martedì, 28 febbraio 2006

APPUNTAMENTO PER STASERA

tutti dalla Tecla alla libreria del giallo!

 

un vero paradiso per chi legge e chi scrive, ma soprattutto per chi ha voglia di incontrare persone appassionate e appassionanti!

postato da: labuccia alle ore febbraio 28, 2006 15:22 | Permalink | commenti (2)
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domenica, 26 febbraio 2006

IT DEPENDS ON

Sono piuttosto sensibile al tema e riesco facilmente a farmi prendere dalla rabbia. Mi sento soffocare, mi gira la testa e mi vengono le vertigini. Scappo. Non mi faccio più trovare. Mi nascondo. Non tollero e rinuncio prima di cominciare. Corro a kilometri di distanza. Faccio finta di niente. indifferenza. Ignoro. A volte anche detesto.

Le dipendenze mi hanno sempre fatto paura. Le rifuggo come posso, mi difendo e il più delle volte ho la meglio. Meglio così.

Specchio della stanza, Stampa, racconta la generazione alcolica, ma quale? L'ultima in ordine sparso e snocciola qualche numero: 16 anni l'età minima per la somministrazione di alcolici secondo la legge italiana (lo sapevate? io no). 800 mila gli adolescenti italiani sotto i 16 anni che consumano alcolici (Ah!). 25% i giovani europei tra i 15 e i 29 anni che muore a causa dell'alcol (perdindirindina!). E via con le percentuali degli incidenti stradali...

Eppure guarda un po', nella mia adorata metropoli il vanto maggiore è l'happino della sera, quanto sono carini tutti lì a raccontarsela un po' su, che già che ci siamo brevettiamo pure il marchio da veri furboni, come se l'avessimo inventato noi. Ma guarda che proprio adesso Paolo Apice e Max Cassani si sono accorti che per i teen ingollare il superalcolico è una moda! Eppure la notizia più gettonata in città è l'apertura, la vernice, il vernissage dell'ultimo al-covo di bacini, bacetti e ci beviamo qualcosa (facciamo anche un po' finta di essere beat generation, no yuppy-feet, no così-come-viene, uppergrunge, verywriters avec beer, bear and debeer). Come la mettiamo?

postato da: labuccia alle ore febbraio 26, 2006 21:35 | Permalink | commenti (7)
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giovedì, 23 febbraio 2006

TORNO PRESTO

"Non era, in fondo, come pensava talvolta disgustato, un mondo in cui predominava il male: ma esistevano ancora esseri buoni e normali, a galla sul disordine creato dagli altri."

torno presto, James Barlow, Sellerio

postato da: labuccia alle ore febbraio 23, 2006 19:38 | Permalink | commenti (6)
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mercoledì, 22 febbraio 2006

"Stavo sognando una città dove non c'era nessuno tranne me. Erano tutti scomparsi per colpa di una forza strana e devastante che si era impadronita della mia voce. Ogni volta che mi rivolgevo a qualcuno, quello spariva. Bastava solo che aprissi bocca, e facevo il vuoto intorno a me. La gente cominciava a scappare quando mi avvicinavo, ma io li richiamavo gridando, cercando di spiegare che non era colpa mia, e all'improvviso anche loro svanivano nell'aria. Alla fine non restò più nessuno. Ero rimasto l'ultimo uomo al mondo. (...) Decisi di non dire più niente, di espiare facendo il voto del silenzio per tutta la vita." Paul Benjamin ovvero Paul Auster, Gioco Suicida, Einaudi.

Per quanto mi riguarda ho deciso che lo farò solo per domani, ma lo farò. C'è troppo baccano sul web.

postato da: labuccia alle ore febbraio 22, 2006 21:04 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, 22 febbraio 2006

SIMPLE OMAGGIO A TORINO

Mi gira la testa, perdo l'equilibrio e di nuovo mi ritrovo tra axel, frisbee, carpiati e luzzzz, o Luzi, non Lauzi?

Da Torino con amore by OLMO&RATTAZZI.

 

postato da: labuccia alle ore febbraio 22, 2006 09:01 | Permalink | commenti (5)
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martedì, 21 febbraio 2006

Post by night. Dopo una lunga telefonata con un nuovo amico scrittore ho sentito la necessità di entrare in una libreria. Ho comprato un libro, già letto, già conosciuto. Lo lascio come viatico alla notte: Natura morta con custodia di sax, di Geoff Dyer, Instar libri. Musica per il cuore, pace per l'anima.

good night

postato da: labuccia alle ore febbraio 21, 2006 21:51 | Permalink | commenti (4)
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martedì, 21 febbraio 2006

ACQUIRENTI O LETTORI?

Pagina della Cultura del Corriere:"Se Kafka cede alla <dittatura> dei bestseller". La firma è di Claudio Magris. Qualche passo: " (...) Ora invece si assiste a un'equazione tra successo e valore. Non a caso un altro importante agente letterario, Luigi Bernabò, ha scritto sul Corriere: <Questo è il tempo di Dan Brown>, l'autore di quella pretenziosa pizza che è Il Codice Da Vinci. (...)"

"(...) Oggi il pubblico di acquirenti (più che di lettori) che crea un bestseller non si appaga del puro e benefico intrattenimento, come un tempo con i godibili romanzi scacciapensieri gialli o rosa, ma vuole essere giustificato dalla convinzione di occuparsi di problemi importanti e apparentemente sofisticati; il lettore del Codice Da Vinci si sente un piccolo Galileo che smaschera l'oscurantismo della Chiesa cattolica. Pure la notorietà è tutt'altro che disprezzabile, ma non è garanzia di valore e significato; (...)".

E bravo Magris (continuo ad adorarlo), anche se la pagina della Cultura verrà letta presumibilmente da chi già è sensibile all'argomento. Ma ripetere come sempre giova. Occhio però alla signorina invidia che insidiosa e maliziosa s'insinua serpeggiando anche negli animi più elevati, che sicuramente si nutrono di carote crude e gambi di sedano (nessun riferimento a titoli di libri primi in classifica). Forse come Magris cita, ha veramente ragione Musil che borbotta con noncuranza: <è capitato che...> o ancora meglio sarebbe praticare gli insegnamenti di un vecchio bestseller (vero, vero!) che recitava <non ti curar di loro...> (soprattutto sulle pagine della cultura).

postato da: labuccia alle ore febbraio 21, 2006 09:34 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, 20 febbraio 2006

I MITI DEGLI ALTRI

Perchè sono nata ereditando i miti degli altri? Perchè un mito deve rimanere tale per sempre? Chi lo decide? Non mi interessano i miti degli altri, questa è l'unica certezza che ho. Kennedy è stato una grande presidente, ma ache un grande uomo? Guai a toccare il mito. J.Dean è stato un grande attore. Ma per quanto? E Marilyn? Mito di cosa? E ancora, per chi? L'imperativo del mito è la tragedia? Morire giovani? Essere belli impossibili? Immorali secondo l'etica corrente? Gioventù bruciacchiate? Ancora sulla pagina della Cultura del Corriere "Chi ha paura del corpo di Marilyn" di Sergio Luzzatto. "La sua vita è stata ridotta alla sfera carnale, mentre possedeva sia spirito che cervello. Da qui l'invidia maschile e le leggende sulla sua sensualità sfrenata".

L'occasione dell'ennesimo quanto inutile pezzo sulla Monroe, è l'uscita dell'ennesimo quanto inutile libro su di lei. "The many lives of Marilyn Monroe" di Sarah Churchwell.

Così chiude il pezzo: "Il corpo di Marilyn fa voglia. Male che vada, fa invidia, o fa pena. E' la sua anima che fa paura."  AIUTO!!!

postato da: labuccia alle ore febbraio 20, 2006 09:24 | Permalink | commenti (8)
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domenica, 19 febbraio 2006

ELEGANZA ALMENO!

Questa è una mail privata di Leon. Dopo autorizzazione a procedere lo propongo come indignato speciale. Per chi non avesse seguito rimando a un mio piccolo commento sul sito di Loredana Lipperini.

 

Ciao, al minimo storico...
...e con l'impressione - condivisa - di muoversi nella viscosita' del grasso.
Aldila' dell'etica, dell'umanita'  e della moralita' (anch'esse sotto i minimi storici e necessari), la corruzione e la collusione con l'economia e l'approccio clientelare mafioso, contagia almeno il 99% di ogni transazione quotidiana.
Non e' praticamente piu' possibile lavorare dignitosamente se non si e' personali amanti, segnalati particolari dal partito, raccomandati speciali del taluno o talaltro.
Non che fino ad oggi le cose fossero improntate ad altri 'parametri'.
La differenza sta nell'arroganza, nella specializzazione parcellizzata e nell'incompetenza coltivata di ogni persona che viene messa una qualsiasi carica. Non e' un caso perche' e sistematico il fatto di mettere la persona sbagliata al posto giusto cosi' che la si possa manipolare in qualsiasi modo. E questo giochetto  cosi' diffuso sta creando dei danni che ancora non si riesce a capire l'entita'.
Di questo pochissimi, troppo pochi,  ne hanno una consapevolezza minima effettiva e questo  porta oltre la disperazione cui conduce la desolata situazione di per se.
Ti accorgi che non e' il caso di parlarne perche' comunemente sei subito messo ai margini, definito quantomeno catastrofico ed esagerato, oppure un vecchio mammuth proto-sessantottino scongelato. Un mobbing senza la scusa lavoro.
Qualcuno se ne accorgera', e' indubbio e statistico... visto che ormai si vendono i tv da 200 euro in 12 rate....  evidentemente, anche i soldi sono finiti.
Finiti tutti, naturalmente, nelle sempre piu' poche mani.
Come e' praticamente finita ogni possibilita' di comunicare, sia al livello di massa che interpersonale, che passi attraverso la griglia del codice ristretto di un qualsiasi format televisivo.
Ogni parola  che si perde e' una morte e questi sistemi sono dei forni crematori per emozioni e vocaboli.
Nessuno si accorge che non c'e' piu' nessun media radiotelevisivo che si occupi di Musica e tutti mandano in onda solo quelle 20 canzoni imposte dalla playlist delle poche major, le multinazionali del commercio musicale.
Altro forno e campo di concentramento pubblico...
E' questa la democrazia globale del 21 secolo e l'unico scampo potrebbe essere scappare in qualche posto dove sono un po indietro rispetto al gruppo di 'testa' dei piu' industrializzati. Ma attenzione, 30-40 anni indietro, con la velocita' e la cecita' attuale, potrebbero risolversi e pareggiarsi in molto, molto meno tempo.
Questo utilitarismo, questa economia di scambio rozza, te la ritrovi nei rapporti personali ad attentare anche la nostra vera liberta': l'amore.
Secondo motivo per essere oltre la disperazione.
Andare da solo e con un'altra e con la voglia di tutti...
ALeon
postato da: labuccia alle ore febbraio 19, 2006 17:24 | Permalink | commenti (4)
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domenica, 19 febbraio 2006

Milano, Viafarini
RUNA ISLAM
dal 20/2/2006 al 6/3/2006

Quarto appuntamento di Video Invitational in cui sono proposte opere che mettono in risalto le diverse sfumature dell'attuale ricerca video, i labili confini e le contaminazioni con altre modalita' espressive. Il progetto, a cura di Milovan Farronato, prevede che ogni mostra sia inaugurata con la discussione e l'analisi dell'opera insieme all'artista e al pubblico. I riferimenti cinematografici di Runa Islam sono evidenti, qui saranno esaminati prevalentemente i rimandi pittorici

buona domenica!

postato da: labuccia alle ore febbraio 19, 2006 09:34 | Permalink | commenti
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sabato, 18 febbraio 2006

SENTITAMENTE SCUSA

 

A tutti i miei commentatori. Non so cosa ho combinato, fatto sta che si sono magicamente cancellati (evviva il magic pensiero!) tutti i commenti degli ultimi/primi giorni di vita di questo blog! Non posso affermare che non succederà più ma prometto che starò più attenta. Sono un po' old style, ma se mi impegno apprendo velocemente.

 

p.s. ho cancellato anche il messaggio di benvenuto con le ragioni di questo blog... ma c'è tempo per raccontare...

buon w.e.

postato da: labuccia alle ore febbraio 18, 2006 15:02 | Permalink | commenti (6)
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sabato, 18 febbraio 2006
ECCO PER MARTA SOPRATTUTTO: Hublab Gallery presenta “0006 by Limiteazero” Prima monografica di uno dei gruppi pi_ interessanti della sperimentazione digitale italiana inaugurazione l’8 marzo 2006 a Hublab Gallery a Milano “0006 by Limiteazero”, la prima esposizione monografica di uno dei gruppi più interessanti della sperimentazione digitale italiana che verrà presentata presso Hublab Gallery in Via Sartirana 2 (p.ta Genova) a Milano. Eredi di una tradizione colta, più vicina alla ricerca pura che all’utilizzo artistico delle tecnologie, Paolo Rigamonti e Silvio Mondino (Limiteazero) rappresentano l’Italia nel mondo sulla scia di John Maeda, CaseY Reas, Golan Levin e Yugop e Usman Hacque. Computer e tecnologie utilizzati sono alla portata di chiunque, si trovano sul mercato e vengono utilizzati in ogni ufficio. Ma l’uso che loro ne fanno, la riscrittura dei software, il loro piegarli sempre e comunque a un rapporto esclusivo tra soggetto e oggetto rappresentano un unicum molto interessante nel panorama non solo italiano. Le loro macchine della contemporaneit‡ hanno molto in comune con i disegni che durante la rivoluzione scientifica, nel Seicento, sottolineavano il prodigio che sortiva da un’applicazione più che l’applicazione stessa. Le competenze che riassumono nella progettazione e costruzione delle loro macchine digitali (designer, webmaster, softwaristi, architetti, tecnologi, artigiani, information architects ecc,…) consentono vari livelli di lettura delle loro opere, a partire da un design che non dimentica Albini o gli Eames fino ad arrivare ad aspetti ludici in contrasto con la freddezza basica dei contenitori. Limiteazero sarà presente quest’anno – unica rappresentanza italiana - al NextFesti06 di Wired, rivista californiana fucina del pensiero e azione digitale, e ad Ars Electronica a Linz. Limiteazero Nicola Zanardi Tel. - Fax Tel: - Fax: E-mail: E-mail: n.zanardi@hublab.it Internet: www.limiteazero.com Internet: www.hublab.it
postato da: labuccia alle ore febbraio 18, 2006 14:12 | Permalink | commenti
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sabato, 18 febbraio 2006
Fribourg, Fri-Art STOPOVER dal 18/2/2006 al 30/4/2006 A migrant exhibition. The show queries not only the notion of migration and movement; it also highlights the fact that identities are shaped by real life experiences, and that they change throughout life. The artists' works reflect the difficulty of identifying with a homogeneous culture and launch a dialogue between breach and tradition. http://undo.net/presslease
postato da: labuccia alle ore febbraio 18, 2006 08:53 | Permalink | commenti
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venerdì, 17 febbraio 2006
Eccomi qua. La segnalazione di oggi riguarda una risposta di Lucetta Scaraffia (sulle pagine del Corriere) a un pezzo di ieri firmato Marisa Fumagalli. Si parla di procreazione assistita. Ecco alcuni stralci: ". L'uscita del libro di Alessandra Di Pietro e Paola Tavella ( Einaudi Stile Libero) sulla procreazione assistita non può che far piacere a tutte le donne che hanno sostenuto posizioni simili alle loro durante la battaglia contro il referendum". Le due sono andate al mare invece di votare e si domandano se i propri figli nati dal piacere con sangue e fatica, un giorno le chiameranno appunto "selvagge". Continua Lucetta Scaraffia: "Finalmente si apre una discussione vera e davero sui problemi che pone l'ingegneria genetica. Piuttosto un poco stupisce il tono dell'articolo di Marisa Fumagalli (sul Corriere di ieri), così teso nel suo complesso, a rassicurare il lettore che, se pure le autrici hanno le posizioni che hanno sulla maternità, non sono certo allineate con la Chiesa cattolica su temi come la famiglia, il matrimonio omosessuale e via dicendo. (...)". "Si può allora protestare contro il pregiudizio anticattolico- per favore, chiamiamo le cose con il loro nome- che porta a considerare le intellettuali cattoliche solo come obbedienti aiutanti delle gerarchie ecclesiastiche, incapaci di un pensiero proprio su temi che le coinvolgono come donne? E considerare come nuove e interessanti le loro stesse opinioni, ma solo a patto che siano sostenute da femministe che si proclamano laiche e di sinistra?" Ma siamo davvero in una democrazia? Si può chiamare democrazia intelligente una forma di pensiero che riflette e si compiace di limitare le esperienze degli altri ragionando addirittura sul primato delle opinioni? Buon w.e.
postato da: labuccia alle ore febbraio 17, 2006 16:56 | Permalink | commenti (2)
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