martedì, 29 aprile 2008

Sincronicity (sempre sulle persone)

Una persona a me cara, oggi mi ha regalato un libro. La letteratura in pericolo, di Tzvetan Todorov, Garzanti. Sa che da tempo mi arrovello intorno a questo tema. Sa che adoro le parole dei filosofi per parlare e cercare di capire, ma che ho un interesse viscerale per i labirinti della psiche umana e per quelli del cuore. Allora tra le tante cose, per curarmi, mi ha letto ad alta voce questo passo.

"E' Platone che definisce il bene supremo come ciò che è autosufficiente: colui che ne è animato <non ha più bisogno di nient'altro, ma possiede la più perfetta sufficienza>. E' Platone che invita alla contemplazione disinteressata delle idee ed è ancora a lui che si fa riferimento, ventidue secoli dopo, per rivendicare una tale interpretazione del bello. A questo punto non è più il creatore a essere paragonato a Dio per la libertà di cui gode, ma l'opera per la perfezione che raggiunge". Ho ascoltato. Sentire leggere da-un-filosofo-i-filosofi fa sempre un certo effetto.

Poi ancora: "Siamo tutti fatti di ciò che ci donano gli altri: in primo luogo i nostri genitori e poi quelli che ci stanno accanto; la letteratura apre all'infinito questa possibilità d'interazione con gli altri e ci arricchisce, perciò infinitamente". Si è fermato e mi ha chiesto: "Chi sono quelli che ti stanno accanto?"

C'è chi specula e teorizza, c'è chi vive e sente. Le parole entrano da due canali molto differenti. Comunque il libro è in lettura. Lui, Todorov, è un vero drago. Ma anche il mio amico. Mi ha detto: "io ci medito da un po' e penso di aver capito e tu?" "Io credo di aver sentito", gli ho risposto. Di Todorov: Il nuovo disordine mondiale, Memoria del male, tentazione del bene. E tanti altri.

Sono per aria, ma ritorno presto a terra. Lo prometto. (Grazie a Laura e Tania per le loro mail private dolorose e dolcissime.)

 

postato da: labuccia alle ore aprile 29, 2008 21:54 | Permalink | commenti (3)
categoria:letteratura, platone, filosofi, tzvetan todorov, la letteratura in pericolo
domenica, 27 aprile 2008

PERSONE E PERSONE (con parole semplici)

Ci sono persone che ci attraggono perchè sono in tutto diverse da noi. Ci ascoltano e sembrano comprenderci. Sembrano essere positive e propositive. Sembrano anche migliori di noi. Appartengono di solito, a un'altra generazione. Hanno fatto altre esperienze, hanno gusti diversi dai nostri, anche sogni molto differenti. Sono anche loro attratte da noi. Ma non capiamo il perchè. Fanno in modo che il nostro cuore si apra, cercano la nostra fiducia. Noi ci crediamo e lasciamo condurre per un po'. Decidiamo di fidarci, riponiamo in loro aspettative e pensieri. Poi succede qualcosa, non so dirvi cosa, ma capiamo in un attimo che ci siamo sbagliati. Ci accorgiamo che tengono un occhio su di sè e un altro puntato verso il proprio ombelico. Che non sono lì con noi, ma sempre concentrati su se stessi. Che il giudizio del mondo che ci propongono parte sempre dal loro piccolo particolare. Che hanno obiettivi e aspettative dirette proprio verso quel punto da cui noi vogliamo rifuggire. Che se ne vanno in giro con un sacchetto di rabbia e uno di frustrazione. Insomma ci hanno confuso. Come succede nei rapporti più forti soffriamo per questo. Alziamo gli scudi e stacchiamo la mano. Torniamo sulla nostra strada, che sarà difficile e dura, ma è onesta. Senza lamenti, ma con indignazione. Senza gridare il nostro disappunto, senza sbraitare che siamo degli incompresi, ma prendendo la parte buona del mondo e continuando a impiegare la nostra energia, che è positiva e pulita. Saremo un po' più soli, ma che ci possiamo fare, abbiamo già scelto di essere soli. Da questa lezione abbiamo capito che ascoltare è un valore. Che essere affettuosi è un privilegio. Che amare è una conquista. Che mettere al centro gli altri è una dote. Che pur essendo anche noi dei professionisti del dolore non siamo un parafulmine di quello altrui, nè una pillola anti ansie di prestazione. Nè una panacea per chi si sente infinitamente incompreso e che non ha il diritto di tirarci nel suo gorgo. Di far passare per oneste e pulite le cose che fa mentre affossa i nostri tentativi di esistere. E soprattutto ci domandiamo: che cosa vogliono davvero da noi queste persone? Che diventiamo come loro, per poi dire che tutto il mondo fa davvero schifo.

Sono stufa, l'avrete capito, e mi sento tanto Alberoni.

buona domenica

 

 

postato da: labuccia alle ore aprile 27, 2008 10:39 | Permalink | commenti (4)
categoria:
mercoledì, 16 aprile 2008

NAPOLINOIR

Grazie a Luciana e agli amici di Napolinoir!

postato da: labuccia alle ore aprile 16, 2008 22:25 | Permalink | commenti
categoria:dalla parte del torto, napolinoir
venerdì, 11 aprile 2008

COMUNICAZIONI DI SERVIZIO

Sto bene, così spero di voi. Prossimamente sarò Dalla parte del torto, qui:

Brescia, 16.30 , Auditorium camera di commercio, A qualcuno piace giallo, Domenica 13 Aprile.

Arona, 21.00, Casa del Popolo, Sabato 19 Aprile.

Infine. La mia lettera d'amore per il blog di Barbara. E' la numero 11 (bel numero).

 

postato da: labuccia alle ore aprile 11, 2008 13:46 | Permalink | commenti (7)
categoria: