venerdì, 28 settembre 2007
HA RIPRESO A FARE ACQUA DAL TETTO... QUESTO MI METTE DI PESSIMO UMORE. STASERA DEVO ANDARE A UN MATRIMONIO DI UN FUTURO SPOSO SIMPATICO. QUESTO MI FARA' CAMBIARE L'UMORE, SPERO. DOMENICA SONO DA CROVI A TUTTI I COLORI DEL GIALLO. IN DIRETTA ALLE 13, RADIORAI2. SEMPRE DOMENICA ALLE 18 SONO A MONTICELLO BRIANZA OSPITE AL FESTIVAL LA PASSIONE PER IL DELITTO. STOP. UN ABBRACCIO ELISABETTA
postato da: labuccia alle ore settembre 28, 2007 13:20 | Permalink | commenti (8)
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mercoledì, 26 settembre 2007

DEI TAXISTI parte terza e Della casa degli Artisti

Troppi taxi in giro per Milano oggi. C'è scritto sul Corriere. Ma c'è anche la moda. E come fai senza la moda? Ho avuto notizie importanti in questi giorni. Apre Margiela in Via Spiga. La Burani fa vestiti pieni di tasche. Tornano i pantaloni alla pescatora e quelli a zampa. Il taxista dell'andata mi aveva detto: "Bella gente sale sui taxi, sa?". "Tipo?" chiedo io. "Vieri, se lo ricorda Vieri?". "Sì, certo che me lo ricordo, intende quando giocava al Milan?". "L'ho portato da Nobu, si vedeva lì con Maldini. Gli ho detto: <Attento stasera che si gioca contro l'Inter. Sarà dura>. E lui ha risposto: <Lascia stare va'... sono tutte dure>. Poi quando è sceso due ragazzi sono saliti al suo posto e io gli ho indicato Vieri. Questi sono scesi di razzo per l'autografo e se ne sono andati dietro a lui. Mi ha fatto perdere la corsa, Vieri".  Aspetto un po', poi chiedo. "Ma poi chi l'ha vinta quella partita?". "L'Inter", fa il taxista. Non proseguo nella conversazione.  

Il taxista del ritorno invece. Ha iniziato a parlarmi della moglie. "Quando ci siamo sposati era una gran f**a. Gonne corte, tacchi alti. Capelli lunghi biondi fino a qui, tutti pettinati, lisci", fa un segno ma è troppo buio allora immagino una lunghezza a metà schiena. "E poi si metteva bene, truccata, ma non tanto, quelle troppo non mi piacciono. Ci siamo sposati con un altra coppia e in quell'anno siamo andati a 8 matrimoni compreso il nostro. Tutti sposati insieme. Che storia!". Ride da solo ma di taglio, infatti aggiunge: "Quasi tutti separati... e certo, prima le trovi così, che ti tirano dentro, poi diventano delle robe inguardabili, sempre incazzate, che si lamentano e vogliono la loro autonomia...". Poi si gira: "Ti spiace se fumo?". Non ho neanche risposto che già aveva acceso la sigaretta. Tiro giù il finestrino. "La mia voleva due figli. Eccoti servita. Dopo due anni, vuole tornare a lavorare. E i figli? Mi ha detto che sono di tutti e due. Ma mica un lavoro part time, tutto il giorno! Che c***o, mi tocca andare io a prenderli a scuola. Ho dovuto scegliere il turno di notte, così di giorno posso stare coi bambini. E la sera? Torna che è una furia. Sfatta, si mette in ciabatte, la crema in faccia, sai quelle cose lì... per fortuna che io esco a lavorare. E adesso che torno? Sai cosa trovo? Tutti che dormono schiantati e un c***o di niente in frigo da mangiare. Non so per quanto reggo. Anche se divorziare costa troppo e quella si tiene pure la casa. Dove c***o vado io?". Silenzio e semaforo. Prostituta a sinistra. bar tabacchi ancora aperto. Riprende: "Ieri sera che ero a casa è uscita con le amiche, <visto che sei a casa tu me ne vado io> ha detto. Con le amiche a fare cosa? A dire s*******e. perchè cosa fate con le amiche di solito, voi?", e mi guarda dallo specchietto. Che faccio? Devo rispondere? Se rispondo come mi verrebbe lo insulto. Se come mi detta la prudenza cerco di glissare. "Dipende dalle amiche". Bene, se ne sta zitto per almeno tre minuti e siamo solo a metà della strada...

continua...

Vogliono sgomberare la Casa degli Artisti a Milano (sono certa che la gran parte dei milanesi non sa nulla di lei). E' un insulto alla cultura e alla memoria. Ma a Milano la cultura e la memoria interessa a pochi. Tutta la mia solidarietà a quel posto magico e agli artisti che ancora lo abitano, che mi hanno aperto la porta di casa, mi hanno fatto vedere i loro lavori, mi hanno raccontato storie che si tramandano solo con le parole. Ho conosciuto tardi questo luogo ma subito ho capito quanto sia stato fondamentale per Milano e come sia doveroso recuperarne il valore. Per Milano intendo, non per chi pensa di azzerarne l'identità. (Che mi stia arrabbiando al punto giusto per scrivere un altro libro?)

postato da: labuccia alle ore settembre 26, 2007 09:48 | Permalink | commenti (1)
categoria:milano, notte, taxisti, milanonera, casa degli artisti
lunedì, 24 settembre 2007
DEI TAXISTI parte seconda. Cinque minuti prima o forse dieci. Il taxista parlava in viva voce con una delle sue amanti: "No, non posso venire a prenderti, ho caricato una tipa (che sarei io) che va verso casa mia. Ma domattina sicuro ci vediamo". La prima amante: "Mi avevi detto che passavi da qui stasera, c***o, adesso mi tocca pure prendere l'autobus, sei un vero c******e". E lui ci mette un carico e inzia a insultarla, ma poi finiscono ridendoci su. Io un po' meno e già dentro mi sale l'onda della ribellione e di quel desiderio moralizzatore delle coscienze che tante volte mi ha messo nei guai. Finisce la prima telefonata, siamo fermi al semaforo, si gira verso di me e dice: "Sa, mi sento poeta stasera". E io rispondo: "Ah...", e strozzo il resto in gola prima che sia tardi. Riparte e squilla il telefono, prima di rispondere mi guarda dallo specchietto retrovisore e dice: "E' la seconda, stai attenta". Sto attenta. Anche perchè la strada non è quella che conosco io, sta allungando di proposito? Sta sbagliando perchè è sotto l'effetto di qualcosa? Dubito ma non esplicito. Intanto parla la seconda: "Allora? Ci vediamo?". "No" fa lui, "La tizia qui dietro va dalle mie parti, rientro". "E quando ti fai vivo?" riprende la seconda. "Non so, quando mi pare. Adesso ti saluto che ho da fare". Poi guarda nello specchietto e aggiunge a me, la tizia, la tipa: "Adesso ho finito, finalmente". Gli dico che sta sbagliando strada e lui mi dice che sa fare il suo lavoro. Taccio e guardo, tenendo la mano sul cellulare. Lui, allora, inizia a parlarmi di sua moglie e io gli concedo di farlo, pensando che un po' di psicoterapia spicciola, da taxi insomma, gli avrebbe giovato, ma qui ho fatto il mio primo errore... continua...
postato da: labuccia alle ore settembre 24, 2007 21:21 | Permalink | commenti (6)
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mercoledì, 19 settembre 2007

Dei taxisti non si sa un bel niente.

Due in una sera, non mi capita spesso. ORE 20.30. Il primo era reduce da una corsa con a bordo un transessuale. Era rimasto evidentemente molto colpito perché non parlava che di questo. Soprattutto era stupito di non averlo capito subito. "Sa, non mi ero accorto che era uno con tutte e due le cose". Come avesse fatto ad accorgersi dell'esistenza di "tutte e due le cose" non è stato specificato. Il taxista era genere quadrangolare, con i capelli tagliati come da un tagliaerba, la camiciola azzurra con le maniche corte che fanno aletta, le mascelle, appunto, ad angolo retto. Andava adagio e sbagliava strada. Per arrivare da casa mia a Corso Sempione, ora della partita del Milan con la città semideserta, ci ha messo quasi 40 minuti, passando persino davanti alla caserma dei Vigili del fuoco di Via Messina. A me i taxisti fanno ridere e fanno paura. Da quella volta in cui un finto taxi mi caricò verso il Giambellino e prese una strada sbagliata ma voluta apposta, che andava verso i campi. Per fortuna era ora di punta, la macchina è rimasta in coda e io ho aperto la portiera e sono scesa. Su un cavalcavia e non c'erano ancora i cellulari. Ma ero sveglia e sono scappata. Ieri sera mi aspettavo l'invettiva contro i trans, invece non è arrivata. Solo è arrivato il goal del Milan e il taxista, milanista, mi ha detto: "La tengo su ancora un po' così magari segnano di nuovo". Ma non l'ha fatto. ORE 24.45. Al ritorno, quasi molto tardi, oltre ad aver dimenticato le chiavi di casa dalle amiche, ho trovato un quarantenne fedifrago, che mandava sms dalla macchina alle due amanti. "Due sai, perchè una è un rischio". Gli ho chiesto che rischio. E' partita la storia della sua vita. Due figli, la moglie che non vuole più stare a casa e lavora tutto il giorno, lui che deve fare "le cose da donna" al posto della moglie, i loro amici, sposati in 8 tutti lo stesso anno, il '93, e adesso sposati in due. I soldi, che lui li usa per "campare la famiglia" mentre la moglie se li tiene tutti per sé. E intanto chiama le amanti. Una lo stava aspettando da qualche parte ma lui non sarebbe andato. L'altra l'avrebbe vista stamattina, dopo aver accompagnato i bambini a scuola. Poi quando siamo arrivati mi ha detto. "Mi sono dimenticato di attaccare il tassametro, cosa facciamo?". Sembrava una minaccia, poi silenzio... il resto ve lo racconto nel prossimo post.

 

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categoria:notte, taxisti, fedifraghi
martedì, 18 settembre 2007

I CANI NON C'ENTRANO

Soprattutto non c'entrano con l'imbecillità degli uomini. Per capirlo vi invito a leggere QUI . E vi invito oltremodo a disertare i GS. Non ho il potere di Beppe Grillo, ma se si sparge la voce magari...

Non c'entrano, proprio no, con la nostra distrazione. Il mio se ne stava dal Mario, che lo fa correre nel grande prato. Se ne stava bello tranquillo quando è stato male. Tanto male, ma non si capiva. Il Mario però l'ha capito subito. E l'ha salvato. Bravo Mario, ti sarò grata per sempre. L'ha portato dal veterinario che l'ha operato d'urgenza. Ora sono quasi otto giorni che non lo vedo, perchè il chirurgo ha detto che non ha mai visto un cane così ansioso. E mi ha proibito anche di andare a trovarlo. Mi ha detto anche che non c'entra il cane con l'ansia, che sono io che sono troppo ansiosa e lui è diventato come me. Però, credo, che domani o dopo, verrà a casa. Torna Max, torna da me!

Appuntamenti con il mio libro: Sabato 22, alla libreria Ubik di Voghera. Ore 17, Via Emilia 89. Mi presenta Antonio Armano.

Poi, il 30 Settembre, ci sarà il festival La Passione per il delitto. E sarò anch'io ospite. Più avanti i dettagli.

un saluto, e state bene

postato da: labuccia alle ore settembre 18, 2007 08:39 | Permalink | commenti (2)
categoria:vedere, leggere, presentazione, lettura, animalisti
giovedì, 13 settembre 2007

HANNO DETTO E DIRO'

Hanno detto, sì, sempre qualcuno dice. E dirò, come sempre non tutto, e non tutto insieme soprattutto. Omissioni è già per me un successo. Sto assistendo a paraculate tremende ai danni di amiche sincere. Che fare? Avvisare le amiche o astenermi? Per ora ho deciso di astenermi, perchè l'immagine di me che dico cose poco carine su terzi non mi piace per nulla. Ma chiedo consiglio. Giovanni dice che le amiche sanno già da sè distinuguere i leccalecca dalla sincerità e che non serve ulteriore spiegazione. Sono d'accordo con lui, per questa volta e in questo momento. Boh, vedremo.

Dicono, ad esempio qui. E ringrazio molto, molto. E poi, scrivono anche qui. Sono certa con il cuore. (Non riesco più a scrivere col, coi, etc... da quando Tecla mi ha fatto sentire il suono dell'alternativa, con il, con i).

Infine.

Sabato sera, alle 21, al Centro multifunzionale "Le radici e le ali" di Cuggiono, in Via San Rocco, 48, ospite di Lidia Gualdoni, presento Dalla parte del Torto, con Tecla Dozio e Eugenio Tornaghi, autore Todaro.

Stasera c'è Laura Bosio, domani ci sarà Valter Binaghi.

Se siete in zona vi aspetto.

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categoria:libri, milano, leggere, presentazione, lettura, libreria del giallo, dalla parte del torto
mercoledì, 12 settembre 2007

ANCORA SU RENATO OLIVIERI

Proprio ieri Albo andava a riprendere un post su questo blog, dedicato a Olivieri. Sincronicità. Proprio oggi, sul Corriere che hanno ripreso a recapitarmi, nella cronaca di Milano, rubrica "Cose dell'altro secolo", Franco Tettamanti scrive un pezzo su Renato Olivieri.

"Lui, Giulio Ambrosio, è una persona malinconica che non si stanca di osservare il mondo, per cercare di capire", scrive Tettamanti e queste parole sono la sintesi delle intenzioni di molti scrittori contemporanei che, come Olivieri, utilizzano il noir e il giallo per indagare il reale e l'immaginario torbido di cui siamo circondati.

Andate a leggere il pezzo di Tettamanti, che ringrazio qui, da parte di tutti gli estimatori di Olivieri.

buona giornata.

postato da: labuccia alle ore settembre 12, 2007 09:06 | Permalink | commenti (3)
categoria:libri, milano, leggere, lettura, renato olivieri, milanonera, tettamanti
martedì, 04 settembre 2007

OGGI

Oggi il mio mantra è dettato da febbre alta e raffreddore. Suona lento e ripetitivo. Stride con gli obiettivi. Scardina le consuete sicurezze. Passa da letture estive che hanno lasciato perplessità e domande. Spinge l'anima a rasserenarsi e rassegnarsi, dove può. Cerca di nascondere il corpo. Vuole esserci ma scalpita per il contrario. Dice di sì ma vorrebbe dire molti no. Dice di no. Ma spesso è sì. Sa di non piacere perchè non si può sempre piacere a tutti. Sa di piacere e non vorrebbe piacere. Cerca conferme. Disattende ordini e configurazioni. Chiede accoglienza. Nega perdono. Apre nuove vie per riconciliare. Vorrebbe riunire, ricollegare. Ascolta con difficoltà. Non parla. Non dice. Non racconta. Tappa le orecchie alle superfici scivolose. Ritma richieste. Domanda. Aspetta. Sa che la pelle sta sfuggendo. Cerca la secante del personaggio principale. Si nasconde dietro a un progetto di scrittura multipla. Continua ad Amare. Ama in continuazione. Ama chi non dovrebbe. Ama chi non se lo merita. Non percepisce rughe. Non arriccia i capelli. Si veste. Si muove. Rimuove il nero. E alla fine forse, una tachipirina. O il ferrum fosforicum, con la belladonna.

state bene, voi.

 

postato da: labuccia alle ore settembre 04, 2007 15:40 | Permalink | commenti (8)
categoria:anima, rughe
sabato, 01 settembre 2007

CIAO, SIGNOR RAFFAELE CROVI!

Mi associo al saluto che Tecla fa a Raffaele Crovi sul sito Gialloandco. Da oggi i giallisti italiani sono un po' più soli.

Elisabetta

postato da: labuccia alle ore settembre 01, 2007 13:34 | Permalink | commenti
categoria:libri, milano, leggere, , lettura, libreria del giallo, raffaele crovi