sabato, 16 giugno 2007
assenza momentanea non definitiva inevitabile ma torno presto. state bene grazie elisabetta
postato da: labuccia alle ore giugno 16, 2007 10:07 | Permalink | commenti (3)
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domenica, 10 giugno 2007

E' un po' che non dico Grazie.

Intanto è tornata la stagione. Fa caldo. Ho appena tenuto un corso di scrittura. Andato bene. Alta qualità dei partecipanti. Grazie.

Iniziano ad arrivare pareri sul libro. Il mio, intendo. Grazie.

Il Corriere di oggi ha pubblicato la lettera partita dalla Libreria del Giallo per Aleriva. Siamo stati in tanti a firmarla. Che sia innocente. E ringrazio se lo sarà. Come spero. Anche lui fa parte della mia storia di scritture.

Ho ricevuto notizie da un'amica lontana cui ho voluto e voglio molto bene. Ciao Orni. Grazie di essere tornata.

Sento intorno a me l'ansia di "esserci". Devo approfondire il concetto. Lo farò ma è difficile. Però ringrazio. Perché ho la sensazione che all'appello delle mie moltissime ansie questa manchi. Grazie.

Buona domenica a tutti.

 

postato da: labuccia alle ore giugno 10, 2007 17:46 | Permalink | commenti (8)
categoria:grazie, libreria del giallo, dalla parte del torto
mercoledì, 06 giugno 2007

PERDONO (ossessione due)

Ho letto più giornali stamattina. Sono scossa. Lo dichiaro. Ma aggiungo anche, non dirò il perchè. Sono anche turbata (basta poco, di solito). Sono amareggiata, triste e pure arrabbiata. Ho fatto qualche telefonata. Una a buon fine. Ne ho parlato. Ho percepito le stesse emozioni dall'altra parte. Ne parlerò, quando sarà il momento. Ne parlerò, forse. Allora, nel frattempo, medito su questo.

"Non do il mio perdono spinto dalla debolezza o da uno spirito di adattamento, ma al contrario spinto dalla forza e dalla libertà. Se non perdono, l'altro continua ad avermi in suo potere. E' lui che decide i miei pensieri e sentimenti. Il perdono mi libera dal controllo che l'altro esercita su di me!.

"Non è sufficiente non uccidere fisicamente l'altro. Dobbiamo stare attenti a non ucciderlo con i nostri pensieri e con le nostre parole, a non uccidere la sua reputazione, a non rifiutarlo così da non permettergli più di vivere con dignità".

Anselm Grun, L'arte di perdonare, Ed. Messaggero Padova.

La nostra è una società che non sa perdonare, io non so come si fa a perdonare. Questo è il tema della mia riflessione.

postato da: labuccia alle ore giugno 06, 2007 10:04 | Permalink | commenti (6)
categoria: , ossessione, perdono
venerdì, 01 giugno 2007

OSSESSIONI (TRANSITORIE).

Gli occhi. "Parlare, scrivere non è vedere. Da qui il mio timore quando vedo lo scritto passare al visibile. persino la letteratura a voce alta mi risulta penosa."  M. Blanchot.

La lista di oggi parte da qui. Dagli occhi. Che non sempre sono sani. Non sempre vedono bene. Non sempre vedono. Il mio dismorfismo, per esempio, deforma le immagini del corpo. Vedo un corpo grasso, ma in realtà è magro. Vedo un viso simmetrico ma non lo è, e viceversa. Vedo un cosa bella ma la verità non la so. Chiedo spesso (anche agli estranei, è una domanda ricorrente): Ma lei/lui (che non sono, presenti) è bello/a? Dico spesso, ad alta voce e in pubblico: Come sei bella! Ho immagini di bellezza e vorrei che tutti dicessero: Sì hai ragione, è bellezza questa. Proprio come la vedi tu. Invece, spesso, quasi sempre, nessuno dice. Metto in imbarazzo, lo so. Ma in realtà (anche questo lo so da tempo) sono io in imbarazzo. Sempre, di fronte alla bellezza che vedo. Quella che vedo io, sto dicendo. Non la Bellezza sicuramente tale. Ma non sto parlando della soggettività della bellezza.  Sto dicendo di quella del mio vedere altamente e altalenamente dismorfico. Che corrompe talvolta, a volte invece enfatizza. Per questo, da sempre, sono ossessionata dalla bellezza. E scrivo quasi sempre partendo da lei. Che è assai fragile e senza sicurezze. Cioè, io non saprei dire di qualcosa che non è davanti ai miei occhi, così come sono in quel momento, più o meno dismorfici, capaci di paragonare in diretta, non saprei dire a memoria: "sì, è bella!". Non lo direi mai. Non posseggo il ricordo della bellezza. Solo se lo scrivo lo posseggo. Perchè scrivo un'immagine di bellezza. E posso rileggerla. non servirebbe riguardarla, sarebbe un'altra cosa. Sempre per via dei miei occhi. Mi affascina l'idea di poter trattenere una sicurezza di bellezza in memoria. Ma non sono capace. Non mi è possibile. Non è nel mio genetico essere.

Queste righe sono per spiegare perchè sono "automatica" nell'esaltare l'attimo, raro ma esistente, in cui il mio occhio dismorfico vede la bellezza. O il mio occhio sano, che a volte, dicono, può diventarlo. Purtroppo per dire queste cose ho dovuto parlare di me, della mia scrittura. Mi scuso di questo. Come mi scuso, sinceramente, se non ho valorizzato bellezze reali che non ho colto nella loro oggettività profonda. In quel caso il mio occhio era accecato e non poteva vedere. Troppa bellezza gli fa male e si difende.

buona giornata.

postato da: labuccia alle ore giugno 01, 2007 09:54 | Permalink | commenti (5)
categoria:vedere, scuse, bellezza, occhi, blanchot