mercoledì, 25 luglio 2007

ADOLGISO

Due segnalazioni veloci, un sito interessante e da leggere. Cercando dalla parte del giallo, in Cosmotaxi, si parla anche di faccende private (ma di pubblico dominio).

La festa d'estate alla Libreria del giallo. Intervenite numerosi!

Dalle mie parti c'è un sole splendido, ma fa veramente freddo!

state bene.

postato da: labuccia alle ore luglio 25, 2007 10:24 | Permalink | commenti (2)
categoria:libri, , libreria del giallo, dalla parte del torto
giovedì, 19 luglio 2007

TRE RECENSIONI

LA PRIMA

LA SECONDA

LA TERZA

tre grazie!

postato da: labuccia alle ore luglio 19, 2007 10:58 | Permalink | commenti
categoria:recensioni, libri, milano, leggere, , lettura, dalla parte del torto
martedì, 17 luglio 2007

LA DANZA DELLA REALTA'

Che in realtà è il titolo di un libro di Alejandro Jodorowsky. Ma più che realtà parla di immaginazione. Quel tipo di immaginazione che solo i bambini hanno mantenuto, grazie al loro disincanto, all'ingenuità, alla semplicità, alla purezza. Non tutti i bambini, però. Alcuni sono già inquinati. Alcuni li sottoponiamo a quell'immaginario orrendo che ci siamo costruiti, noi adulti per noi stessi. Mai come in questi giorni estivi, ho frequentato i tremendi parco giochi, deliziosi luoghi "altri" dove i piccoli si trastullano alienati da giochi disgustosi e stupidi. Salire e scendere, questo è il concetto base. Ripetuto in tutti quegli affarini dove, facendo pure la coda, si ripetono ossessivamente gli stessi gesti. Maschietti piccoli che urlano "io ti uccido", bambine sinforose cinquenni che giocano alle veline, giocattoli inutili di plastica che divengono l'oggetto più desiderato. Urla isteriche, versi da animali in gabbia, pugni sul naso, i maschi alle femmine. Il tutto da bimbi di età compresa tra i due e i sei anni. Wow! Rifuggo questi luoghi alienanti per un bosco significante. Ma la fatica è doppia. Perchè lì, dove niente è precostituito, serve spiegare, parlare, dire. E soprattutto serve silenzio. Allora ho riletto Jodorowsky, e per sedare la mia rabbia, l'ansia e la repulsione generica cosmica, ho applicato l'immaginazione attiva alla mia reltà. Ho fatto finta di essere un pino, un sasso, una montagna, il fiume, il ranuncolo, il cavaliere solitario. E non ridete, perchè l'effetto è forte. E i bambini lo sanno, perchè se di loro si fatica a dire, se in loro esiste davvero quella crudeltà inconsapevole, sono gli unici, in questo momento, capaci di ribaltare i piani della solita e consueta realtà. Basta non fare finta che vada tutto bene, gli ottimisti idioti, i positivisti gratta rogne. Ecco basta prendere atto che tutto è infinitamente doloroso e a volte, però, splendido. E soprattutto, quel che conta, è l'esistere dell'immaginazione. Senza sarebbe il camino che fa fumo.

Buona giornata, che ho saputo molto calda in pianura.

postato da: labuccia alle ore luglio 17, 2007 09:18 | Permalink | commenti (6)
categoria:bosco, jodorowsky
mercoledì, 11 luglio 2007

DIRE GRAZIE NON E' SEMPRE UN ATTO DOVUTO (da leggersi in apnea, ma è corto e scorre veloce, forse non sarà sempre del tutto chiaro ma così è).

Sensibilita' acute, dolori perimetrali, sinapsi accese forse troppo, attenzione spasmodica al dettaglio, e timori e paura e fasi alterne e bruciature e pensieri e soprattutto tanti punti di domanda. Non so perchè ostinati nullafacenti possano insinuarsi così tanto i miei pochi spazi liberi, mentali e temporali, non ti curar di loro ma guarda e poi dimentica, lo dico ma non sempre riesco efficacemente. Solo questa volta ho deciso di non essere affatto masochista e se nella precedente puntata ho segnalato tutto il bello e tutto il brutto ora seleziono. Solo il bello per me, solo il bello. I limpidi, gli onesti, i sinceri, i trasparenti ma soprattutto quelli che lavorano. Quelli che fanno non che rosicano, che sbavano, che smaniano e tirano giù chi ci prova.

Qui piove fa freddo e ogni tanto non riesco a connettermi, il freddo rende tutto più chiaro, sto crescendo, finalmente. Questo sì, me lo devo. E' finita l'epoca d'oro della considerazione per tutti. basta. Sappiatelo, se non mi sentite più è per questo. sono generosa, comprensiva, accomodante, ma non autolesionista o peggio qui a farmi bersagliare dalle vostre sfigatissime puntine private e pubbliche. E so che sapete voi, che è a voi che sto parlando. E vergognatevi, pure.

ps: sto leggendo l'ultimo di Fois. Vi dirò (a tutti gli altri).

I Grazie, questa volta, solo a chi se li merita.

postato da: labuccia alle ore luglio 11, 2007 14:58 | Permalink | commenti (11)
categoria:libri, leggere, , lettura, grazie, fois
venerdì, 06 luglio 2007
Sempre con il computer vetusto che non mi riesce di portare ad alti livelli. Dunque incapace di inserire link, o simili, nella speranza che a Settembre ZOP mi faccia una superconsulenza per riuscire a evolvere e dunque poetr dare a questo blog perennemente in costruzione mentale più mentale che reale, come fosse la casa nuova che aspetti sempre a invitare perchè non è mai abbastanza a posto, ma poi chi ti vuole bene e chi non vede l'ora di spiarti viene ugualmente, di soppiatto e guarda e giudica che non è abbastanza a posto o abbastanza in tinta o abbastanza GIUSTA o abbastanza elegante, o abbastanza profondo o non aggiunge contenuti un uso della rete sommario non filosoficamente in linea con i dictat dei guru e non aggiunge contenuti possibilimente di sn ma anche se serve senza appartenenze, coi link giusti anche loro, ma io, lo confesso qui, non linko nessuno perchè altrimenti c'è sempre quel tipo o tipa che mi segue da tutte le parti e poi mi manda mail private per dirmi che sa dove vado a commentare oppure qualcuno pensa cose strane sul perchè vado da lui e allora crede che. Allora abbasso i link che dimostrano le amicizie. Quelle vere, o verosimili, torno sempre lì, disinteressate e appassionate, ancora torno lì. Tanto ormai lo sanno tutti chi è amico di chi. O no? Comunque senza link per via del vetusto segnalo un post che mi riguarda e dove volendo si può esprimere un'opinione senza esser giudicati purchè nel risptto dell'educazione e possibilmente firmandosi che ultimamente sento dire cose sui NICK, ma distinguerei la rete psicologica e psichiatrica da quella letteraria o pseudotale, la prima vivanick la seconda sei quello che sei, che ti piaccia o no. O no? Che non si parli di libertà però, alrimenti la rabbia raggiunge ragguardevoli successi, la libertà è la faccia che parla, ogni faccia con le sue parole. L'anonimato non rende liberi, è un'illusione. Solo quella. E' terapeutica dice lo junghiano che frequento, perchè ti aiuta a esprimere la rabbia senza esporti. Ma non guarisci, è sicuro. Stai bene dopo per un'ora, un giorno o venti minuti. Se lo fai tutti i giorni risparmi sull'analista. Lo teorizzavo più di venti anni fa. Un'altra volta, quando il salotto è a posto. Dicevo il link, mettete in google LETTERATITUDINE, (nel frattempo ho cambiato computer e ingrandito il carattere e linkato letteratitudine) ultimo post su DANTE, non sono io. Ho il naso decisamente più bello ;o). Il post prima. Sono io. Nel bene e nel male. Con sinceri auguri di buona estate perché questo è il periodo più difficile dell'anno sempre contenta di avervi di passaggio o stanziali e sempre estremamente in trasloco, fuori posto, senza tappeti, con mobili in restauro e precarietà esistenziali e mentali. state bene (e GRAZIE) elisabetta
postato da: labuccia alle ore luglio 06, 2007 11:16 | Permalink | commenti (17)
categoria:libri, scrittura,