giovedì, 29 marzo 2007
PENELOPE
Grazie per chi si avvicina a questo blog. A questo tema che continuo a proporre. Alle mie posizioni. Alle ansie. Alla ricerca di qualcosa da fare per chi sta peggio di noi. Molto peggio. Contro i luoghi comuni. Contro le solite storie. I bambini spariscono ma non per loro volontà. I bambini vengono portati via, chissà dove, chissà da chi. Come stanno adesso? A cosa pensano prima di andare a nanna? Come vivono, se vivono, le loro giornate? Queste sono le mie domande, a me stessa e a chi ha voglia di chiederselo.
Il post di oggi è per Penelope, mi verrebbe da dire la sola cosa buona che ho trovato da proporre sull'argomento. Ma spero sia solo per la mia ignoranza. Perchè non so tutto quello che si fa ogni giorno per questi bambini e per i loro genitori. Per questo, mi auguro, che qualcuno me lo racconti. Al più presto.
buona giornata
martedì, 27 marzo 2007
BAMBINI SCOMPARSI
Buona giornata a tutti. Non so se a qualcuno interesseranno i miei prossimi post, ma per evitare di annoiare o far perdere tempo avviso che saranno soprattutto sulla scomparsa dei bambini. Inizio con il dire che il tema mi ossessiona, non mi fa dormire ormai da tempo. Mi fa stare sempre in allerta. Mi chiedo come sia possibile convivere per sempre con questa paura. La paura che un bambino possa sfuggire per un solo istante allo sguardo vigile del genitore, magari mentre sta svuotando il carrello alla cassa di un supermercato, magari mentre gioca ai giardinetti, magari durante un pic nic, magari, magari. La mia più grande paura è questa. La tremenda e continua tentazione di interrogarmi su cosa pensino o come stiano le madri e i padri di quei bambini, che ormai sono i bambini di noi tutti. Ora inizio questa mia "via crucis" personale invitandovi a fare quello che ho fatto io, cioé visitare alcuni siti. Rendervi conto di persona. Fissare bene nella mente le immagini, i volti, le proiezioni ortogonali in avanti di come potrebbero essere quei visi piccini, ora. E ve lo chiedo ma senza insistere. Se potete, ogni tanto, raccontatelo anche voi, sui blog, sui siti, nei forum. Se a qualcosa deve servire questo mondo virtuale che serva almeno a fin di bene, invece di buttare parole al vento, di seminare tempeste e perdere un gran tempo con stupidaggini, il mio sogno è una grande rete di assistenza, di aiuto, di coraggio. Qualche tempo fa anche Beppe Grillo sul suo blog, sollevò il problema, chiedendo tra le altre cose, di mettere le foto dei bimbi scomparsi sui cartoni del latte, o di pubblicarle sul suo sito. Ma per la privacy o qualcosa di simile, non si può. Quindi siamo veramente ancora in alto mare. Manca ancora la volontà, forse.
buona settimana
QUI e QUI e QUI
domenica, 25 marzo 2007
NON C'E' PIU' RISPETTO. Mi dispiace per la resa estetica dei miei post, ma il computer vetusto, che d'ora in avanti nominerò Il Vetusto, non mi permette di fare altro. Anzi è già tanto se riesco a scrivere (con accenti, apostrofi e tanto altro tutti sbagliati). Ma la tastiera non funziona, cioè schiacci un tasto e ne esce un altro. Non è colpa di quella bandierina a destra "pro". E' la vecchiaia che fa questi scherzi (quella del Vetusto, perchè io sono ancora garzoncella scherzosa). Insomma oggi piove, il rododendro viola ha deciso di fiorire proprio con l'acqua, e perderà i suoi bei bioccioli appena dischiusi. Si sciuperanno e mi dispiacerà. In compenso il melograno pare voglia stupirmi. E sono qui a lasciarlo fare. Ad aspettare fiori e frutti. E mentre le ortensie si sono riprese, il bambù si è alzato come un adolescente, e le portulache nuove fanno bella mostra di sé, mi interrogo sulla rete e dal mio "tazzebao" personale, che è nato perchè aggiornare il sito mi è assai difficile, il quale sito è nato perchè due amici me l'hanno regalato, i quali amici ridacchiano adesso perchè dicono che sono una tossicodipendentedirete per colpa loro. Mi interrogo mica su cosa sia un blog, che lo so bene, o un nick, la cui funzione terapeutica avevo già trattato sul mio primo saggio pubblicato su carta, (quando si iniziava a fare esperimenti web e i primi pionieri aprivano il loro diarietto o interfaccia o portale o varie simili). Mi interrogo sulla violenza scriptoria. Mai mi sarei immaginata di trovare in rete tutto quello che non si può dire, pensare, trattare nella vita. O meglio, se spostassimo talune polemiche che vengono spacciate per discussioni intorno a un tavolo di una trattoria, il minimo che potrebbe succedere è allungare a quasi tutti i commensali un numero di telefono: quello di un analista. Meglio, del più bravo che ci sia in giro. Credo ancora che la scrittura sia terapeutica, credo ancora di più che il blog sia la nostra interfaccia con un analista sempre collegato. Ma quello (come accade anche nella realtà) sta messo peggio di noi. Ne esce una sorta di terapia di gruppo alla verdone, che costa molto poco, il prezzo della connessione. Per questo vanno molto di moda i pornografi dell'anima. La moda viene ovviamente dettata dai tempi, un po' come quella della letteratura di "genere". Se l'epoca è nera, la racconto come la vedo, nera appunto. Se l'epoca è disturbata, sofferente e dolorosa eccomi qua con il mio intestino e le mie interiora esposte. (All'età di 24 anni misi in scena un testo dal titolo Interiora, dove venivano trattati questi temuncoli del dolore. La metafora erano animali al macello. Ma qualcuno potrà dire che non gliene frega niente della metafora, che il nocciolo va guardato così come mamma l'ha fatto. Allora potrei rispondergli che se non avviene elaborazione allora c'è sempre necessità di un analista... non lo dico io, o solo io. Ma molti. Anche sulla letteratura che è cosa ben differente dall'autobiografia. Demetrio docet. credo Raffaello Cortina editore). L'epoca è disturbata, ma qui, sulla rete, la malattia scorre a fiumi. Dico dunque evviva la rete, perchè compie un'azione psico-sociologico-riequilibrante. Nick che insultano, che predicano, guru zonali che diramano certezze, pillole di saggezza. E mi sa che ho ancora da scrivere su questo argomento. Ma oggi è domenica e ti porterò sul lago. Dunque vado a leggere perchè da domani riprendo a lavorare.
Ah, dimenticavo, ciao MariaStrofa. Ci sono rimasta male, ma di più per il Signor Mario.
Forse è il rispetto che manca qui sulla rete?
sabato, 24 marzo 2007
OGGI C'E' ASSOLUTAMENTE DA LEGGERE COSA SCRIVE MARIASTROFA (link MariaStrofa tra i miei preferiti a destra. Sono sul computer vetusto che non mi permette di fare nulla).
LA PENSO ESATTAMENTE COME LEI.
PURTROPPO E DOLOROSAMENTE.
ESATTAMENTE COME LEI.
BUONA DOMENICA
ELISABETTA
p.s. il rododendro rosso sta fiorendo.
Mi sa che vi consiglio anche il post pubblicato sul blog di Massimo Maugeri. Letteratitudine. Sempre nella colonnina dei link qui a fianco.
:o(
venerdì, 23 marzo 2007
GIALLO A BRESCIA
Qui il programma del festival del giallo di Brescia. Se a qualcuno piace (il) Giallo, lì c'è da tuffarsi senza paura.
Segnalo un incontro di domani, perchè tutti sarebbe impossibile. Il sagace e tagliente Mariano Sabatini (giornalista di Metro), presenterà il libro di Marco Bettini. In realtà vi segnalo più il primo protagonista che il secondo (anche il secondo però), perchè sono certa sarà una super presentazione. Se qualcuno ha occasione di andare mi faccia un report, che lo posto qui. Ore 18.30. (Leggete il programma dove ci sono tutti i dettagli).
Io non ci sarò a Brescia, il mio HH è un po' datato (per me è ancora un bimbo, ha solo un anno e mezzo). Ma...
buon fine settimana
martedì, 20 marzo 2007
PARCHI DI PACE
Un po' di pace in questa rete... (chi ha orecchie per intendere).
LISTINA NUMERO DUE: le più belle foglie nuove che rischiano di gelare con questo freddo sul mio terrazzo. Acero rosso grande, acero rosso medio, acero verde grande, acero verde piccolo. Melograno. Salice ritorto (è cresciuto pazzescamente). Lillà bianco. Bouganville. Clematis viola. Meline ornamentali. Hoste. Gerani rossi e viola (ma forse loro possono stare anche al freddo). Limone (non può farcela, occorre rimetterlo in serra).
Milano è gialla in questo momento. E anche un po' rosa e anche un po' viola. Giallo Forsizia o Forstizia. Rosa e viola Magnolia.
Milano tra un po' sarà bellissima. Bianca. Profumata di Tigli (che sono da tutte le parti, in tutti i parchi, e in molti viali).
Buona settimana, domani è primavera. Sono molto felice.
sabato, 17 marzo 2007
ORTI DI PACE
LISTINA NUMERO UNO: le piante in boccio e quelle che stanno fiorendo sul mio terrazzo. Azalee rosa, due cactus, erica rosa (?), limone, pompelmo, sono già in fiore. Rododendro, rosa rossa, gerani, pelargoni odorosi, melograno, gelsomini sono in boccio.
Ho scovato un sito molto interessante: www.ortidipace.org si scrive di piante, di fiori e di limitrofie. C'è calma e serenità in questo sito. C'è un'autentica scrittrice Pia Pera, che lo cura, come un orto vero, di pace.
Ho una forte passione per le piante. Per i parchi della mia città. Per i viali alberati. E per i miei terrazzi.
Buon fine settimana
Elisabetta
giovedì, 15 marzo 2007
AMICIZIA parte sesta. le origini. inizio la lista delle ipotesi. ipotesi 1. la competizione offusca l'amicizia. l'importanza del gruppo. la necessità di "fare la storia". il sogno di lasciare un segno.
"Bisogna aver voglia di fare la storia, una piccola storia che si costruisce nella tua classe. E' più interessante della Storia che non si conosce mai perchè viene trasmessa secondo la versione di chi è al potere e lo stesso evento così muta e diventa totalmente altro. Il gusto di fare la piccola storia, e la scuola diventa il luogo per esserne piccoli protagonisti, insieme, poiché sempre la storia è storia di gruppi e di ideali. Sognare di fare la storia e farla davvero insieme. Il sogno che permette di sopportare una cronaca impossibile. (...) Il gruppo attenua la fatica di vivere e insieme fa percepire che chi ti è vicino non è un nemico, ma uno che ti sente, ti capisce senza che tu debba fare spettacolo, meravigliando."
Vittorino Andreoli, Lettera a un insegnante, Bur.
martedì, 13 marzo 2007
DEDICATO A MARIOB. leggete e frequentate il suo blog, tra i miei preferiti, cartografi folli. Olè!
E’ uscito in questi giorni il primo libro pubblicato da
LE NUOVE MUSE

DA LA MECCA A QUI
Romanzo
a cura di Isabella Camera d’Afflitto e di Egi Volterrani
tradotto dall’Arabo da Elvira Diana e Marco Galiero
E' il primo libro pubblicato da Le Nuove Muse nuova casa editrice torinese e vuole rispondere all’obiettivo generale del progetto editoriale di colmare lacune evidenti dell’editoria italiana relative alle letterature emergenti ma marginali, come è appunto quella libica. La Libia, come paese di produzione culturale e letteraria in particolare, ha avuto diversi motivi di emarginazione: l’isolamento causato da un lungo embargo e dal regime politico, la conseguente "autarchia" persino sul piano linguistico, e — relativamente all’Italia — gli strascichi dei trascorsi coloniali.
In questo romanzo, aI-Nayhum ci offre una narrazione bella e originale. Il suo racconto ha una struttura avvincente, ondeggiante e trasparente come l’acqua del mare sul quale si avventura la barca di Mas’ud al-Tabbal, l’avventuroso negro pescatore di tartarughe marine.
Mas’ud ogni tanto teme di essere perseguitato dai fantasmi e dai ginn, ma non ci vuole credere, è uomo che vuole pensare con la sua testa. Beve vino per trovare forza e coraggio, però mangia polemicamente carne di maiale, e si scontra quotidianamente con il feghì, l’autorità religiosa del villaggio.
Mas’ud cerca Dio dentro di sé, non crede di poterlo trovare nel pellegrinaggio rituale a La Mecca: vuole trovarlo "qui".
AL-SADIQ AL NAYHUM,
Nelle sue opere due sentimenti si ripetono e, a volte, si sovrappongono: il dolore per la perdita precoce degli affetti familiari e la nostalgia per la lontananza dalla patria (gurba). Infatti, la sua formazione culturale, come quella di altri intellettuali libici della sua generazione, (tra questi lbrahim al-Kuni e Ahmad lbrahim al-Faqih) è stata influenzata dalla lunga permanenza in Europa.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:
al-Qurud: Le scimmie, 1975): romanzo. Mm qisas aI-atfal: Storie di bambini, 2002, raccolta postuma di racconti brevi dove l’intellettuale, in maniera sarcastica e metaforica, critica le contraddizioni della vita sociale e politica del suo paese. al-Hadith an al-mar’ah wa’l-dlyanat:Il discorso sulla donna e le religioni, 1966, saggio dove l’autore analizza la condizione della donna secondo le tre religioni monoteistiche, concludendo che la sottomissione della donna all’uomo è dovuta a ingiustizia umana e non a leggi divine. Min Makkah ila huna: Da La Mecca a qui, 1970, romanzo. Fursan bila ma’rakah:Un cavaliere senza battaglie, 1973, saggio. Tahiyyah tayyibah wa ba’ad:Cari saluti e poi..., 1973, saggio. AlIadhi ya’ti wa la ya’ti: Chi viene e chi no, 1976, saggio critico dedicato all’omonimo diwan del poeta iracheno ‘Abd aI-Wahhab al-Bayyati. Sawt al-nas, mihnat thaqafah muzawwarah: La voce della gente, la prova di una falsa cultura, 1990. al-Islam fl’l-asr: man saraqa al-jami’ wa ayna dhahaba yawm al-jum’ah: L’islam prigioniero: chi ha rubato la moschea? e dove è andato a finire il venerdi? 1990. Islam dldda al-Islam: shan’ah mm waraq: Islam contro l’islam, una legge di carta, 1992, trilogia che raccoglie gli articoli pubblicati dall’autore sull’Islam e il suo rapporto con la democrazia, distorto con il passare dei secoli. La trilogia ebbe grande successo in tutti i paesi arabi sollevando vivaci discussioni e polemiche. Fu inaspettatamente sottoposta al sequestro dopo due mesi dalla morte dello scrittore. Nizar Qabbanl wa muhimmat aI-shi’r: Nizar Gabbani e l’importanza della poesia, 1988, saggio critico sul poeta siriano
martedì, 06 marzo 2007
VORREI AGGIUNGERE. (anche amicizia parte quinta)
GLI UOMINI CHE NON SI VOLTANO, di SAVATTERI, che ho segnalato due post fa, è stato recensito anche sul sito di Giallo&co.
Un argomento MOLTO importante (soprattutto per i frequentatori di certa rete) è stato trattato ieri alla Casa della Cultura, a Milano. Putroppo l'invito mi è arrivato oggi (sigh). Segnalo comunque il libro. Sappiate che non l'ho letto, ma lo farò presto. MANUALE SULLA SEXUAL ADDICTION. Definizioni, diagnosi, interventi, a cura di Franco Avenia e Annalisa Pistuddi, Franco Angeli.
E' nato Pietro, il bimbo di Sara. Nome splendido, sulla tua pietra... non vedo l'ora di vederlo!!!
Infine. Ho appena finito di rileggere Antichi Maestri di Thomas Bernhard, Adelphi. E se l'amicizia passasse dalle letture? Lo so, sembro un pochino toccatella in questo periodo. Ieri ho fatto un discreto numero di telefonate e mandato un buon numero di mail (discreto? buono? dovrei essere contenta...). Ci sono "amicizie/conoscenze/frequentazioni" delle quali non ho mai conosciuti i gusti libreschi. Ho chiesto. Mi è stato risposto. I tuoi libri preferiti? "Ma sei fuori?" Poi li ho saputi. I conti mi sembrano tornare. Cioè i campi di interesse letterario o saggistico coincidono. Non sempre però. Mi è sembrato che questo andasse di pari passo con la "vicinanza" e la "lontananza" che percepivo. Può essere? Ho scoperto che qualcuno/a non legge per niente. E allora? Ho chiesto "ma se tu dovessi proprio scegliere di leggere qualcosa?" Ho avuto la risposta. Coincide. Sì. Anche quella. Ho scoperto un'unità di misura dell'amicizia?
Forse oggi a Milano pioverà.
lunedì, 05 marzo 2007
SULL'AMICIZIA: parte quarta.
"Ho avuto molti amici ma di uno soltanto conservo il ricordo preciso. Dopo aver parlato a lungo, la sera che ci conoscemmo, eccoci accanitamente d'accordo su tutto. <Dobbiamo rivederci, ci telefoneremo> giuravamo commossi all'alba, dopo una notte trascorsa per le strade. Debbo aggiungere che non l'ho più cercato, che sarebbe stato inutile e che una volta, incontrandoci, abbiamo finto di non vederci?"
Ennio Flaiano, Diario notturno, Adelphi.
Il mio rovello continua. Buona settimana.
domenica, 04 marzo 2007
UN SALUTO A GIORGIO TOSATTI
Appunto. L'ho appreso dai giornali, come molti. Giorgio Tosatti non c'è più. Come Gianni Brera. Lo so, non ho l'apparenza di una tifosa, neanche quella di una cultrice della materia calcistica. Ma non sempre le cose sono come sembrano. Costretta a vedere sempre tutte le partite e tutti i calci minuto per minuti, e gli approfondimenti e i post partita e tutto di tutto, per complicità o travolta dall'entuisiasmo dei maschi (tutti rigorosamente milanisti) che mi stanno da sempre a fianco, ho maturato le mie simpatie. Dalla Rosea una venerazione per le scritture di Gianni Brera. Dalla Tivvù una fascinazione per le parole di Tosatti. Preciso, puntuale, sintetico, tagliente a volte, apparentemente assente altre. Sembrava stanco. Poi divertito. Lì per forza o autenticamente presente. Non nascondeva la sua fede e rispettava il parere di tutti. Un uomo misurato, equilibrato, come ce ne sono pochi, specialmente nell'ambiente calcistico (e giornalistico in genere), dove in molti arrampicano, sfruttano le loro posizioni, cambiano facilmente mestiere. Lui no. Non mi viene in mente nessuna manovra autopubblicitaria sfruttando nomi famosi e società. Una volta l'ho sentito parlare dal vivo. Mi era parso quasi timido.
Ciao Giorgio Tosatti. Un saluto dalla Buccia.
sabato, 03 marzo 2007
PAUSA, PUBBLICITA'
Tre libri:
Nicolò Tommaseo, Del bello, Sellerio editore. Sul parlare e sullo scrivere. Sull'eleganza e la purezza. Tra tanti post e pensieri "sul becero" e le dissonanze amicali, ecco un libello che può insegnare qualcosa a tutti. L'umanità "elegante" produce sicuramente gesti e parole migliori. Per sapere "elegante" in che senso, un frammento: "(...) parla elegante chi delle parole sa scegliere le più acconcie a significare con evidenza e con semplicità il suo concetto (...)"
Jasper Fforde, Il caso Jane Eyre, Marcos Y Marcos. Fulminato, come piace a me. Un'avventura insolita e audace, che ha un seguito.
Gaetano Savatteri, Gli uomini che non si voltano, Sellerio editore. Chi li conosce alzi la mano (gli uomini che non si voltano, intendo). Potere è la parola chiave di questo libro, il nero della politica quello che l'autore ci vuole raccontare.
e poi: c'è Carlo Oliva, oggi, alla Libreria del giallo.
e poi c'è anche questa cosa di Massimo Maugeri, soprattutto per chi è di Monza o frequenta il Parco (oltre alle librerie...), comunque leggete qui.
buona domenica
venerdì, 02 marzo 2007
SULL'AMICIZIA: parte terza
Leggo sul Devoto-Oli alla voce Amicizia: "Reciproco affetto, costante e operoso, tra persona e persona, nato da una scelta che tiene conto della conformità dei voleri o dei caratteri e da una prolungata consuetudine".
Sono sempre più confusa... ma io crededevo che anche la diversità fosse parte integrante di certe amicizie, ma io credevo che non fosse necessaria una prolungata consuetudine, ma io credevo che l'affetto potesse anche essere non costante e non operoso. Credevo che bastasse una telefonata ogni tanto (che faccio io, di solito), e un regalino ogni tanto, e un favorino ogni tanto per dire "è un grande amico/a"... ma io credevo che bastasse chiedersi "sto bene, grazie e tu?". Ma quante cose credevo?
giovedì, 01 marzo 2007
SULL'AMICIZIA, seconda puntata.
Non mi andava di oscurare il post su Tecla, ci ho pensato e mi sembra comunque di poter dire che questo post possa ancora avere a che fare con il precedente. Non fosse così, pregovi molto di andare a sbirciare il post precedente. Grazie.
Allora, sempre sull'amicizia, perchè mi ronza non poco in testa. Vediamo. L'amicizia crea catene di interesse. Boh? Le catene di interesse sono da perseguire per il raggiungimento degli obiettivi? Quali? I primari. Mangiare e avere un tetto. I secondari: il successo. Sempre i secondari: la visibilità? Sempre secondari: i soldi?
L'amicizia crea catene di sostegno, meglio di mutuo soccorso. Cioè io invito te, scrivo di te, ti faccio un generico favore, tu poi lo fai a me. Non c'è più neanche necessità di dirlo, si fa, punto e basta. E' così?
L'amicizia fa queste cose? Strane domande nella mia testa, chissà perchè?
(scusate accenti e varie ma sono su un computer straniero... ci vorrebbe un editing... a proposito, sbirciatina sul blog della Lipperini, Lipperatura, che c'è un rimando interessante a questioni di editing e amicizia ;o) Non linko il rimando sempre per via del computer straniero.