giovedì, 30 marzo 2006

Oggi mi sento (un po') Ellroy...

Come ti stronco un libro in 25 righe.

prima i grandi, stroncati da grandi firme su grandi magazine: si tratta del Magazine del Corriere di oggi.

A proposito di Jungletown Jihad di James Ellroy, Bompiani. "Ellroy scriveva le frasi più belle. Ora scrive: <La lussuriosa Lorna spalanca la spelonca>. Gli suggeriamo: quel gran pezzo dell'Ubalda tutta nuda e tutta calda".  (Io vado a comprarlo subito!)

A proposito di Servire il popolo di Yan Lianke, Einaudi Stile Libero. "Un guru dell'editoria dice che i libri più brutti del momento li pubblica Einaudi Stile Libero. Secondo me esagera, però questo è proprio brutto davvero".

A proposito di I giardini di Kensington di Rodrigo Fresàn, Mondadori: "Qualcuno, volendo fargli un complimento, ha paragonato l'autore di questo libro (che peterpaneggia a tutto spiano) a David Foster Wallace. ha ragione: che libro insulso."

ecco invece i piccoli... la mia prima stroncatura!

postato da: labuccia alle ore marzo 30, 2006 11:08 | Permalink | commenti (2)
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martedì, 28 marzo 2006

SCRIVERE E LEGGERE NON FA INVECCHIARE

Ne sono profondamente convinta. Rallenta il ritmo cardiaco, regolarizza il respiro, concede talvolta piccole scariche adrenaliniche, migliora la circolazione (preferendo la posizione sdraiata o semi sdraiata, con le gambe leggermente alzate) e a volte riscalda di animi facendo passare per le membra stupite flussi caldi e freddi alternati. Se siete fortunati (non solo per la qualità dei libri scelti ma anche per una vostra predisposizione genetica alle emozioni) riuscirete anche a provare fantastici brividini alla testa.

Chi legge di solito dimostra meno anni, si sveglia più riposato, ragiona meglio. Se poi legge e scrive il gioco è fatto. Scarica stress e noia, sogna pindarico esercitando la sospensione dalla realtà e se ci riesce racconta storie, permettendo che la cura antinvecchiamento continui e si propaghi a macchia d'olio. Guardate alcune donne della scrittura: Simone De Beauvoir, Marguerite Duras, ma anche Rossana Rossanda, o le più giovani anagraficamente Francesca Mazzucato, Simona Vinci... qualcuna forse dimostra la sua vera età? E cosa hanno in comune? Scrittura e lettura.

Poche righe oggi solo per rispondere ai quesiti che attanagliano i grandi scrittori della nostra epoca: sul Corriere della Sera, un altro commento sulla quantità di scrittori e l'imbarazzante assenza di lettori...

Scrive Dacia Maraini:

"Come mai il nostro Paese produce tanti aspiranti scrittori e così pochi lettori? E' una contraddizione che ogni volta mi sorprende. La scrittura sembra rappresentare un sogno di redenzione. Da cosa? Dal grigiore dell'anonimato? Dalla piattezza della vita quotidiana? Dalla sordità del linguaggio convenzionale? Forse da tutte queste cose insieme. Ma paradossalmente un tale spasmodico amore per la scrittura rivela uno stato di indigenza culturale".

e conclude:

"Si direbbe un paese schizofrenico il nostro, dove la scrittura è considerata uno strumento di emancipazione, una terapia intensiva, un mezzo ideale di comunicazione privilegiata. E questo è bello. Ma evidentemente l'esercizio della scrittura non è accompagnato da quello altrettanto importante- per un vero scrittore necessario come l'aria- della lettura, altrimenti non staremmo fra gli ultimi Paesi dell'Europa in fatto di vendita di libri." 

Scrivere aiuta a rimanere giovani! Ma anche leggere, è garantito. A volte basta il quotidiano tutte le mattine (almeno un'ora soffermandosi non solo sui titoli... quelli concedono a malapena un gluteo più sodo in alternativa la palpebra che non cala). E' una pratica quasi zen, quasi yoga, quasi pilates, quasi fitting, quasi jogging, quasi boxe thailandese, quasi biodinamica, quasi macrobiotica... provare (minimo costanza di una vita. costo al minimo) per non invecchiare. (Si può fare, no?)

postato da: labuccia alle ore marzo 28, 2006 10:08 | Permalink | commenti (4)
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lunedì, 27 marzo 2006

 

 

 

quando IL POETA è un (vero) artista

 

 

 

Ho letto da qualche parte che puoi considerarti uno scrittore solo quando pubblichi un romanzo. Un romanzo, non un saggio. Non sei un artista, sei uno scrittore, uno che scrive e che è stato pubblicato. Non basta un racconto, ci vuole un romanzo. Non pubblicato a tue spese, ci mancherebbe altro, se ti senti uno scrittore non hai necessità di riconfermatelo auto pubblicandoti. E non vale dire che lo fai per farti leggere dagli altri. Nessuno ti leggerà perché nessuno ti distribuirà. Allora ci vuole un libro scritto da te e una casa editrice che creda in te, senza conoscerti, così perché sai scrivere.

 

 

 

Se una persona dipinge durante i fine settimana, quando va al mare o in montagna. O se fa nature morte la sera dopo cena, o se ritrae i suoi bambini che giocano con il cagnolino si dice che ha un hobby, quello della pittura. Se un gallerista o un museo decide di produrre una mostra con i suoi lavori possiamo affermare che sia un pittore. Se il gallerista investe molti soldi in promozione, paga critici e organizza altre mostre si può dire che sia un pittore conosciuto.

 

 

 

Mi chiedo perché mai si utilizzi con tanta facilità la parola “artista” applicata alla pittura/scultura/ fotografia/varie nefandezze neanche citabili. Perché? Opera d’arte non è qualcosa di puro, sublime, sempiterno, coralmente definito tale non solo hic and nunc ma anche e soprattutto nei secoli dei secoli?

 

 

 

Se scrivi e ti pubblicano sei scrittore, se dipingi e ti organizzano una mostra sei pittore, se suoni e incidi musica o fai un concerto sei musicista… se copi qualcuno sei un copione.

 

 

 

E arrivo al dunque, che ha scatenato la mia ira funesta.

 

 

 

Mi arriva per posta una rivista dal titolo promettente Inside Italia. Mensile gratuito. In copertina un piatto di spaghetti e già qui non capisco. Poi inizio a sfogliare, ah! Ma sì, l’ennesimo magazine che si nutre al piatto ghiotto del magico mondo dell’arte! E poi ancora sfoglio, e ci trovo il viso noto di ABO, lo adoro, lui è un vero e acclamato genio, uno degli ultimi veri. E poi, alla sinistra di ABO, che non si capisce, una scritta al neon. Toh, sarà Flavin, altro genio di Flavin… mi sbaglio, è… Aldo Runfola.

Pare che il signor Runfola abbia una rubrica tutta sua e decide di pubblicare in questo numero la foto della tomba di un poeta (uno vero, credetemi) di nome Dario Villa, con tre crisantemi appassiti, data di nascita e di morte e sotto scritto semplicemente: poeta.

Così scrive il Runfola: “Mi sento colpevole nei confronti di Dario Villa. Ma di che cosa mi accuso? Ricordo la lettura che una notte, sono passati vent’anni, fece di un testo inedito poi pubblicato, forse pubblicato, non sono certo. Pensavo: velleitario, come si dice di un’aspirazione irrealizzabile, in questo caso, l’essere poeti più che il poetare, semplicemente”. E qui lo chiudo io.

 

 

 

Dario Villa è un poeta. Pubblicava versi già vent’anni fa. Chi scrive poesie e le pubblica è un poeta. Ma anche chi non le pubblica e pensa di essere un poeta è un poeta per se stesso. Sarebbe più interessante capire perché non vengano ripubblicate le poesie di Dario Villa. Bellissime, un giorno ve ne proporrò qualcuna (anzi l'ho già fatto). La poesia è l’ultima forma di bellezza verbale esistente. E’ la nuova frontiera della comunicazione, è l’estetica pura. Una ricchezza infinita. Dario Villa sapeva comporre frasi con parole belle, terribilmente belle.

 

 

 

Perdonami signor Runfola, ma non me ne importa niente se tu ti senti in colpa, tientelo il tuo senso di colpa. Se accetti un consiglio, esercita il tuo buon gusto e il rispetto per il prossimo.

 

 

 

 

 

 

postato da: labuccia alle ore marzo 27, 2006 16:07 | Permalink | commenti (4)
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lunedì, 20 marzo 2006

Grazie a Gordiano Lupi!

 

Vi segnalo un altro sito Kult. Ringrazio Gordiano Lupi per le sue belle parole, che ho letto rientrando a Milano dopo aver trascorso un w.e. stupendo in Val d'Orcia. (Circondata da non-giovani, non-punk, non-plus-ultra).

e

postato da: labuccia alle ore marzo 20, 2006 13:50 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 16 marzo 2006

LIBROBLOG.IT

REMO BASSINI, scrittore sensibile e direttore de La Sesia, ha postato una recensione del mio libro su Libroblog.it. Lo ringrazio pubblicamente e vi invito a seguire sempre il blog dei libri, nonchè le lettere al direttore su La Sesia.

La notizia che vorrei proporre oggi è sul magazine del Corriere della Sera, firmata D'Orrico. Ma siccome non lo trovo più (il magazine) dovrete leggerla da soli. Vale la pena, lo garantisco!

buona giornata :o)

p.s. Remo, ricorda: remerò raminga redimendo rarefatte rappresaglie, ricordando rarità remote, riprendendo rotte rimaste rasenti rovi rosacei, riscrivendo rubizze recensioni riguardanti Remo.

postato da: labuccia alle ore marzo 16, 2006 10:35 | Permalink | commenti (3)
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mercoledì, 15 marzo 2006

DA LENO CON FURORE (ancora sulle presentazioni libresche)

"Una parentesi dedicata alla creatività narrativa femminile" recita l'incip di Milena Moneta su Bresciaoggi. E in effetti di donne si è trattato. Donna l'Assessore, donne (tante e brave) presenti e lavoranti nella bella biblioteca di Leno, ricavata da una palestra+piscina (ora auditorium). Donne in sala. Le simpatiche e originali Nicoletti (madre e figlia quasi sorelle). A condurre il papà Roberto. Una voce simil Paolo Conte e una cultura libresca notevole. Noi due (Lucia ed io) abbiamo raccontato per circa un'ora le nostre rispettive vicende di scritture e il libro del presente: La morte fa notizia, il suo; Happy Hour, il mio. Si è parlato di Milano (...mia portami via...), di pierre, di happy hour, di serial killer, di romazi rosa, di Baricco, di Eco, del faccia a faccia che andava in onda, dell'Inter (ha vinto?!?). Giuliano (il curatore di antologie calcistiche, presente in sala) mangiava patatine causa una trasferta più lunga del normale (partenza alle 17.30 da Mi, per arrivare a Leno alle 20.45...). Alla guida il cugino Fabrìs-de-dié che ci ha costretto a un digiuno forzato, saltando rustici e camogli (così l'adrenalina scorreva nelle vene o dove scorre, più velocemente del normale) perchè l'autore deve approdare in orario, anzi un poco in anticipo. Abbiamo riso, assaporato baci di dama, scambiato libri e opinioni. Credo che Fabrìs mi abbia dato un cd con le immagini delle precedenti presentazioni libresche, previa accurata visione lo renderò pubblico. Prima o poi.

Il prossimo appuntamento con Roberto Nicoletti sarà a Seregno, in Giugno. Più o meno sovrapposto all'inizio dei mondiali di calcio... forse la sera in cui giocherà l'Italia... ma quella sera non ci saremo noi  , noi aspettiamo tutti in una calda e profumata serata di primavera che vi comunicherò al più presto.

Grazie ad Arcilettore, al pubblico presente, a Roxanne che ci ha seguito e sostenuto, a Fabrìs che guida come spidigonzales, a Giulianofatù e alla mia sociarosa.

p.s. la libraia di Leno è davvero una Ciussta.

 

 

postato da: labuccia alle ore marzo 15, 2006 09:15 | Permalink | commenti (6)
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domenica, 12 marzo 2006

SULLE PRESENTAZIONI LIBRESCHE

Sui blog e molti quotidiani si sta discutendo di critica. Tema che attraversa trasversalmente tutti i campi delle arti. Posso testimoniare che difficile sia scrivere, ancora di più pubblicare, mostruosamente tortuoso divenire visibili, cioè vendere.

Che cosa può fare un autore per supportare il proprio lavoro, a parte inviare copie alla stampa, smuovere tutti i propri contatti personali, pungolare il proprio ufficio stampa ormai rassegnato alle logiche (?!?) del mercato editoriale?

Girare per l'Italia a presentare il proprio libro. Nei posti più impensati, con tanto pubblico o due persone. Con altri amici scrittori, presentato da giornalisti, curatori, bibliotecari, librai, da pop star, da starlette, da chiunque.

Deve sorridere, essere simpatico, parlare poco e velocemente. Non intrattenere più di un'ora, non darsi arie, non parlare male di nessuno (lo fanno in troppi...), non mostrare invidia per il best seller del momento. Essere generoso di sè, scontare il prezzo di copertina, etc...

A me piace girare l'Italia con i libri. Molto. Incontro persone con tre gradi di separazione, quasi sempre. Sorrido perchè mi viene di farlo. Per raggiungere la prossima tappa ci metterò un'ora e mezza di auto, ma sono in buona compagnia. Con l'autrice Lucia T. Ingrosso, suo marito Giuliano (che ha appena curato un'antologia di raconti calcistici), suo cugino, e l'amica Rosanna (conosciuta alla presentazione dalla Tecla alla LIbreria del Giallo), che ha frequentato la Paolo Grassi e fa la super-copy, più altre cose molto interessanti.

Alle presentazioni dei libri si incontrano anche i fidanzati. Mica come agli happy hour che dopo un mese ti mollano. I fidanzati delle presentazioni dei libri alla fine si sposano...

buona domenica (anche oggi ci sono tantissime presentazioni in tutta Italia. Andateci!)

postato da: labuccia alle ore marzo 12, 2006 11:15 | Permalink | commenti (9)
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giovedì, 09 marzo 2006

NON SONO LA CARRA' MA...

 

... vorrei segnalarvi un sito molto importante che si occupa di sostegno a distanza.

La pratica del sostegno a distanza credo sia un atto di grande civiltà. Non tutti forse sanno come funzioni ma in questo sito dell'Avsi potrete trovare tutte le informazioni necessarie per capire.

Una personale considerazione riguarda l'emotività messa in gioco nel sostegno a distanza. Non crediate si tratti solo di un esborso economico...

La nostra Raffa nazionale sta per iniziare la sua ennesima avventura televisiva che ha come tema proprio il sostengo a distanza.

Qualcuno avrà visto gli spot televisivi, complice il controverso mito Toscani, con la Carrà sdraiata insieme a piccoli neonati.

da sabato 25 marzo su Rai 1

 

 

postato da: labuccia alle ore marzo 09, 2006 10:12 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 08 marzo 2006

LA BUCCIA PRESENTA...

 

Sabato alla Libreria del Giallo di Milano una novità Todaro tutta al femminile.

postato da: labuccia alle ore marzo 08, 2006 10:53 | Permalink | commenti
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martedì, 07 marzo 2006

MILANO, UN SERIAL KILLER EFFERATO, UNA SERIE DI OMICIDI, UN'INVESTIGATRICE CAPARBIA.
Su questi elementi sono basati due gialli freschi di stampa: Happy Hour di Elisabetta Bucciarelli, Mursia e La morte fa notizia di Lucia T. Ingrosso, Pendragon.

Il 14 marzo il tour giallorosa toccherà Leno (Brescia). Appuntamento presso l'Auditorium della Biblioteca civica (via Martin Luther King, 13) alle ore 21. L'incontro è realizzato in collaborazione con l'Associazione Arcilettore.

Elisabetta Bucciarelli ambienta la sua storia nel mondo delle gallerie d'arte e degli aperitivi serali. La protagonista del romanzo, l'ispettore Maria Dolores Vergani, indaga con un bizzarro gruppo di collaboratori (un pittore, un musicista, una copy e un fotografo di moda) sulle tracce di un misterioso serial killer che individua le sue vittime nel catalogo di umanità varia durante gli happy hour.

Lucia T. Ingrosso sceglie invece il mondo delle pierre e degli uffici stampa per raccontare le
ipocrisie e le false verità di una Milano superficiale e fatua. Una città in cui è anche
possibile avere una seconda chance. E trovare l'amore. Oltre che assicurare alla giustizia un
serialkiller molto diverso da tutti quelli visti finora.

postato da: labuccia alle ore marzo 07, 2006 14:37 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, 03 marzo 2006

L'INVIDIA, GRAN BRUTTA SIGNORA

Dal Corriere della Sera: "La letteratura è <plagio>, inutile processarla", di Giorgio De Rienzo. "Due storici inglesi, Michael Baigent e Richard Leigh, hanno intentato una causa per plagio a Dan Brown, autore del libro Il Codice Da Vinci, venduto in 40 milioni di copie e tradotto in 44 lingue. Dicono che lo scrittore abbia copiato un'idea che sta alla base del loro libro Il Santo Graal, dove sostengono che Gesù si sarebbe accoppiato con Maria Maddalena e generato un figlio, destinato poi a fondare la dinastia dei Merovingi".

Causa persa o causa vinta, speranza di patteggiamento, chissà. Sta di fatto che sia il libro che il film del signor Dan Brown continuano a essere sulle pagine di tutti i quotidiani, settimanali, mensli, stagionali, pomeridiani, televisioni, volantini, radio sveglie... un libro che scala le vette di classifiche e vendite è una bella operazione di marketing, siamo tutti ormai finalmente d'accordo, ma per orchestrarla servono veri Maestri nel campo e di quelli ce ne sono veramente molto pochi, come i bravi genitori. Costoro tutto il giorno pensano a come promuovere il loro figliolo, sia esso una scatola di pelati, un artista, uno scrittore o una gonnella.

E per chi credesse davvero al plagio... conclude De Rienzo: "Ma nel caso di Brown in particolare c'è un elemento in più: l'idea dell'accoppiamento di Gesù con la Maddalena è contenuta prima che nel libro dei due tronfi inglesi, nei vangeli gnostici di Filippo e di Maria".

Certo, ma adesso sappiamo che un certo Baigent e il suo socio Leigh hanno scritto un libro dal titolo Il santo Graal... (però, a pensarci, questo titolo mi dice qualcosa...).

postato da: labuccia alle ore marzo 03, 2006 09:27 | Permalink | commenti (3)
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