mercoledì, 28 novembre 2007

LA RABBIA DI LUCIANO BIANCIARDI

"La fama arriva un tantino più tardi, nel 1962, con il primo romanzo <La vita agra> che racconta le esperienze, le illusioni e le delusioni di un ribelle anarchico nella Milano del boom, dei grattacieli, delle fabbriche, dei sentimenti più difficili da mantenere vivi. Storia e storie di una generazione sempre più interessata al denaro, al benessere, all'apparenza, al bisogno di correre." Franco Tettamanti sul Corsera di oggi.

Dice bene Tettamanti, era inquieto, ironico e ribelle, curioso della gente e della vita. Ma se ne andò troppo presto.

Altra Milano quella di oggi? Non so. Non per me almeno.

postato da: labuccia alle ore novembre 28, 2007 09:46 | Permalink | commenti (4)
categoria:libri, leggere, famiglia cristiana, luciano bianciardi, dalla parte del torto, tettamanti, la vita agra
martedì, 27 novembre 2007

TRE BLOG ALTRUI

E' degli altrui blog che mi va di parlare. Oggi di quelli dove c'è ironia, sagaci e impertinenti.

Il primo è questo. Lo seguo da tanto e rido da sola.

Questo, più giovane, è il secondo. Vi appare una cosa che mi riguarda (poteva andarmi peggio ;o) ma non fermatevi lì, sbirciate le altre recensioni, una parola buona per tutti, ma con una certa ironia.

Pieno di cose varie, una specie di cosmo poliedrico e incasinato. Eccolo.

Infine, ho appena finito di leggere Jasper Fforde, Il pozzo delle trame perdute. GUSTOSO!

Sto ascoltando Allevi, un sottofondo che non disturba.

 

postato da: labuccia alle ore novembre 27, 2007 08:54 | Permalink | commenti (4)
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sabato, 24 novembre 2007

ARRIVATI E ARRIVERANNO

In pila da leggere, già arrivati.

Gianni Palagonia, Il silenzio, Piemme; Stuart M. Kaminsky, Lew Fonesca Midnight pass, Alacran; Giovanni D'Intino, L'ultimo testimone, Costa&nolan.

Booksweb è in arrivo... non posso ancora aggiungere nulla, però manca poco!

Se avete voglia di ascoltare, bastano due minuti qui.

buona domenica.

 

 

postato da: labuccia alle ore novembre 24, 2007 15:26 | Permalink | commenti (2)
categoria:palagonia, kaminsky
giovedì, 22 novembre 2007

CONTI E RESOCONTI

Piove, fa freddo, sto leggendo molto.

Lunedì sera a Rozzano, tra donne, a parlare di libri e scrittura. I resoconti molto aderenti alla realtà (sic!) da Stan e dal GruppodiletturadiRozzano (molto simpatici).

Ho appena finito di leggere un libro che vale la mezza giornata di lettura. L'acchito, di Pietro Grossi, Sellerio. Direi che regalerò questo libro a diverse persone, tutte con un piccolo problema: la necessità di tenere sotto controllo l'esistenza.

Di solito non recensisco nulla e non intendo smentire proprio oggi, ma segnalo che presto lo farò, a modo mio. Dicendo debitamente dove. Prometto sorrisi. Accettando le critiche che farete .

Si deve ancora contare, quindi si può ancora votare qui.

 

postato da: labuccia alle ore novembre 22, 2007 11:03 | Permalink | commenti (3)
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giovedì, 15 novembre 2007

IMPORTANTE (romeni, violenza, capri espiatori)

LEGGETE QUI . E' IMPORTANTE.

GRAZIE.

postato da: labuccia alle ore novembre 15, 2007 16:25 | Permalink | commenti (5)
categoria:romeni, violenza sulle donne
giovedì, 15 novembre 2007

SCERBANENCO E SAN FRANCESCO

Sono iniziate le votazioni del premio Scerbanenco che verrà assegnato al miglior giallo/noir dell'anno. Qui si può esprimere la propria preferenza. Ci sono in mezzo anch'io, emozionata e contenta. Nei giorni scorsi e ancora oggi, gli amici che frequentano la rete e alcuni blogger che stimo mi hanno manifestato il loro pubblico sostegno. Remo Bassini, Stan (Marina), Zop, Antonella Pizzo (per la recensione soprattutto),Massimo Maugeri, li ringrazio molto per la fiducia e l'amicizia.

Ieri sono caduta ai piedi di San Francesco. Lunga (perchè sono lunga) e distesa (perchè sono caduta dal motorino). Ho preso una rotaia del tram, inutilizzata e presente sulla pavimentazione, in curva, in Piazza tricolore come in molti altri punti di Milano. Dietro a me arrivava un autobus, linea 54. L'autista mi ha scansata e ha tirato dritto. Poi, due motociclisti, si sono fermati. Mi hanno soccorso. Sto bene, contusa e grata. Lui, San Francesco, con le grandi braccia allargate, piene di piccioni, mi guardava da lassù. Segni e destino. Anche la farmacia era a cinque metri dall'atterraggio. Ho la testa per aria. Ma sono salva. Ora si è scatenata la furia della Famiglia per togliermi il motorino a vantaggio di una specie di triciclo motorizzato che dovrebbe evitare le rotaie del tram. Vedremo come va. Volevo ringraziare qui il signore adulto con la giacca Belstaf e la moto che si è fermato e mi ha accompagnata nella mia ripresa dei sensi e ritorno alla normalità. Mi ricordo che ha detto proprio quello che avrei voluto sentire: che non mi ero fatta male, che neanche il motorino si era rotto, che neppure il cappotto era bucato e che se questa era la prima caduta in moto della mia vita mi era andata un gran bene. Di stare stranquilla. Grazie, insomma. Quello che non capisco ancora è perchè penso continuamente che questa caduta sia stata provvidenziale. Non è per l'esito, credo, ma per qualche strano e contorto meccanismo mentale che mi porta a pensare allo sblocco. Magari è così. Vedremo.

Sta per andare on line una bellissima avvenura. Non posso ancora dire nulla di preciso ma solo che da un mese e più sono completamente assorbita da questo progetto. Se vi piace leggere (e scrivere) sarà bello, molto bello. E intelligente, anche. Parla di libri, ovviamente.

Infine, con Dalla parte del torto, sarò a Genova, al Festival del crimine, in Piazza Stella (vicino all'Acquario) venerdì 16 alle 18. E a Rozzano con due compagne d'eccezione, Barbara Garlaschelli e Nicoletta Vallorani, e Tecla Dozio che ci processa, lunedì 19 alle 21, biblioteca di Rozzano (molto bella), in via Togliatti.

postato da: labuccia alle ore novembre 15, 2007 08:37 | Permalink | commenti (13)
categoria:libri, leggere, presentazione, , grazie, tecla dozio, dalla parte del torto
martedì, 13 novembre 2007

DAGLI AL DIVERSO!

Perchè sia ben distinto da noi, fortemente distinto e non assimilabile. Quanto più è fuori da me tanto più sono al riparo. Generico cosmico, ma con varie cose da leggere sull'argomento. Lo è per i malati di mente, come per i "popoli violenti", ma noi no, non siamo così. Dagli all'untore, allora.

Da leggere in giro c'è tanto ma tutti, o quasi, della stessa opinione.

Oggi mi va di segnalare questo pezzo che mi ha mandato Grazia Verasani e che Tecla ha postato sul suo sito. Vorrei parlare anche di Grazia, di come la sento io.

Lo farò.

Sono immersa in letture dalla parte delle donne e non ho uno stato d'animo sereno. La rabbia anzi, mi sta togliendo anche il sonno. Avrei voglia di raccontare episodi visti e vissuti, ma ancora non riesco a oltrepassare la soglia del pudore. Allora scriverò, oggi, finalmente dopo tanto tempo.

buona giornata, Milano è limpida e il sole è luminoso.

 

postato da: labuccia alle ore novembre 13, 2007 08:40 | Permalink | commenti (2)
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sabato, 10 novembre 2007

ROMENI O RUMENI?

mentre scrivevo questo, un anno fa e più, avevo un rovello. Tra le persone vicine a me c'è una ragazza, 26 anni, sa tre lingue (compresa la sua), è laureata e passa molto del suo tempo con un bambino di mia conoscenza. Io, abbastanza informata, di solito, confondevo i Rom con gli abitanti della Romania che chiamavo, senza pensarci, rumeni. Lei mi ha corretto. "Noi siamo Romeni, con la O. Non siamo zingari, Rom, tanto che il governo del mio paese propose una volta, di chiamare gli zingari Rum (che suona come il rhum), per distinguerli da noi". Da quel giorno per me sono romeni gli abitanti della Romania e mi aiuta anche il Devoto Oli, dando per la verità, tutte e due le possibilità romeno o rumeno. Ma siccome sono italiana, la mia derivazione (suggerita sempre dal Devoto) è definitivamente Romanus (che rimanda alla dominazione romana, tra l'altro), dunque romeni senza dubbio. L'ho scritto anche nel libro. Mi sembrava una semplice nota di colore. Una precisazione. Mi accorgo ora che non è così.

Se ne parla in giro e le parole, si sa, sono importanti. Ma la cosa più intelligente l'ho sentita qui, detta da una donna. "Un uomo che ha ammazzato una donna" si dovrebbe dire più che la nazionalità, il paese, la regione, le coordinate geografiche. Quell'uomo che ha ammazzato una donna, continua a risuonare. Spostiamo l'attenzione continuamente da lì. Invochiamo il razzismo, piuttosto. Ma il problema è ancora la violenza di cui l'umano genere maschile è capace. L'assurda capacità dell'uomo di massacrare il suo per nulla simile, la donna, di infierire sul più fragile, perché ci vuole tutta la meschinità e la pochezza di un'esistenza fallita e brutale per annientare un essere capace di generare. E questi uomini dei giornali e delle chiacchiere che ne parlano scagliandosi contro la società dei poveri o dei ricchi, invocando il dopoguerra e il come eravamo, mi fanno credere sempre più che la strada da fare sia ancora lunga. Invece di parlare di sè, (capaci, i migliori tra loro, di salvare tre donne sole in una vita, la mamma, la figlia e talvolta, non sempre, la moglie), invece di parlare di sè invocano l'altro. Un untore qualunque, sia esso il romeno, il rom o chi si scaglia su di lui. In un'infinita catena di scarico di responsabilità.

Così ho pensato alla mia giornata di oggi. Ho visto la ragazza romena di 26 anni che mi ha detto: "Ma che cosa tremenda questa che sta succedendo. Il fatto è che siamo in tanti qui in Italia, percentualmente anche i maschi romeni delinquono quanto quelli italiani o del resto del mondo. Sai, bevono da noi, e quando bevi poi, non ti controlli". Ha detto così, semplicemente, e come la più semplice delle considerazioni l'ho trovata una conferma. Il non ti controlli, l'aggressività che percepisco e che mi spaventa, proveniente dal genere umano maschile. Che solo in stato di veglia, di sobrietà esistenziale (dall'alcool come dalla sofferenza), è in grado di tollerarci. La paura legata a talune esperienze del passato che non si possono dimenticare e che molte donne come me, hanno avuto. A questo penso quando succedono, ancora stupri e omicidi. A quanta fatica hanno fatto le nostre madri. A quanta dobbiamo deciderci a farne ancora noi. Perchè non siamo al sicuro e questo sì, mi fa una gran rabbia, mi blocca e mi fa paura. L'unica speranza è proprio il modo che le donne hanno in questi giorni di interrogarsi. Non parlano di razzismo o di manierati modi di intendere la povertà, il diverso, o cosa, non si appellano all'intelletto come potrebbero, ma ritornano all'eterno tema della violenza, del rispetto, delle pressioni psicologiche e del dominio. Se gli uomini non giocano a fare la guerra stuprano.

postato da: labuccia alle ore novembre 10, 2007 20:40 | Permalink | commenti (6)
categoria:romeni, violenza sulle donne
mercoledì, 07 novembre 2007

LA BREVE LISTA

delle cose luminose: il nuovo libro di Remo, La donna che parlava con i morti, Newton&Compton

il nuovo libro di Mariano Sabatini, altri Trucchi D'autore, Nutrimenti (dove compare anche un'intervista a... ;o)

il film Le vite degli altri, visto in ritardo ma assai meritevole di essere visto

le belledonne

questa emozionante cosa qui ;o)

e quella ancor più breve delle cose buie:

gli umori d'autunno, scritti bene qui

le mie letture del fine settimana (escluso Olivieri, che continuo a cercare e forse qualche notizia sta arrivando).

le foglie che cadono

il freddo

le polemiche sterili.

postato da: labuccia alle ore novembre 07, 2007 13:18 | Permalink | commenti (6)
categoria: , dalla parte del torto, viadellebelledonne
sabato, 03 novembre 2007

IN LETTURA E RILETTURA

In corso:

Un'ombra fuggitiva di piacere, Costantinos Kavafis, Adelphi.

Il quadrato magico di Durer, Giacinta Caruso, Flaccovio.

Più lontana della luna, Paola Mastrocola, Guanda.

Chi ne sa qualcosa alzi la mano e mi dica la sua, se preferisce anche in privato.

Fuori corso, ovvero gustose riletture:

Dunque morranno, Renato Olivieri, Oscar Mondadori

buona domenica, che vi auguro meno impegnativa della mia...

 

postato da: labuccia alle ore novembre 03, 2007 14:01 | Permalink | commenti (2)
categoria:libri, lettura, renato olivieri