nasce questo “interesse” per il tema del cibo e, in particolare, il cibo come ossessione, con i suoi eccessi, anoressia e bulimia?

Elisabetta Bucciarelli - Femmina de Luxe è un libro sulla nostra incapacità di accettarci per quello che siamo. Per questo cerchiamo in tutti i modi di adattarci e rispondere alle aspettative altrui, come se il nostro prossimo fosse lo specchio deformato entro cui rifletterci. Il nostro corpo, ostentato come superficie, è il modo più veloce per aderire a modelli esterni o ambizioni illusorie e attraverso ciò che ingeriamo, il cibo come le parole, passa il tentativo di trasformarci in quello che non siamo o di raggiungere la nostra vera essenza. La presenza di peso e l’assenza di fisicità, che la bulimia e l’anoressia possono conferirci, non sono che due facce dello stesso problema: lenire il dolore per la nostra profonda inadeguatezza, sia essa dovuta a mancanza cronica d’amore o a ferite narcisistiche mai sanate. Per questo le due donne del romanzo, Olga, morbida e imperfetta e Marta, bella ma insicura per un unico microscopico difetto, anelano a qualcosa di estraneo alla loro natura. Entrambe proveranno a trasformarsi in femmine di lusso, a oggettivarsi per trovare una presunta e agognata felicità cercata erroneamente fuori da sé.

In definitiva, il tuo è libro che vuole denunciare questi estremi raggiunti dalla società moderna?

In realtà con Femmina ho voluto solo raccontare una storia, che si è trasformata in una specie di mondo simbolico che pare ritrarre una tendenza contemporanea. L’estetica a tutti i costi, la superficie staccata dalla profondità, l’inutile e il vanesio come valori acclamati e, alla fine, scelti un po’ da tutti. La mia attenzione in questo momento è volta soprattutto verso il corpo delle donne. Lo stato di fatto e i timori futuri. Le sue trasformazioni volute o necessarie. La donna fidanzata, amante, moglie e, nel prossimo libro, anche madre. È l’archetipo della madre (madre reale, agognata o impossibile) e la realtà che le madri devono affrontare, a muovere le mie rabbie di questo momento.

Che “evoluzione” hai voluto per la tua investigatrice, Maria Dolores Vergani?

Maria Dolores Vergani, il mio personaggio seriale, cresce e si modifica nel corso dei romanzi e dei racconti che ho scritto. Se in Happy Hour era totalmente incapace di avvicinarsi a sentimenti e passioni, in Dalla parte del torto riesce (finalmente) ad avere un inizio di storia. In Femmina de Luxe ciò che conta per l’ ispettore Vergani è cercare di capire cosa una donna sia disposta a fare per uomo, fino a che limite sia in grado di spingersi. La Vergani sta riflettendo e metabolizzando per poi arrivare, nel prossimo romanzo, a uno sviluppo, forse un’evoluzione o forse no, della sua vita affettiva e di coppia che è ancora in fieri, ma che ha le sue premesse nel Poliziotto Nocs incontrato in Dalla parte del torto. In Femmina, invece, ritrova un uomo che l’ha desiderata ma che lei non ha mai preso in considerazione, per troppa rigidità o per disattenzione.
Come capita a tutte nella vita, almeno una volta

 

postato da: labuccia alle ore gennaio 22, 2009 20:46 | Permalink | commenti
categoria:erri de luca, elisabetta bucciarelli, femmina de luxe, il giorno prima della felicità
lunedì, 19 gennaio 2009

CAOS

Bisogna avere ancora del caos dentro di sé, per partorire una stella danzante. Io vi dico: voi avete ancora del caos dentro di voi.

F. Nietzsche, Così parlò Zarathustra, Adelphi.

Sabato prossimo, 24 gennaio, sarò a Bologna per due motivi (o forse più di due ;o). C'è Artefiera, e la mia galleria d'arte è tra gli espositori. E poi c'è la presentazione di Femmina alla Libreria Trame, Via Goito 3/c, ore 17. Ci saranno con me Patrick Fogli e Valerio Varesi.

Su Booksweb.tv l'intervista a Maurizio Matrone.

venerdì, 16 gennaio 2009

PULP

Grande numero l'ultimo di Pulp in edicola. Copertina e intervista a Murakami Haruki con tutta la sua bibliografia tradotta in Italia. Non nego la mia stima per questo autore che è in cima alla mia classifica (emotiva e letteraria) di gradimento attuale.

E poi, sempre su Pulp, una rece di Femmina che riporto qui. Grazie.

Femmina de Luxe

La violenza psicologica che sovrasta quella fisica, che si impone con durezza, che distrugge l’esistenza, che toglie la vita esattamente come una vibrata di coltello, come un colpo al cuore, come una setticemia conseguenza di una liposuzione non riuscita. Nel dualismo continuo ed estremo tra gli opposti utilizzato da Elisabetta Bucciarelli per raccontare le due donne protagoniste di Femmina de luxe, quella tra la brutalità fisica e psicologica occupa un posto di primo piano. Marta e Olga sono distanti, hanno bellezze che non rispondono agli stessi canoni: perfetta la prima, ma non abbastanza da ignorare una piccola curva del fianco, rotonda e morbida la seconda, imprigionata in un mondo romantico scollato dalla realtà. Diverse, ma solo in superficie, appartengono a mondi che si sfiorano e non si toccano mai. Eppure entrambe sacrificano la loro esistenza a un ideale estetico, al bisogno irrinunciabile di piacere, di affermarsi attraverso l’apprezzamento di un occhio esterno. Così Marta viene trovata senza vita, buttata in un cantiere di Milano, avvolta nel suo cappotto come un fagotto. La sua morte, nelle indagini di Maria Dolores Vergani – l’ispettore quarantenne, autonoma e determinata, protagonista seriale delle storie della Bucciarelli, ma ormai svincolata dalla squadra che l’aveva accompagnata nei primi due romanzi - si incrocia con la storia di Olga, che rimane viva, ma che va incontro alla deprivazione più profonda della sua dignità. Prostitute di altissimo livello e un maniaco che imbratta di feci le cabine del telefono, il pazzo dell’arte e una maitresse quasi leggendaria nella sua perfezione, il tutto e il nulla, l’asetticità e la sporcizia inavvicinabile, i ristoranti di lusso e la deprivazione di un guardaroba preso a prestito. Realtà assolute, vissute e mescolate, in un romanzo breve che termina scatenando domande e riflessioni, che obbliga a chiederci quanto di noi stessi siamo disposti a mettere in gioco per stare bene in una società che ci obbliga – o meglio, che ci ha spinti ad accettare – l’irrinunciabilità della bellezza.
Paola Pioppi

Su Murakami Haruki, anche qui.

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categoria:recensione, pulp, murakami haruki, elisabetta bucciarelli, femmina de luxe, paola pioppi
giovedì, 15 gennaio 2009

MANCANO ALL'APPELLO

Vi è mai capitato? Mancano all'appello degli auguri per il vostro compleanno. A quelli di buon Anno, di buon Natale. Mancano, invitati più volte, anche all'appello della risposta ai vostri inviti. Non rispondono alle mail. Non ai messagi sul cellulare. Chissà perchè. Non ricevono. Non danno importanza. Non si ricordano. Indifferenza. Accidia? Anche altro. Forse. Voi mancate? Anch'io manco. E quante mancanze che non so. Meglio accorgersene finchè si è in tempo. La vita è una. E' breve. Ciò che lasciamo di noi è l'attenzione soprattutto. Non le pretese. E quel che resta è la nostra scia, come la bava di una lumaca.

Qui continua...

 

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categoria:appello, mancanze, pretese, elisabetta bucciarelli
mercoledì, 14 gennaio 2009

LISTA 3

Marina Valcarenghi, Il buio è un cavaliere, Tranchida.

Marina Valcarenghi, L'insicurezza, Bruno Mondadori.

Marina Valcarenghi, Nel nome del padre, Tranchida.

A.A. V.V., Non ho peccato abbastanza. Antologia di poetesse arabe, Mondadori.

Aldo Nove, Maria Tassi, Zero il robot, Bompiani.

Donato Carrisi, Il suggeritore, Longanesi.

...

Qualcuno sa dirmi perchè in Italia l'antipolio è ancora una vaccinazione obbligatoria?

 

 

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martedì, 13 gennaio 2009

LISTA 2

Thomas Merton, Nessun uomo è un'isola, Garzanti.

Simone de Beauvoir, Memorie di una ragazza perbene, Einaudi.

Crotti&Magni, capire mio figlio attraverso i suoi disegni, Red!

Crotti&Magni, Non sono scarabocchi, Mondadori.

Paola Federici, Mi disegni un albero?, Franco Angeli.

Simone de Beauvoir, Una donna spezzata, Einaudi.

Simone de Beauvoir, Lo spirituale un tempo, Einaudi.

Simone de Beauvoir, Le belle immagini, Einaudi.

...

 

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lunedì, 12 gennaio 2009

LISTA 1

Carlo Lucarelli, Tenco a tempo di tango, Fandango libri.

Pino Corrias, Vicini da morire, Mondadori.

Rose Duchemin, Pagherò quando passano gli sgombri, CDA&Vivalda Editori.

Antonio Dal Masetto, E' sempre difficile tornare a casa, Einaudi.

Accorsi&Ferro, Milano criminale, Newton&Compton.

Ingmar Bergman, Il settimo sigillo, Iperborea.

Luigi Bernardi, Macchie di rosso. Bologna avanti e oltre il delitto Alinovi, Zona.

Luigi Bernardi, Pallottole vaganti. 101 omicidi italiani, Derive Approdi.

Wendy Wasserstein, Accidia, Raffaello Cortina.

Sergio Benvenuto, Accidia, Il Mulino.

A.A.V.V., Uccidere per sport, Todaro.

A.A.V.V., Crimine, Stampa Alternativa.

...

Qui una cosa divertente!

 

 

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venerdì, 09 gennaio 2009

BERGMAN

MORTE: Hai paura.

CAVALIERE: Ho dimenticato la posizione dei pezzi.

MORTE (ride soddisfatta): Io non ho dimenticato niente. Non te la caverai così facilmente.

Ingmar Bergman, Il settimo sigillo, Iperborea. (Non lo ricordavo così illuminante, appena comprato dalla Tecla, sta facendo il 30% su tutti i libri. Anche on line.)

Grazie Marco!

Di sottofondo c'è lui.

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categoria:libreria del giallo, ingmar bergman, marco minghetti
mercoledì, 07 gennaio 2009

E' sempre difficile tornare a casa

La Peugeot nera lasciò l'asfalto, attraversò davanti ai distributori di carburante e si fermò sotto l'ombra di un albero. I quattro uomini scesero, entrarono nel bar e ordinarono birra.

- Salute, - disse il primo.

- Salute, - rispose il secondo.

- Che domani sia un giorno fortunato, - disse il terzo.

- Che possiamo tornare a casa, - aggiunse il quarto.

- A casa in che senso? -

- Ciascuno a casa sua.

- Dicono che la propria casa stia esattamente dove nasce l'arcobaleno.

- Allora non deve essere un posto facile da raggiungere.

- Certo che no.

Pagarono, uscirono e ripresero la strada.

Antonio Dal Masetto, E' sempre difficile tornare a casa, Einaudi.

Si torna. Grazie di molte cose. Dei libri ricevuti a Natale e dei bei momenti. E di altro che dirò più avanti. Anche di questa sorpresa, che ha molto di simbolico. E mi ha fatto arrossire. Un pezzo di memoria. Passata e futura. Periodo intenso. Per me e per chi l'ha condiviso con me. E continua a farlo. La femminuccia ha un suo blog. Grazie.

Buon Anno a tutti, nessuno escluso.

 

 

 

postato da: labuccia alle ore gennaio 07, 2009 14:56 | Permalink | commenti (2)
categoria: , buon anno, elisabetta bucciarelli, femmina de luxe