domenica, 30 aprile 2006

Il bravo libraio non legge

Su Io donna di ieri un articolo di Raffaele Oriani. Intervista a Romano Montroni che dopo 42 anni in Feltrinelli è passato a un'altra avventura di carta: le librerie Coop.

Alla domanda: "Che ingredienti fanno il buon libraio?". Montroni risponde: Curiosità e preparazione. Prima di iniziare, i nostri dipendenti fanno un corso di tre mesi a sei ore al giorno. Perchè il libro bisogna saperlo manipolare: devi spostarlo, sistemarlo, investirlo di emozioni, devi portare in libreria il mondo di chi parla e scrive libri". E ancora: "Leggere molto aiuta?".  Montroni risponde: "No. Io non ho mai letto moltissimo. Anche perchè dopo dieci ore passate tra i libri non è che il primo pensiero quando arrivi a casa sia prenderti finalmente un bel libro. Certo, devi sapere  chi ha scritto il Giovane Holden, ma ci creda: il bravo libraio in libreria non legge, lavora".

Ecco.

postato da: labuccia alle ore aprile 30, 2006 09:15 | Permalink | commenti (3)
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giovedì, 27 aprile 2006
Nei prossimi giorni al cinema “Mignon” di Mantova:

Venerdì 28 aprile 2006 alle ore 18.00
Dieci anni con “Oltre la Siepe”: festeggiare oggi per progettare il domani.
Intervengono: Peppe Dell’Acqua, psichiatra, direttore del centro di salute mentale di Trieste, e Giuseppina Nosè, presidente dell’associazione “Oltre la Siepe”.
L’incontro inaugura la nuova rassegna “fuori come va?”, proiezioni sul disagio.
Presentazione del programma e proiezione di "Amati Matti" di Daniele Pignatelli.
Segue: "Contro vento" di Marina Strada.
In chiusura, un sobrio rinfresco.

 

La segnalazione è soprattutto per Amati Matti, sono molto affezionata a questo corto. L'attore principale è Beppe Battiston, per tutti i dettagli qui.

postato da: labuccia alle ore aprile 27, 2006 09:57 | Permalink | commenti
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mercoledì, 26 aprile 2006

LETTORI

"Leggere è niente, il difficile è dimenticare ciò che si è letto. E ormai non sono più gli autori ad allontanarci dai loro libri, ma i loro lettori".

Ennio Flaiano, La solitudine del satiro, Adelphi

Ogni tanto mi faccio intrappolare dalla rete. Leggo blog altrui e trovo comunità di lettori. Ne esiste una categoria che definirei saccente, al limite del fastidioso, di parte, faziosa. Sono i lettori che tutti sperano di avere, perchè leggono almeno, e questo è un merito indiscusso. Ma a sentirli parlare di una lettura e di un autore che hanno apprezzato mi viene voglia di non leggere. Tutto troppo, al limite del fanatismo. Stamattina cercando un libro che mi introducesse alla giornata (umida e incerta), mi è capitato Flaiano. La sua frase ha centrato il mio pensiero.

postato da: labuccia alle ore aprile 26, 2006 09:09 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, 17 aprile 2006
Sabato 22 aprile, ore 18.00, Libreria del Corso, Corso Buenos Aires 49/51, Milano.
HAPPY HOUR con delitto sulle note di BLUE TANGO.
Elisabetta Bucciarelli e Paolo Roversi presentano i loro delitti letterari ovvero i libri:
HAPPY HOUR, Mursia editore e BLUE TANGO, Stampa Alternativa. 
postato da: labuccia alle ore aprile 17, 2006 17:44 | Permalink | commenti (12)
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giovedì, 13 aprile 2006

LIBRERIE DA SALVARE

Ho letto qualche giorno fa sul Corriere della Sera, un quasi appello di Armando Torno a favore delle librerie. Mi sento di accoglierlo e pubblicarlo e chiedo a tutti coloro che lo condividono di fare altrettanto. Se noi scriventi esistiamo e abbiamo la dignità di esistere anche per il mondo, lo dobbiamo sicuramente a qualche editore ma soprattutto alle librerie e ai loro proprietari o gestori: i librai.

"Passando in Galleria a Milano in questi giorni ci si accorge che in faccia al Biffi, dove c'era la <Libreria Accademia>, sede storica dei Remainders, un cartello avverte dei lavori di ristrutturazione. Da quanto sappiamo e da quel che si vede- i tavolini davanti alla vecchia vetrina- si deduce che in quel luogo i libri sono scomparsi e presto ci sarà un bar o qualcosa di simile. Così, sempre in Galleria, accadde qualche anno fa alla <Libreria Duomo> (oggi si vendono abbigliamento e minuteria) e tale fu la sorte della <Garzanti>, nel cui spazio ora si comprano cravatte e camicie."  Sigh! "Senza generalizzare, crediamo sia giunto il momento di agire. Dobbiamo, in altre parole, aggiungere alle nostre abitudini anche UN GIRO PERIODICO NELLE LIBRERIE MILANESI per aiutarle a vivere tenendo titoli di qualità."

L'elenco suggerito: IL MENABO' (Viale Coni Zugna), L'ATLANTE (Via Tadino), MURSIA (Viale Melchiorre Gioia), RIZZOLI (Galleria), Libreria PORTA ROMANA, MILANO LIBRI (Via Verdi), LIRUS (Via Vitruvio), MALAVASI (Largo Schuster), ROVELLO, CORTINA, LIBRI & COSE, HOEPLI, PECORINI (Foro Buonaparte), CLAUDIANA (Francesco Sforza). Ne aggiungo una io: LIBRERIA DEL GIALLO (Via Peschiera 1).

E aggiungo anche: compriamo i libri soprattutto in libreria!

postato da: labuccia alle ore aprile 13, 2006 11:43 | Permalink | commenti (9)
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martedì, 11 aprile 2006

<Io sto col vincitore!>

"<Io sto col vincitore!> Adesso quell'affermazione non le parve più semplicemente una disperata richiesta di accettazione da parte di una tredicenne egocentrica. Le parve invece un credo fin troppo calzante per la società americana nel suo insieme. <Io sto col vincitore>. Era un adesivo da incollare su macchinoni appariscenti e succhia benzina, un cartellone da piazzare in cima a grotteschi grattacieli di vetro e acciacio, uno slogan pubblicitario da trasmettere a intermittenza fra telefilm e quiz soporiferi, una spilla da attaccare sulla borsa di quasi ogni paziente che veniva alle sue sedute per lagnarsi dei genitori iperprotettivi, del marito donnaiolo, della paura di invecchiare o di morire. <Io sto col vincitore>".

Adam Langer, I giorni felici di California Avenue, Einaudi

postato da: labuccia alle ore aprile 11, 2006 13:25 | Permalink | commenti (2)
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sabato, 08 aprile 2006

GIOCO (grazie frankkie)

1- Afferra il libro più vicino a te in questo momento
2- Apri il libro a pagina 23
3- Trova la quinta frase
4- Postala nel tuo blog insieme a queste istruzioni.

Risultato:
"La luna al guinzaglio"

da Gianni Rodari, Filastrocche in cielo e in terra, Einaudi

postato da: labuccia alle ore aprile 08, 2006 14:19 | Permalink | commenti (5)
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giovedì, 06 aprile 2006

TANA

<E' una domenica d'estate. Io e un gruppo di amici ci troviamo in montagna, sdraiati su un prato all'ombra dei larici. L'atmosfera è tranquilla, il cielo terso. A un tratto, dal bosco, altri amici compaiono in affanno raccontando che il cane di uno di loro, un labrador nero, è caduto in un buco e non riesce più a uscirne. A nulla valgono i tentativi che da quel momento in poi si ripetono, resi ancora più disperati dal fatto che il soccorso alpino non può intervenire. Le ore passano, comincia a farsi buio. L'angoscia è alle stelle: stiamo vivendo un'agonia. Finché mi viene l'idea di calare una corda con un cappio, agganciare il cane al collo e tirarlo su. Non saranno quei pochi secondi di apnea ad ucciderlo, penso. L'alternativa è lasciarlo morire lì sotto. Così, come un cowboy, calo la corda, ma il cane vedendo il cappio cerca di divincolarsi. Poi, improvvisamente l'afferra coi denti e mentre io incredulo e in preda all'emozione, comincio a tendere la fune indietreggiando, lui si lascia tirare su, senza mollare la presa. Quando esce sembra rimproverarci di non averci pensato prima, di non esserci ricordati che la sua forza sta lì, nella bocca. Noi siamo stremati e commossi. Finalmente è finita>. Velasco Vitali (storia raccolta da Lorenzo Viganò sul Magazine del Corriere della Sera)

postato da: labuccia alle ore aprile 06, 2006 21:20 | Permalink | commenti (4)
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sabato, 01 aprile 2006

CERCAVO PAROLE

Stamattina cercavo parole. Ho letto i giornali. Le solite. Si scrive con le stesse di sempre. Altre parole, alla ricerca. Mi sono messa con buona volontà e ho trovato. Qualcosa ma non so se quello che cercavo.

"Nessuna pena no, nessun rimpianto a lasciare dopo anni quell'approdo della fuga, quell'asilo della speranza, antitesi del marasma, cerchia del rigore, probità, orgoglio popolare, civile convivenza, magnanimità e umore, tolleranza. Illusione infranta, amara realtà, scacco pubblico e privato, castello rovinato, sommerso dall'acque infette, dalla melma dell'olona, dei navigli, giambellino e lambro oppressi dal grigiore, dallo scontento, scala del corrotto melodramma, palazzo della vergogna, duomo del profitto, basilica del fanatismo e dell'intolleranza, banca dell'avventura e dell'assassinio, fiera della sartoria mortuaria, teatro della calligrafia, stadio della merce e del messaggio, video dell'idiozia e della volgarità. Città perduta, città irreale, d'ombre senz'ombra che vanno e vanno sopra ponti, banchine della darsena, mattatoi e scali, sesto e cinisello disertate, tennologico ingranaggio, dallas dello svuotamento e del metallo. Addio."

Vincenzo Consolo, Lo spasimo di Palermo, Mondadori

postato da: labuccia alle ore aprile 01, 2006 10:40 | Permalink | commenti (1)
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