Sincronicity (sempre sulle persone)
Una persona a me cara, oggi mi ha regalato un libro. La letteratura in pericolo, di Tzvetan Todorov, Garzanti. Sa che da tempo mi arrovello intorno a questo tema. Sa che adoro le parole dei filosofi per parlare e cercare di capire, ma che ho un interesse viscerale per i labirinti della psiche umana e per quelli del cuore. Allora tra le tante cose, per curarmi, mi ha letto ad alta voce questo passo.
"E' Platone che definisce il bene supremo come ciò che è autosufficiente: colui che ne è animato <non ha più bisogno di nient'altro, ma possiede la più perfetta sufficienza>. E' Platone che invita alla contemplazione disinteressata delle idee ed è ancora a lui che si fa riferimento, ventidue secoli dopo, per rivendicare una tale interpretazione del bello. A questo punto non è più il creatore a essere paragonato a Dio per la libertà di cui gode, ma l'opera per la perfezione che raggiunge". Ho ascoltato. Sentire leggere da-un-filosofo-i-filosofi fa sempre un certo effetto.
Poi ancora: "Siamo tutti fatti di ciò che ci donano gli altri: in primo luogo i nostri genitori e poi quelli che ci stanno accanto; la letteratura apre all'infinito questa possibilità d'interazione con gli altri e ci arricchisce, perciò infinitamente". Si è fermato e mi ha chiesto: "Chi sono quelli che ti stanno accanto?"
C'è chi specula e teorizza, c'è chi vive e sente. Le parole entrano da due canali molto differenti. Comunque il libro è in lettura. Lui, Todorov, è un vero drago. Ma anche il mio amico. Mi ha detto: "io ci medito da un po' e penso di aver capito e tu?" "Io credo di aver sentito", gli ho risposto. Di Todorov: Il nuovo disordine mondiale, Memoria del male, tentazione del bene. E tanti altri.
Sono per aria, ma ritorno presto a terra. Lo prometto. (Grazie a Laura e Tania per le loro mail private dolorose e dolcissime.)
categoria:letteratura, platone, filosofi, tzvetan todorov, la letteratura in pericolo



