martedì, 31 ottobre 2006

DI BLOG IN BLOG

Il primo blog è Punto e Linea Blog, che ringrazio.

Il secondo blog è Lipperatura, con Le troppe nipoti di Anais Nin. Apre un dibattito che credo molto interessante e se ci riuscirò riprenderò al Festival del Crimine di Genova.

Il terzo blog è quello di Remo, "chi mi legge, chi mi pubblica, chi ti legge e chi ti pubblica", il dibattito è aperto.

postato da: labuccia alle ore ottobre 31, 2006 15:42 | Permalink | commenti (4)
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lunedì, 30 ottobre 2006

HAPPY HOUR CONTINUA A FAR PARLARE DI SE'...

Dopo la partecipazione al prestigioso festival LA PASSIONE PER IL DELITTO, di Monticello Brianza, Happy Hour è stato invitato ad aprire il FESTIVAL DEL CRIMINE di Genova. Sarò al festival del crimine alle 16 di Venerdì 17 Novembre, e quale miglior giorno per parlare di faccende Noir?

Andrò anche all'Acquario già che ci sono...

Buona settimana a tutti.

postato da: labuccia alle ore ottobre 30, 2006 14:08 | Permalink | commenti
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martedì, 24 ottobre 2006

IN QUESTO MONDO DI LADRI

Stamattina sono andata a fare un giro con Max, il mio magnifico pastore tedesco. E' salito in macchina e abbiamo acceso la radio. Non succedeva da tempo. Sentire la radio in macchina. Semplicemente perchè l'avevo persa, pensavo me l'avessero rubata. Invece eccola lì, dietro al sedile, sotto l'ombrellone portatile che mi ostino a tenere come compagno di viaggio. Beh, io e Max ci siamo imbattutti, dopo gran tempo, in una trasmissione di Radio Popolare, tipo microfono aperto, dove chiunque può chiamare e dire, senza trucco e senza inganno. Il tema erano i furti. Non in generale ma in super particolare. Si chiedeva agli ascoltatori di raccontare episodi di furto compiuti in supermercati e affini. Compiuti personalmente, fatti con le proprie mani. Le mie orecchie hanno ascoltato per più di trenta minuti, i racconti "gaudenti", "ridanciani", persino "orgogliosi" di un folto numero di trenta/quaranta/cinquantenni. Una tipa spiegava i suoi scambi di cartellino sui capi per bambini... prendo un giubbotto che costa 35 e un altro 20, poi scambio i prezzi e pago 20 quello di 35... un'altra narrava compiaciuta di quando per uscire col ragazzo andò in un ipermercato a rubare un golf, ma a casa, ironia della sorte, il golf era troppo piccolo, allora l'astuta ritorna indietro e racconta di averlo ricevuto in regalo ma senza scontrino... la commessa ci casca, le fa provare la taglia giusta e lei se ne va con il capo rubato e della sua misura... un altro, addirittura, ruba per tutto il pianerottolo di anziani... polident e altre faccende per chi porta la dentiera e ha pochi soldi. Poi c'è il ladro di bistecche, e quello di limaunghie, ma se le mangia le unghie e quindi non sa che farsene del limaunghie rubato... Storie così, una via l'altra. Ogni tanto chiama qualcuno interdetto che prova a dire: ma questi che chiamano sono tutti ladri!  E si sente dire che tutti rubano, che è troppo bigotto. La conduttrice insiste nel ripetere quanto sia colpita dal fenomeno (che pare preoccupante) più che dagli ascoltatori perseguibili per legge...

postato da: labuccia alle ore ottobre 24, 2006 16:54 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, 11 ottobre 2006

A volte mi arrabbio.

Oggi è una di quelle volte. Leggendo il Corriere, pagina della Cultura, titolo: Il caso Kundera (Dario Fertilio). Non posto nulla dell'intera pagina, preferisco fare una considerazione con una premessa. Mi sono emozionata, commossa, empaticamente ritrovata nel libro L'insostenibile leggerezza dell'essere. Ho trovato belli, meno belli, significativi, poco o tanto, gli altri. Ma non ho mai smesso di pensare che Milan Kundera fosse, è, un grande, buono scrittore. Uno di quei maestri della letteratura che sono capaci di rapire e coinvolgere il lettore, di raccontare storie e filosofare, di catturare frammenti contemporanei dell'esistere e proiezioni ortogonali del presente sul futuro.

Per questo trovo sterile che si facciano le pulci alle menti geniali, quelle che onestamente riescono ad aggiungere qualcosa al panorama asfittico della letteratura del presente. A loro non si consente neanche la stanchezza, la sperimentazione, l'allargamento degli orizzonti, a discapito, magari, della battuta sul posto, della ripetizione, prevedile, controllabile, anticipata. Questo si chiede alle menti geniali, di ripetersi. Questo si vuole da chiunque scriva, suoni, reciti, dipinga, che produca sempre lo stesso risultato emotivo, psichico, estetico. Uscire da questo sistema di controllo significa perdere l'ispirazione. Per questo i grandi prima arrivano al consenso e poi partono per la tangente.

Lasciamo in pace le menti nobili, lasciamole sfuggire dalla pochezza della nostra pretesa di tenerle al guinzaglio. Sospendiamo il giudizio su ciò che non nutre come vorremmo la nostra sete di prevedibile e cerchiamo dell'altro. Magari proprio in quelle produzioni che non riteniamo all'altezza delle precedenti, c'è una evoluzione che ci sfugge, proprio perchè noi siamo rimasti fermi al palo.

buona giornata.

postato da: labuccia alle ore ottobre 11, 2006 09:00 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 06 ottobre 2006

REPORTAGE DELLA PASSIONE...

per il delitto di carta...

 

postato da: labuccia alle ore ottobre 06, 2006 14:59 | Permalink | commenti (1)
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